promozione della finanza solidale
21 Jul redazione

L’antidepressivo di #Bassafinanza

Mauro Meggiolaro per la rubrica di Non con i miei soldi #Bassafinanza

“Al termine di ogni pezzo dovresti suggerire anche un buon antidepressivo”, ci scrive Antonio. In effetti le notizie di #bassafinanza parlano quasi sempre di un mondo in rovina, dove gli squali e gli avvoltoi si spartiscono le carni lacerate e putrefatte dell’economia reale, sperando di non essere anticipati dalle iene o dai ratti (dei quali, in effetti, si parlerà in questo numero).

La realtà, come sempre, è molto più complessa. L’economia continua ad essere dominata da un sistema finanziario ipertrofico che condiziona le scelte politiche a tutti i livelli, ma nel frattempo si approvano nuove norme, si impongono limiti, si studiano riforme. E aumenta la consapevolezza dei cittadini. E’ un processo lento, lentissimo, che porta a risultati sempre parziali, spesso insoddisfacenti.

Chi sogna la rivoluzione rimane frustrato, perché la rivoluzione non arriva e probabilmente non arriverà: come ha sostenuto Gary Becker, economista della scuola di Chicago scomparso di recente, la recessione è stata tutto sommato meno dura di quanto ci si aspettasse. E quindi finora i cambiamenti sono stati “incrementali” più che “radicali” o “rivoluzionari”. In sostanza, prima che infiammi la rivoluzione le cose devono andare peggio, molto peggio di così. E non credo che sia una cosa che ci possiamo [... continua sul blog di Non con I Miei Soldi]

18 Jul Marco Gallicani

Emanuela sul comitato etico

Emanuela commenta il commento di Francesco sul nuovo Comitato Etico. Scusate il ritardo negli aggiornamenti ma siamo in fase di ristrutturazione editoriale…

“L’elezione non è effettuata con l’estrazione. I voti si devono sommare l’uno all’altro per arrivare ad essere di più di quelli del primo candidato non eletto, avere più palline nere dà più possibilità alle palline nere di essere estratte, ma se le palline nere devono essere scelte, se ce ne sono di meno, la singola pallina nera ha più possibilità che su di essa si concentrino le scelte. Se tutti i soci avessero votato un numero uguale di uomini e donne (come ho fatto io, che ho votato 3 donne e 3 uomini) alla fine i voti sulle donne si sarebbero distributi su 6 e per gli uomini su 9 disperdendosi di più. Penso che è quello che è successo e penso che il regolamento elettorale vada cambiato per garantire una migliore e più variegata composizione sia per genere, che per competenze, che per anime e inclinazioni rappresentate e infina la possibilità di elezione anche di candidati un po’ outsider. ”

A voi, ora

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02 Jul Condor Joe

L’economia com’è e come può cambiare

dal 1 al 5 settembre prossimi ad Urbino si terrà la Scuola Estiva di Sbilanciamoci.

Scopo della Scuola estiva è di offrire una formazione di base sui temi dell’economia e delle politiche economiche e sociali e di riflettere in chiave critica sull’attuale quadro economico. I temi discussi riguardano la natura del sistema economico, il ruolo della finanza e la globalizzazione, il mercato del lavoro e l’occupazione, il welfare e le disuguaglianze, il modello di sviluppo italiano ed europeo. Saranno discussi i problemi emergenti, le politiche realizzate, le possibilità di cambiamento.

La Scuola è articolata su cinque giornate. La mattina le lezioni forniranno concetti e strumenti di analisi dei problemi di fondo dell’economia. Nel pomeriggio, i partecipanti si distribuiscono in tre sessioni parallele di approfondimenti tematici. I materiali didattici saranno disponibili sul sito web della Scuola estiva.

La Scuola estiva è rivolta a giovani, studenti di tutte le facoltà, neolaureati, dottorandi e giovani studiosi, persone attive nelle associazioni, nel terzo settore e nella cooperazione, nei movimenti, nel sindacato, operatori economici e sociali, della pubblica amministrazione, di enti locali e imprese.

Il Direttore è il Prof. Giuseppe Travaglini
Info sul sito di Sbilanciamoci

30 Jun Alfonso Marino

L’ Europa divisa. Un’alternativa radicale alle politiche dell’Unione Europea

è uscito il numero 4 della Sinistra Rivista, quadrimestrale in collaborazione con la Monthly Review. Questa è la sintesi dell’introduzione

EuroMemorandum 2014
L’Unione Europea (UE) è in condizioni di uscire dalla recessione, ma alcune parti d’Europa sono ancora in depressione; la disoccupazione è particolarmente elevata nei paesi periferici della zona euro e non dovrebbe ridursi sensibilmente nel prossimo futuro.

Le pesanti politiche di austerità hanno generato una profonda polarizzazione sociale in Europa e hanno indotto un processo di ristrutturazione industriale in cui si è rafforzata la posizione della Germania e degli altri paesi del Nord, mentre si è indebolita la posizione produttiva dell’Europa meridionale. La crisi ha determinato anche una significativa trasformazione della distribuzione del reddito.

