promozione della finanza solidale
12 Sep redazione

Va tutto molto, molto bene. Anche troppo

Andrea Baranes dal blog di Non Con I Miei Soldi

“Con il termine bolla speculativa si definisce il sentiero esplosivo che si forma nel prezzo di un bene e che lo porta, progressivamente sempre più distante dai valori compatibili con le fondamentali economiche dello stesso, dove con fondamentali economiche ci si riferisce a quelle particolari ragioni economiche che sottostanno al movimento di un prezzo. Quando le quotazioni di Borsa capitalizzano aspettative impossibili da misurare si possono formare bolle speculative, destinate a scoppiare, dato che non tutte le iniziative prese dagli investitori avranno successo”.

La definizione è tratta dal sito di Borsa Italiana. Il problema di fondo per investitori, mercati ed economia nel suo complesso è capire se ci si trova in presenza di una bolla, se i prezzi sono saliti troppo e se si rischia a breve uno scoppio con conseguenze nefaste. In mancanza di una sfera di cristallo, una semplice possibilità è studiare l’andamento dei mercati nel recente passato.

Proviamo allora a dare un’occhiata al più importante mercato finanziario del pianeta, Wall Street. Sono diversi gli indici che vengono utilizzati per comprendere in che direzione si sta muovendo la Borsa: il Dow Jones misura il corso azionario delle imprese quotate a New York; il Nasdaq viene solitamente identificato con le imprese ad elevato contenuto tecnologico, la cosiddetta “new economy”; lo Standard & Poor’s 500 rileva l’andamento delle 500 imprese a maggiore capitalizzazione quotate negli USA. In realtà le definizioni di questi e altri indici sono più complesse, ma l’importante è che sono tre degli indici più diffusi e utilizzati per seguire l’andamento dei mercati finanziari a stelle e strisce.

Se guardiamo alla loro evoluzione negli ultimi 20 anni, vediamo che [... continua sul blog di Non Con I Miei Soldi]

08 Sep redazione

L’Emilia Romagna riconosce e regola l’economia solidale

L’Emilia Romagna approva il progetto di legge “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”, elaborato grazie alla collaborazione tra Amministrazione e associazioni del territorio unite nel CRESER.

L’Assemblea legislativa regionale ha infatti approvato lo scorso 22 luglio il progetto di legge “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”.
L’obiettivo della legge è quello di promuovere l’Economia Solidale e stimolarne la progettualità senza ricorrere a finanziamenti esclusivi ma puntando invece ad introdurre nuovi strumenti di gestione e misure di sostegno.

Tra i provvedimenti più importanti, la Regione si impegna a nominare all’interno della giunta un referente politico specifico per l’Economia Solidale.
Verrà inoltre istituito un Forum Regionale come strumento partecipativo finalizzato “al confronto e all’elaborazione delle istanze emergenti dai soggetti dell’Economia Solidale”, mentre un Tavolo Regionale Permanente, composto da tecnici della Regione e da rappresentanti dei soggetti di Economia Solidale, sarà incaricato di attivare i progetti approvati. Infine, un Osservatorio dedicato sarà predisposto per monitorare i progetti attivi e migliorarne l’efficacia, sulla base di indicatori qualitativi come il BES (Benessere Equo e Sostenibile).

Un modello di economia alternativo

Quella approvata in Emilia Romagna è una tra le prime leggi italiane che norma il vasto settore dell’Economia Solidale, costituito da un arcipelago di organizzazioni, piccoli produttori, aziende sostenibili e consumatori consapevoli. La nuova legge regionale costituisce infatti un formale riconoscimento dell’Economia Solidale come “modello economico sociale e culturale improntato a principi di eticità e giustizia, di equità e coesione sociale, di solidarietà e centralità della persona” che “promuove i beni comuni assicurandone l’utilizzo collettivo e sostenibile a beneficio delle comunità e delle generazioni future” (articolo 1).

Il progetto di legge potrebbe inoltre porsi come valida risposta alla crisi economica, proponendo un modo diverso di vivere il mercato, che rimetta al centro i beni comuni e la collettività (in allegato il testo integrale del progetto di legge).

04 Sep Alessandro Messina

Finanza e genocidio, ovvero dell’orrore di BNP in Darfur

scritto per AleMessina

Le lezioni sgradite sono difficili da mandar giù. Se riguardano la finanza evidentemente di più. Sarà per questo che governi, autorità di vigilanza e i tanti regulators al lavoro dal 2008, quando la crisi finanziaria esplose in tutta la sua virulenza, ancora non sono riusciti a incidere sui problemi nodali dei mercati finanziari globali.

