promozione della finanza solidale
30 Sep redazione

Un Novomodo

E’ online il programma di Novo Modo, la nuova iniziativa culturale che si terrà a Firenze i prossimi 17, 18 e 19 ottobre, presso l’Auditorium di Sant’Apollonia.

L’evento, promosso da ACLI, ARCI, Banca Etica, Caritas Italiana, CISL, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Legambiente e con il contributo della Regione Toscana, sarà un momento di confronto per far crescere idee, progetti e proposte sulle grandi sfide del futuro.

Salvaguardia dell’ambiente, promozione di una finanza e di una economia eticamente orientate, cultura della legalità e lotta alle mafie ed alla corruzione, centralità del lavoro nei processi di crescita sociale, cittadinanza attiva e welfare generativo, politiche di coesione e di inclusione per la costruzione di una Europa dei popoli: temi discussi e dibattuti, ma che oggi, più di ieri, rappresentano le grandi sfide che l’umanità si trova ad affrontare.

Novo Modo vuole semplicemente essere un invito ed una occasione per riflettere su queste sfide e rilanciare una più incisiva collaborazione tra persone ed organizzazioni interessati e determinati a costruire un nuovo modello di società sostenibile. L’appuntamento è a Firenze, presso l’Auditorium di Sant’Apollonia nei giorni 17, 18 e 19 ottobre, con l’obiettivo di riportare al centro del nostro agire la responsabilità e la cooperazione per la realizzazione del bene comune; un impegno collettivo possibile attraverso buone prassi e storie coraggiose. Per far questo serve un nuovo patto sociale ampiamente condiviso, che metta assieme la solidarietà con la creatività, la fiducia con l’intelligenza.  Un patto che dia la possibilità a tutti di partecipare con le proprie specificità, le proprie esperienze, nella consapevolezza che solo dal riconoscimento dell’interdipendenza dei nostri agire può partire un processo di cambiamento finalizzato al bene comune.

La speranza è quella che a Novo Modo si possa condividere una carta di impegni e di obiettivi per un nuovo modello sociale; una carta che contenga suggerimenti, impegni, azioni per la Responsabilità Sociale di tutti. I temi trattati, lavoro, giustizia, ambiente, welfare, pace, finanza e credito etico, sono interpretati da protagonisti e testimoni, in una tre giorni che vuole essere un ulteriore strumento di fattiva, concreta, responsabile azione di programmazione politica partecipata di un nuovo modello sociale.

Per il programma dettagliato, i profili dei protagonisti e per sapere come partecipare a Novo Modo visita www.novomodo.org

27 Sep Marco Gallicani

Aziende sequestrate alla criminalita’ organizzata: le relazioni con il sistema bancario

Luigi Donato, Anna Saporito e Alessandro Scognamiglio hanno scritto questo documento che è tutto da leggere, e magari da stampare e portare con se quando si va a qualche convegno dove le banche fanno bellla mostra dei loro report sulla sostenibilità…

Il lavoro analizza le relazioni fra le imprese sequestrate alla criminalità organizzata e il sistema bancario. Nella prima parte l’esame dell’evoluzione dell’impianto normativo in materia di beni sequestrati e confiscati pone in luce le criticità che permangono nonostante gli sforzi per giungere a un assetto organico nella prospettiva della lotta alla criminalità sul piano economico.

Nella seconda, l’analisi dei profili creditizi e gestionali delle imprese non identifica, dopo il provvedimento giudiziario, trattamenti penalizzanti da parte delle banche rispetto ad altre aziende operanti negli stessi settori, nelle stesse aree geografiche e con profili gestionali simili. Tale conclusione sembra da ricollegare anche alla considerazione che il deterioramento dei principali indicatori si riscontra già negli anni precedenti al provvedimento, presumibilmente anche a seguito di comportamenti anticipatori delle banche, indotte a ridurre cautelativamente la propria esposizione ai primi segnali di un coinvolgimento in indagini antimafia. Il peso cruciale delle aspettative, la necessità di risanare le imprese attraverso una tempestiva programmazione e il rilievo di scelte gestionali economicamente efficienti ispirano le riflessioni finali sulle policy.