Nella maggior parte dei paesi esterna al “core” dell’area dell’euro i salari reali sono diminuiti, in maniera più intensa nella periferia dell’area dell’euro e in gran parte dell’Europa orientale. Allo stesso tempo, la gerarchia tra gli stati membri è mutata, con la posizione della Germania e degli altri Stati del Nord che si è rafforzata, mentre la posizione degli Stati del Sud si è indebolita e in ampi settori la politica economica di Bruxelles è quella che vale in realtà.

Le attività della Commissione europea sono sempre caratterizzate da un grave deficit democratico e da una mancanza di trasparenza. Decisioni chiave sono prese in riunioni a porte chiuse senza dover rispondere ai parlamenti nazionali o al Parlamento europeo, dove potenti lobbies possono esercitare notevole influenza. In un certo numero di paesi i partiti di destra – in alcuni paesi raggruppamenti neo-fascisti – sono stati in grado di capitalizzare la diffusa disaffezione nei confronti dell’Unione europea e delle politiche che Bruxelles impone agli Stati membri [... continua sul sito de La Sinistra Rivista]

27 Jun Marco Gallicani

La finanza semplice e trasparente, fatta dalle persone

Sono partiti i primi prestiti tra persone liberi da interessi. I primi ambiti di investimento sono l’acquisto di prodotti artigianiali e cure mediche.
La gestione condivisa porta anche ad interessanti discussioni su come rendere il tutto sempre più semplice, efficace e veramente utile alla vita della comunità. Una bella esperienza che ci fa dire ancora una volta che le occasioni non arrivano: si creano. Info: acafitalia.itjakitalia.it
Vi aspettiamo a Torino il 27 giugno per “Il denaro della socialità (PDF)”

25 Jun redazione

L’economia solidale e l’economia dei soldi: problemi e possibilità

Venerdì scorso all’Incontro Nazionale dell’Economia Solidale Andrea Baranes e Francuccio Gesualdi – moderati da Pietro Raitano di Altreconomia – han parlato di economia solidale e uso del denaro, con un format molto innovativo in cui il pubblico faceva domande ai relatori sin dal principio.

Se avete un po’ di tempo la trovate a questo link: http://youtu.be/9dPjRV4zG-o

Sul sito dello Sbarco (gli amici lo continuano a chiamare così) trovate anche i materiali (in pdf) redatti dai coordinatori dei Gruppi di Lavoro, compreso quello sulla finanza etica e mutualistica.

23 Jun Alessandro Messina

Due riforme a costo zero per la finanza pubblica. Gatti scrive al Sole24Ore

visto su Il SOle 24 Ore

Le linee-guida proposte dal Governo in materia di Terzo Settore rappresentano una grande occasione per imprimere una visione organica alle politiche di sostegno alle imprese sociali, che non possono trascurare le loro esigenze di capitalizzazione e finanziamento.

Secondo l’Istat, l’economia sociale – aggregato di istituzioni nonprofit (associazioni, fondazioni, comitati) e cooperative – ha un fatturato totale intorno ai 200 miliardi di euro, esprime oltre 355 mila unità produttive italiane e dà lavoro a 2,2 milioni di persone. Nel decennio in chiaroscuro per l’economia italiana 2001-2011 questo comparto è cresciuto del 24% per numero di organizzazioni e del 27% per occupati.

Il credito bancario a queste istituzioni (nonprofit e cooperative non finanziarie) assomma a circa 35 miliardi di euro. Ed è aumentato del 285% negli ultimi dodici anni, più di ogni altro comparto economico, con una crescita media del 6% anche negli anni della crisi (tra 2008 e 2012). In particolare, le cooperative sociali (secondo gli ultimi dati Istat sono 11.264 le cooperative sociali e loro consorzi attivi e sono raddoppiati tra il 2001 e il 2011), straordinaria intuizione italiana e scommessa imprenditoriale riuscita, oggi modello non solo per l’Europa, hanno creato oltre 365.000 posti di lavoro negli ultimi venti anni. Inventando, e rendendola “impresa” una risposta mutualistica di qualità alle esigenze di welfare delle comunità.

Eppure le banche che erogano crediti alle istituzioni nonprofit oggi sono penalizzate dalle regole prudenziali che prevedono, per ogni 100 euro prestati ad un ente senza scopo di lucro o ad un’impresa sociale, l’obbligo di accantonare 8 euro di patrimonio, contro i 6 previsti nel caso di crediti a favore di famiglie o piccole imprese.

Una differenza difficile da comprendere, considerato che il Terzo settore è significativamente meno rischioso di questi comparti, come dimostrano i dati della stessa Autorità di vigilanza. Se il Terzo settore venisse almeno equiparato al mercato retail si potrebbe, a parità di capitale e di liquidità, liberare un potenziale di credito di circa il 33%. Si tratterebbe di una prima, concreta misura di supporto all’impresa sociale, tutt’altro che trascurabile sotto il profilo degli effetti.

Oggi che anche il G8 si interroga su come promuovere la finanza ad impatto sociale, l’Italia ha a portata di mano una via semplice e concreta per aumentare la dotazione di risorse Continua »

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