Oggi la peggior finanza è tornata a spadroneggiare: volumi delle transazioni in derivati ai massimi storici, profitti a due cifre per le banche d’affari globali, credito all’economia reale fermo. Una finanza che dimostra ogni giorno di più di essere senza limiti. In tutti i sensi.

Il 30 giugno scorso BNP Paribas, gruppo bancario di origine francese e ormai colosso mondiale della finanza, è stato multato dal Dipartimento per i Servizi Finanziari dello stato di New York per circa 9 miliardi di dollari, record assoluto per banche non americane. In precedenza solo JPMorgan Chase (13 miliardi, per i noti “riacquisti” di mutui sub-prime) e Bank of America (con tre diverse sanzioni, per complessivi 33 miliardi di dollari) hanno subito sanzioni pecuniarie maggiori.

Il motivo è raccapricciante: la banca ha violato il divieto di condurre transazioni con il Sudan, paese sotto embargo per violazioni dei diritti umani. In particolare, qui si cela la mostruosità dei comportamenti tenuti, proprio negli anni in cui il governo sudanese era sotto i riflettori della comunità internazionale (seppur solo blandamente contrastato) per i gravissimi crimini umanitari commessi in Darfur, BNP Paribas non rispettava l’embargo e conduceva transazioni finanziarie per oltre 190 miliardi di dollari, molti dei quali utilizzati per rifornire di [... continua su Ale Messina]

01 Sep redazione

Crisi finanziaria: come i “fondi avvoltoio” iniziano ad attaccare l’Europa

preso da Non con i miei soldi

Decine di fondi speculativi ritengono di essere danneggiati dalla soppressione degli aiuti pubblici o dalle ristrutturazioni dei debiti sovrani praticate in Europa. In nome della protezione degli investimenti attaccano gli Stati davanti a tribunali commerciali extranazionali. I gioco: centinaia di milioni di euro di indennità da mettersi in tasca. I loro primi obiettivi sono Spagna, Grecia e Cipro, ma altri paesi potrebbero essere toccati. Dopo l’austerità i cittadini europei pagheranno il conto della crisi una seconda volta?

Oltre alle politiche di austerità, una nuova minaccia si profila all’orizzonte per i paesi del sud dell’Europa: quella delle procedure avviate davanti a giurisdizioni commerciali opache da parte di attori finanziari che cercano di trarre profitto dai trattati che garantiscono la “protezione degli investitori”. Fondi speculativi che ritengono di essere danneggiati dalle ristrutturazioni del debito o dalla fine delle sovvenzioni pubbliche a certi settori fanno valere la clausola del “trattamento giusto ed equo” degli investimenti per chiedere risarcimento.

Grecia, Cipro e Spagna sono così l’obiettivo di procedure intentate davanti a diversi “tribunali” di arbitraggio da aziende private che reclamano centinaia di milioni di euro. Potrebbe trattarsi delle prima avvisaglie di una nuova ondata di procedure dello stesso tipo in tutti i paesi d’Europa, come segnalavano [... continua su NCIMS]

29 Aug redazione

Una Scuola Popolare di Economia, a La Spezia

Sabato 4 ottobre alle ore 16,30, presso la sede dell’Università Popolare di La Spezia (g.c.), sarà inaugurata la Scuola Popolare di Economia “Dal Muro al Ponte”, che promuove alfabetizzazione finanziaria per famiglie, giovani, associazioni, piccole imprese e cooperative.
L’iniziativa nasce dalla constatazione che, secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia, i soggetti che hanno rapporti bancari o sufficiente conoscenza dell’economia e dei prodotti finanziari sono davvero pochi: l’Italia si trova al 44° posto nel mondo, e all’ultimo tra i paesi del G8, per cultura finanziaria dei Cittadini.

A ciò segue l’impossibilità per le famiglie o le piccole imprese di effettuare scelte consapevoli e di raggiungere gli obiettivi economici e sociali prefissati. Una maggiore consapevolezza da parte dei Cittadini può aiutarli a compiere percorsi più consapevoli e vantaggiosi e arginare il notevole indebolimento delle famiglie e lo sgretolamento dei valori di solidarietà ed eticità dovuto alla crisi economica.