[Cliccando qui si scarica il documento completo in pdf]

22 Sep Alessandro Messina

La finanza d’impatto tra tradizione e innovazione sociale

scritto per Credito Cooperativo

La definizione di impact investing – o impact finance (finanza d’impatto) – è la seguente: “Gli investimenti di impatto sono indirizzati a imprese, organizzazioni o fondi con l’intenzione di generare risultati misurabili, di tipo sociale e ambientale, insieme ad un ritorno di tipo finanziario” (dalla definizione presente sul sito del Global Impact Investing Network)

In questo “nuovo” mondo della finanza si muove un variegato insieme di operatori: alcuni pionieri guidati da visione coraggiosa e motivazioni sincere, alcuni finanzieri d’assalto più o meno pentiti o comunque convertiti alla filantropia, operatori della microfinanza globale che hanno deciso di crescere o che han capito l’importanza di stare anche a monte del processo finanziario (la raccolta delle grandi masse di denaro), alcune componenti della finanza popolare, o sociale, che – spesso partendo dalla forma banca – sperimentano nuovi modelli di intervento per raggiungere i propri obiettivi di interesse generale.

Il primo studio di un certo rilievo sugli investimenti di impatto è stato realizzato da JP Morgan, leader mondiale nei servizi finanziari, sul finire del 2010. In quel documento, si afferma che [... continua su AleMessina]

17 Sep Marco Gallicani

L’abc dell’economia

Alessandro Rizzi per Sbilanciamoci.info

Due ore di riflessione sulla democrazia, la sua evoluzione storica a partire dalla modernità capitalistica, le contraddizioni e le sfide emerse a partire dalla fine degli anni ‘70, con il declino del partito di massa e delle tradizionali forme di aggregazione e mobilitazione collettiva. Alla luce dell’analisi di Diamanti, l’obiettivo della scuola estiva – capire come funziona il sistema economico e se un altro modello è possibile – appare un punto di partenza per affrontare la crisi che attanaglia le nostre democrazie e dare una risposta alla domanda di orientamento e di partecipazione che attraversa le nostre società.

«Vi è una domanda di partecipazione non espressa», ci spiega Ilvo Diamanti, professore di Governo e Comunicazione politica all’Università di Urbino, direttore del laboratorio LaPolis e autore di numerosi libri, tra cui il più recente Democrazia ibrida (Laterza, 2014). «Per questo, studiare l’abc del sistema in cui viviamo è cruciale per comprendere e agire. Studiare significa allora poter rimettere in circolo la domanda di partecipazione che esiste oggi».

Una domanda di partecipazione che s’inserisce in un contesto dominato dalla sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni della democrazia rappresentativa.
«Nella fase attuale, la sfiducia ha sostituito la fiducia come motore di legittimazione delle nostre democrazie. Se il fondamento della democrazia è il rapporto tra istituzioni e società, oggi noi viviamo una dissociazione, siamo in una democrazia con governi non dotati di consenso.
Abbiamo così assistito al passaggio dai leader agli anti leader, che anche quando parlano di rinnovamento lo fanno contro gli altri. La risorsa principale è dunque la sfiducia, che secondo Pierre Rosanvallon anima l’”universo controdemocratico”. Penso che la sfiducia sia una risorsa, ma da sola non è sufficiente. Bisogna far ripartire una democrazia della fiducia. Per questo, studiare significa anche costruire».

Le trasformazioni della democrazia al tempo della crisi sono una [... continua su Sbilanciamoci.info]

12 Sep redazione

Va tutto molto, molto bene. Anche troppo

Andrea Baranes dal blog di Non Con I Miei Soldi

“Con il termine bolla speculativa si definisce il sentiero esplosivo che si forma nel prezzo di un bene e che lo porta, progressivamente sempre più distante dai valori compatibili con le fondamentali economiche dello stesso, dove con fondamentali economiche ci si riferisce a quelle particolari ragioni economiche che sottostanno al movimento di un prezzo. Quando le quotazioni di Borsa capitalizzano aspettative impossibili da misurare si possono formare bolle speculative, destinate a scoppiare, dato che non tutte le iniziative prese dagli investitori avranno successo”.

La definizione è tratta dal sito di Borsa Italiana. Il problema di fondo per investitori, mercati ed economia nel suo complesso è capire se ci si trova in presenza di una bolla, se i prezzi sono saliti troppo e se si rischia a breve uno scoppio con conseguenze nefaste. In mancanza di una sfera di cristallo, una semplice possibilità è studiare l’andamento dei mercati nel recente passato.

Proviamo allora a dare un’occhiata al più importante mercato finanziario del pianeta, Wall Street. Sono diversi gli indici che vengono utilizzati per comprendere in che direzione si sta muovendo la Borsa: il Dow Jones misura il corso azionario delle imprese quotate a New York; il Nasdaq viene solitamente identificato con le imprese ad elevato contenuto tecnologico, la cosiddetta “new economy”; lo Standard & Poor’s 500 rileva l’andamento delle 500 imprese a maggiore capitalizzazione quotate negli USA. In realtà le definizioni di questi e altri indici sono più complesse, ma l’importante è che sono tre degli indici più diffusi e utilizzati per seguire l’andamento dei mercati finanziari a stelle e strisce.

