promozione della finanza solidale
16 Jul redazione

Banche europee insufficienti su temi ambientali e sociali

di Francesca Ussani, Forum per la Finanza Sostenibile

Secondo lo studio condotto da KPMG con il supporto del WWF su 12 banche europee(selezionate per le loro dimensioni, per la loro rilevanza nel settore bancario europeo e per l’esposizione a problematiche cruciali dal punto di vista ambientale) l’integrazione degli aspetti ambientali e sociali (E&S, dall’inglese Environmental and Social) nella gestione dei rischi e delle opportunità  risulta ancora limitata e inadeguata a rispondere alle sfide emergenti.

Il rapporto Ready or not: An assessment of sustainability integration in the European banking sector mette infatti in luce la scarsa consapevolezza degli istituti bancari europei rispetto alla rilevanza degli aspetti ambientali e sociali per l’attività aziendale. Il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua o la violazione dei diritti umani vengono spesso sottovalutati nelle analisi di risk management: il 17% degli istituti coinvolti nella ricerca prende in considerazione questi aspetti soltanto in un’ottica di riduzione del rischio reputazionale. Al contrario, il report citato sottolinea l’importanza di una valutazione più approfondita e completa dei rischi finanziari connessi alle questioni ambientali e sociali.

La ricerca di KPMG e WWF esamina le attività commerciali e di investimento (Commercial and Investment Banking CIB) dei principali istituti bancari europei, analizzando l’integrazione dei temi E&S nelle procedure e nei processi adottati, al di là delle policy di riferimento (beyond policy).

Mentre la maggior parte degli studi condotti sul tema si concentra sull’integrazione dei fattori E&S nelle policy e nelle linee guida (data la difficoltà di quantificare i rischi E&S e l’orizzonte di medio-lungo periodo degli impatti legati a questi aspetti), la ricerca citata vuole [... continua su Investire Responsabilmente]

11 Jul Gianfranco Visconti

Microcredito e social lending tramite internet

Questo e-book tratta la disciplina dei due canali alternativi di finanziamento denominati “microcredito e “social lending” o “prestito tra privati tramite Internet” (o P2P) che, nati all’estero, da alcuni anni stanno prendendo piede anche nel nostro paese.
Per quanto riguarda il microcredito vengono esaminate, col taglio più operativo possibile, le norme di legge primarie, contenute negli articoli 111 – 113 del Testo Unico Bancario (Decreto Legislativo n° 385 del 1993), così come riformati dai Decreti Legislativi n° 141 del 2010 e n° 169 del 2014, e le norme di attuazione riportate nel Decreto del Ministero dell’Economia n° 176 del 2014.

Sempre del microcredito vengono analizzate le tipologie di esso previste dalla legge:
1)   il microcredito per il finanziamento delle attività imprenditoriali destinato ai lavoratori autonomi ed alle più piccole fra le microimprese erogato da operatori ordinari di microcredito;
2)   il microcredito per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale erogato da operatori ordinari di microcredito;
3)   il microcredito per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale erogato da operatori di microcredito senza fine di lucro;
4)   il microcredito erogato dagli operatori di finanza mutualistica e solidale, cioè dalle “mutue di autogestione” o “MAG” che può essere rivolto sia al finanziamento delle attività imprenditoriali, sia all’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche in condizione di vulnerabilità economica e sociale.

Segue l’analisi giuridica del “social lending” (da “to lend”, prestare), cioè del “prestito tra privati tramite Internet”. In questo caso, non esistendo una disciplina specifica del fenomeno, ci siamo dovuti rifare alle norme sugli istituti di pagamento (IP), contenute nel Testo Unico Bancario ed a quelle del Codice Civile sul contratto di mutuo.

Chiude il testo un’appendice legislativa che contiene le norme di legge e quelle regolamentari di attuazione sugli argomenti in esso trattati.

Il testo si scarica, a pagamento, da questo link

07 Jul Giulio Tagliavini

Il salvataggio ad ogni costo delle banche

scritto per Non Con I Miei Soldi

Una operazione di salvataggio inizia quando esiste un imminente pericolo di morte per qualcuno. Viene organizzata in emergenza. Attuata con prontezza. Realizzata con coraggio.

È decisamente preferibile che ex-ante esistano procedure precodificate che indichino chi si fa carico del tentativo di salvataggio, in quali tempi, con quali modalità. Che si tratti di un tentativo deriva dal fatto che, per definizione, un salvataggio non ha mai un esito certo e può in effetti mettere in pericolo lo stesso soccorritore, oltre al soggetto soccorso, che è già in pericolo. Lungo le nostre spiagge ci sono i bagnini, che sono pronti ad intervenire per l’eventuale salvataggio di chi si dovesse trovare in difficoltà, nuotando, e le motovedette e i rimorchiatori, per chi altro si dovesse trovare in difficoltà, navigando.

Chi paga tutto ciò?

Che ci debba essere un sistema di soccorso in mare, lo diamo per scontato. In tutte le ulteriori situazioni in cui le persone si trovano con una certa frequenza in difficoltà, pure ci aspettiamo che esista un sistema di salvataggio organizzato con perizia. Non ci sorprendiamo dunque dell’esistenza del soccorso alpino, e del soccorso stradale (sia pure, di solito, con riferimento ad un disagio di viaggio piuttosto che a un vero pericolo di vita). Lo sviluppo della sensibilità generale ha portato ad organizzare un sistema organico preordinato per affrontare le grandi emergenze. Ed è stata così creata (nel 1992) la Protezione civile.