Il Progetto “Dal Muro al Ponte”, realizzato in collaborazione tra il Gruppo di Iniziativa Territoriale dei Soci di Banca Popolare Etica delle provincie di Genova e La Spezia e le Associazioni Libera – Coordinamento provinciale La Spezia, Mani per mano – GAS Sarzana, L’égalité, con l’appoggio di Auser – Università Popolare di La Spezia e il patrocinio di Regione Liguria (al momento in richiesta) e Banca Popolare Etica, ha l’obiettivo di fornire strumenti pratici e di conoscenza, per aiutare a compiere scelte consapevoli e percorsi più efficaci per arginare il notevole indebolimento e lo sgretolamento dei valori di solidarietà ed eticità dovuti alla crisi economica.
Tra gli obiettivi emerge la componente formativa, diffondendo la conoscenza del funzionamento dei meccanismi dell’economia, dal livello teorico e macroeconomico a quello pratico e quotidiano. Si cercherà di creare uno spazio di dialogo e di scambio di saperi che ispirino un dibattito duraturo e una comunità d’azione tra le varie componenti della società civile, le cui proprie e differenti Continua »
25 Aug redazione

Wikieconomia, una rete contro la crisi

Leonardo Becchetti, già presidente del Comitato Etico di Banca Etica, ha scritto un nuovo libro. Su Avvenire ce n’era una ghiotta anticipazione.

Un giorno gli italiani hanno acceso il televisore e con l’alluvione di Olbia hanno scoperto i rischi dell’insostenibilità ambientale. Un altro con il rogo di Prato quelli dell’insostenibilità sociale. L’urgenza dei tempi che stiamo vivendo è tale che ci inchioda a scrivere sempre lo stesso libro. Che ruota attorno a quella leva che Archimede cercava per sollevare il mondo, al tema per il quale voglio essere ricordato con un epitaffio sulla mia lapide dove si dica che ho lavorato e lottato per il «voto col portafoglio».

Ovvero il potere enorme che abbiamo (ma che utilizziamo ancora solo in piccolissima parte) di influenzare il mercato premiando le imprese che sono all’avanguardia nella sostenibilità sociale e ambientale. Potere che dovremmo usare per il nostro bene (con autointeresse lungimirante) per evitare che sul mercato prevalgano scelte ambientali e sociali dissennate che ricadono sui nostri simili e alla fine, come un boomerang, anche su noi stessi.

Viviamo una fase del tutto particolare della vita economica del nostro pianeta. La globalizzazione è un po’ come l’epopea della frontiera nel Far West. Dove prima sono arrivati gli «spiriti animali» che  colonizzarono il nuovo mondo lungo la via del telegrafo.

Solo successivamente nella storia della frontiera americana sono arrivate le regole e le leggi. Così oggi le grandi imprese multinazionali sfruttano al meglio la possibilità di muoversi su scala globale lungo la via della rete delocalizzando la produzione dove conviene di più (e costa meno in termini di lavoro, ambiente e tasse). E colossi finanziari troppo grandi per fallire, troppo complessi per essere regolati, la fanno da padrone in una finanza ipertrofica come «battelli ebbri» di baudelairiana memoria che hanno rotto gli argini e i freni di regolatori deboli o collusi. Dandosi il nome di banca, ma operando in realtà da gigantesche bische dove prevale il trading ad alta frequenza e l’uso di derivati per finalità puramente speculativa [... continua su Avvenire]

18 Aug redazione

Il valore dei soldi: l’educazione finanziaria nel libro di Ugo Biggeri

dal blog di Banca Etica

Il valore dei soldi” è l’ultimo libro di Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica.

Il libro, pubblicato da Edizioni San Paolo, è un vero e propriostrumento di educazione finanziaria, per capire questioni fondamentali in tema di banche, finanza ed economia.

Biggeri offre, con un linguaggio semplice ed accessibile, gli strumenti per pensare l’economia in termini più umani, coinvolgenti e responsabilizzanti, mostrando chiaramente come le nostre piccole scelte siano importanti. Anche spostare un conto corrente può essere un atto di responsabilizzazione, perché i nostri soldi vengono investiti e lavorano anche di notte, ma forse non servono a sostenere la visione del mondo che vorremmo promuovere: spesso, mentre noi ci impegniamo per una giusta causa, i nostri soldi gestiti dalle banche lavorano contro di noi.

La prefazione de “Il valore dei soldi” è curata da Stefano Zamagni, che dice “Il saggio di Ugo Biggeri che il lettore ha per mano è una combinazione, ben riuscita, di narrazione autobiografica, di lettura critica di uno dei più intriganti fenomeni dell’odierna vita economica – quello della finanza speculativa – e, infine, di una proposta credibile di azione da parte della società civile organizzata. Il libro tratta di questioni economico-finanziarie, ma il suo autore non è un economista di professione. È un banchiere sui generis che, affascinato dall’idea di rendere “migliore il mondo”, accetta la sfida di come “piegare” le regole di funzionamento della finanza per porla al servizio del bene comune“.

Il libro è disponibile nelle [... continua su Bancaetica.it]

© 2014 finansol.it | Entries (RSS) and Comments (RSS)

GPS Reviews and news from GPS Gazettewordpress logo