Se guardiamo alla loro evoluzione negli ultimi 20 anni, vediamo che [... continua sul blog di Non Con I Miei Soldi]

08 Sep redazione

L’Emilia Romagna riconosce e regola l’economia solidale

L’Emilia Romagna approva il progetto di legge “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”, elaborato grazie alla collaborazione tra Amministrazione e associazioni del territorio unite nel CRESER.

L’Assemblea legislativa regionale ha infatti approvato lo scorso 22 luglio il progetto di legge “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”.
L’obiettivo della legge è quello di promuovere l’Economia Solidale e stimolarne la progettualità senza ricorrere a finanziamenti esclusivi ma puntando invece ad introdurre nuovi strumenti di gestione e misure di sostegno.

Tra i provvedimenti più importanti, la Regione si impegna a nominare all’interno della giunta un referente politico specifico per l’Economia Solidale.
Verrà inoltre istituito un Forum Regionale come strumento partecipativo finalizzato “al confronto e all’elaborazione delle istanze emergenti dai soggetti dell’Economia Solidale”, mentre un Tavolo Regionale Permanente, composto da tecnici della Regione e da rappresentanti dei soggetti di Economia Solidale, sarà incaricato di attivare i progetti approvati. Infine, un Osservatorio dedicato sarà predisposto per monitorare i progetti attivi e migliorarne l’efficacia, sulla base di indicatori qualitativi come il BES (Benessere Equo e Sostenibile).

Un modello di economia alternativo

Quella approvata in Emilia Romagna è una tra le prime leggi italiane che norma il vasto settore dell’Economia Solidale, costituito da un arcipelago di organizzazioni, piccoli produttori, aziende sostenibili e consumatori consapevoli. La nuova legge regionale costituisce infatti un formale riconoscimento dell’Economia Solidale come “modello economico sociale e culturale improntato a principi di eticità e giustizia, di equità e coesione sociale, di solidarietà e centralità della persona” che “promuove i beni comuni assicurandone l’utilizzo collettivo e sostenibile a beneficio delle comunità e delle generazioni future” (articolo 1).

Il progetto di legge potrebbe inoltre porsi come valida risposta alla crisi economica, proponendo un modo diverso di vivere il mercato, che rimetta al centro i beni comuni e la collettività (in allegato il testo integrale del progetto di legge).

04 Sep Alessandro Messina

Finanza e genocidio, ovvero dell’orrore di BNP in Darfur

scritto per AleMessina

Le lezioni sgradite sono difficili da mandar giù. Se riguardano la finanza evidentemente di più. Sarà per questo che governi, autorità di vigilanza e i tanti regulators al lavoro dal 2008, quando la crisi finanziaria esplose in tutta la sua virulenza, ancora non sono riusciti a incidere sui problemi nodali dei mercati finanziari globali.

Oggi la peggior finanza è tornata a spadroneggiare: volumi delle transazioni in derivati ai massimi storici, profitti a due cifre per le banche d’affari globali, credito all’economia reale fermo. Una finanza che dimostra ogni giorno di più di essere senza limiti. In tutti i sensi.

Il 30 giugno scorso BNP Paribas, gruppo bancario di origine francese e ormai colosso mondiale della finanza, è stato multato dal Dipartimento per i Servizi Finanziari dello stato di New York per circa 9 miliardi di dollari, record assoluto per banche non americane. In precedenza solo JPMorgan Chase (13 miliardi, per i noti “riacquisti” di mutui sub-prime) e Bank of America (con tre diverse sanzioni, per complessivi 33 miliardi di dollari) hanno subito sanzioni pecuniarie maggiori.

Il motivo è raccapricciante: la banca ha violato il divieto di condurre transazioni con il Sudan, paese sotto embargo per violazioni dei diritti umani. In particolare, qui si cela la mostruosità dei comportamenti tenuti, proprio negli anni in cui il governo sudanese era sotto i riflettori della comunità internazionale (seppur solo blandamente contrastato) per i gravissimi crimini umanitari commessi in Darfur, BNP Paribas non rispettava l’embargo e conduceva transazioni finanziarie per oltre 190 miliardi di dollari, molti dei quali utilizzati per rifornire di [... continua su Ale Messina]

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