Il sistema che preordina gli strumenti per un salvataggio (in mare, in montagna, …) è certamente costoso e qualcuno lo deve pagare. Ci sono alcune ipotesi [... continua su Non Con I Miei Soldi]

28 Jun Alberto Lanzavecchia

Μολὼν λαβέ (venitele a prendere)

Così, alle Termopili, Leonida rispose al soverchiante esercito persiano che gli intimava di cedere le armi e di arrendersi. Andò al massacro con 300 spartani dopo aver fatto ritirare, per metterli in salvo, i soldati alleati.

La lettera che ieri Tspiras ha scritto al popolo greco dimostra che se fosse anche che non ricordi la storia, conosce bene almeno l’origine della democrazia e del diritto comunitario.

L’art. 2 del Trattato dell’Unione Europea infatti recita:

“L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.

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04 Jun redazione

Questa volta (non) è diverso: quando i derivati compravano tulipani

di Alessandro Fatigati, per Non con I Miei Soldi

Il titolo che qualche anno fa gli economisti Reinhart e Rogoff hanno deciso di attribuire al loro più celebre lavoro (rivelatosi poi una disastrosa analisi dell’economia contemporanea) ha il pregio di contenere una rispettabile dose di autoironia: This Time is Different sono le quattro parole che lo compongono. E per quanto premesse ed esiti del loro testo sopportino la responsabilità morale di anni di politiche economiche ottuse, è forse proprio quel titolo a fornirci lo spunto per ripercorrere con un approccio decisamente meno convenzionale le tappe delle speculazioni che da almeno quattrocento anni segnano (con uno schema sorprendentemente ripetitivo) la storia della finanza, che è in definitiva la storia delle aspettative e dei suicidi della massa.

Nella sua Breve storia dell’euforia finanziaria, Galbraith racconta dell’entusiasmo verso (presunti) nuovi strumenti finanziari come di una eterna scoperta della ruota: nella storia degli ultimi secoli nulla è stato più sorprendentemente breve della memoria per le crisi finanziarie, e nulla è stato più sorprendentemente aleatorio delle aspettative collettive sul valore del denaro.

«Nel 1636 la domanda di specie rare di tulipani aumentò talmente che furono aperti regolari empori per la loro vendita ad Amsterdam, presso la borsa a Rotterdam, Harlem, Leida, Alkmar, Hoor, e altre città. Dapprima, come avviene nei giochi d’azzardo, la fiducia era alle stelle e tutti guadagnavano. […] Nobili, cittadini agricoltori, operai, marinai, valletti, persino spazzacamini e vecchie lavandaie si dilettarono nella speculazione sui tulipani. Persone di ogni ceto convertirono le loro proprietà in contante per investirlo in fiori. I prezzi dei beni di prima necessità salirono di nuovo gradualmente: con loro, anche case, e terre, cavalli e carri, beni di lusso di ogni genere crebbero di valore, e per qualche mese l’Olanda sembrò la vera anticamera di Pluto».

Così Charles Mackay, autore del noto [... continua su Non Con I Miei Soldi]

27 May Gianfranco Visconti

La lezione svedese il deficit fa bene se finanzia la ricerca

Andrea Tarquini da Repubblica

L’ aeroporto è perfetto, ma la compagnia aerea di bandiera non basta più: troppi svedesi cittadini medi viaggiano benestanti in ogni stagione per ferie in mari lontani, troppi businessmen atterrano qui ogni giorno e notte.

Arlanda accogliente e postmoderno, lontano dalla città ma tanto il treno da 210 orari ti ci porta in 20 minuti, surclassa Zurigo Francoforte o Monaco, è lo hub perfetto di Sas, ma i low cost di lusso come Norwegian, airlines premium del Golfo o aviolinee vicine come Finnair devono soccorrere Sas per il volume di arrivi e partenze.

Poi quando quel treno-proiettile made in Sweden ti porta in corsa in centro, anche venendo da Berlino vedi un altro mondo: gente ben vestita casual o classico in ogni quartiere, belle signore, famiglie giovani sempre con carrozzine, teenagers in carriera nelle start-up che crescono come funghi: sorridono, passeggiano, comprano.

La ripresa svedese la cogli subito, da Ostermalm quartiere bene in decollo ma rimasto abitativo, sopravvissuto alla gentrification col suo splendido mercato coperto bella époque, a Sodermalm zona dei designers e dei geni internettiani, fino alle città-satelliti più lontane dove la Tunnelbana ( l’elegante métro profondissimo perché visto il Grande Vicino è anche rifugio atomico) ti porta puntuale giorno e notte: anche laggiù, gente a basso reddito e una marea di migranti ed esuli, massima percentuale al mondo per abitante, vivono dignitosi.

Le cifre fanno [... continua su Repubblica Economia]

21 May redazione

Avete mai preso 5,8 mld di $ di multa?

Da Bloomberg finance

Citigroup, JPMorgan Chase, Barclays e Royal Bank of Scotland pagheranno una multa da quasi 6 miliardi di dollari al governo degli Stati Uniti per avere manipolato il mercato dei cambi, il FOREX.

Se non lo avessero fatto il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbe proceduto con ulteriori sanzioni e indagini nei loro confronti. Quindi non sono state brave, han solo cercato di evitare il peggio.
Le multe – per quanto piuttosto care – sono infatti secondo i maggiori commentatori molto distanti dalle quantità di affari che sono riuscite a fare nel periodo in cui manipolavano i tassi.

Citigroup pagherà una multa da 925 milioni di dollari, Barclays ne pagherà una da 650 milioni, mentre per JPMorgan e per Royal Bank of Scotland sono state annunciate sanzioni rispettivamente da 550 milioni di dollari e da 395 milioni. UBS se l’è cavata con una multa da 203 milioni di dollari per una vicenda collegata però al Libor, uno dei tassi di riferimento dei mercati finanziari, già al centro di altre inchieste qualche anno fa. Bank fo America è stata multata per 205 milioni di dollari.

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