promozione della finanza solidale
08 Feb Dario Carrera

Mostri vs alieni: banche vs imprenditori sociali

monsters_aliensForse non tutti sanno che banche come la Royal Bank of Scotlad o la Lloyds sono di proprietà del Governo. Durante la Social Enterprise Coalition annual conference Voice10, Caroline Mason - membro dell’organizzazione ombrello di imprese sociali inglesi, gallesi e scozzesi, e direttrice di Investing for Good (impresa sociale che finanzia progetti sociali e ambientali), ha richiamato con forza una maggiore attenzione da parte di queste banche verso le social enterprise in UK. Provocatoriamente si è così espressa:

‘The government owns two of the largest banks in the UK and is insuring the rest[...].  To the social sector, investment bankers are awful, evil greedy monsters rampaging through the world, causing crushing havoc and destruction as they go. To the finance sector, the social enterprise world is inhabited by aliens, speaking a completely unintelligible language, with utterly unrecognisable and strange ways of doing things, and frankly the complete inability to know one end of a spreadsheet from another”.

Una situazione di stallo che potrebbe risolversi solo con la nascita – afferma Caroline – di imprese sociali quali intermediari finanziari, proprio come la sua. Interessanti anche gli altri interventi, dal direttore di ResPublica, Phillip Blondche al segretario generale di Cooperatives UK, Ed Mayo, tutte relazioni che potrete approfondire e commentare cliccando qui

Il vuoto di strumenti, modelli e attori di social venture capital come visto è sempre attuale e non appartiene solo all’imprenditoria sociale nostrana. Proprio da noi ci han provato le MAG - resistendo con Mag 2 (Milano), Mag 4 Piemonte (Torino), Mag Venezia, Mag 6 Emilia Romagna (Reggio Emilia), Mag Roma - le fondazioni bancarie - tema apertissimo, basti pensare agli articoli del Sole24Ore del prof. Roberto Perotti (in pdf) sulla sua “indagine sulle Fondazioni bancarie” - la prima società italiana di venture capital sociale, Oltre Venture.

eppure le buone iniziative non mancano, eccetto quelle consolidate come Acumen Fund e Good Capital (tra i co-fondatori di The Hub Bay Area), segnalo:
- la Social Stock Exchange tedesca
- quella londinese di Mark Campanale
- il progetto di Borsa Sociale di Avanzi in Italia

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05 Feb lorenzo.vinci

Il risparmio di La Russa

da Repubblica del 1 Febbraio 2010, scritto da Giampaolo Cadalanu

casermaDifesa spa, una nuova agenzia per il business delle spese militari
Le polemiche si sono riaccese quando la Cavour ha levato le ancore per far rotta verso Haiti. Perché mai, si sono chiesti in molti nelle Forze armate, mandare una portaerei a portare aiuti? Non era meglio spedire i C-130 per operare subito sul campo e magari risparmiare qualcosa per evitare i tagli all’ordinaria amministrazione, dall’addestramento ai pezzi di ricambio? La prima spiegazione era quasi accettabile: la Cavour deve muoversi comunque. Meglio usarla per Haiti che farla girare invano nel Mediterraneo, anche pagando ricche indennità di missione all’equipaggio. Però poi qualche alto graduato ammetteva: è un prodotto della tecnologia italiana, farlo vedere significa procurare affari.

Persino la tappa in Brasile sembra ideata solo per far vedere la portaerei ai rappresentanti di un governo molto interessato. In altre parole, i clienti vengono prima dei terremotati. Il viaggio umanitario verso Haiti, insomma, sarebbe solo l’ultima tappa di un progressivo allontanamento delle scelte militari dall’interesse nazionale diretto, per privilegiare piuttosto esigenze industriali.

Per gli esperti la tendenza è evidente. È passata per la pervicacia nel seguire i piani di produzione del costosissimo cacciabombardiere F-35, o Jsf, concepito per le esigenze della guerra fredda (può compiere missioni di bombardamento con obiettivi lontanissimi, ovvero era stato ideato per colpire Mosca) e oggi inutile: “In un momento di crisi quegli oltre 13 miliardi potevano andare in elicotteri, più utili per le missioni di pace, o magari anche per jet intercettori più utili, come gli Eurofighter”, dice Massimo Paolicelli, coautore del libro “Il caro armato”.

Ma il punto di non ritorno in un processo che ieri Eugenio Scalfari definiva “il disossamento Continua »

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04 Feb vincenzo.comito

L’educazione finanziaria fatta da Bill Gates…

pow27_pBill Gates è salito agli onori della cronaca in Italia negli ultimi giorni per le sue feroci e meritate critiche al nostro paese e in particolare a Berlusconi, perché risultiamo essere l’unica nazione ricca al mondo ad aver ridotto drasticamente, negli ultimi anni,  gli aiuti ai paesi poveri, nonostante anche le ripetute promesse fatte abbastanza di recente dal premier italiano allo stesso Gates e al cantante Bono di voler provvedere al più presto alla bisogna.

Gates loda invece paesi come la Francia e il Giappone che sono tra quelli, insieme all’area scandinava,  che si sforzano di fare di più per tali aiuti, mentre le somme spese dagli Stati Uniti, pur rilevanti in valori assoluti, stanno andando per la gran parte all’Iraq, all’Afganistan e al Pakistan.
Inoltre, i giornali del nostro paese hanno anche riferito la notizia  che la fondazione Melinda e Bill Gates ha stanziato ben 10 miliardi di dollari, da spendere nell’arco dei prossimi dieci anni, per combattere le malattie che infestano i paesi tropicali; insieme all’annuncio dell’iniziativa, la fondazione , per bocca sempre di Bill, esortava anche altre persone ricche a fare uno sforzo in qualche modo analogo nella stesa direzione,  dato che le somme previste da loro organizzazione, pure cospicue, apparivano largamente insufficienti rispetto alle grandi risorse finanziarie necessarie per affrontare seriamente la questione.
L’imprenditore statunitense ha, a questo proposito, di nuovo ricordato che certe persone ricche, di cui questa volta non ha fatto esplicitamente il nome, ma che sono facilmente riconoscibili,  spendevano molti più soldi per curare la loro calvizie che per aiutare gli altri…

Ma le attività di Gates e della sua fondazione hanno attirato in questi giorni l’attenzione dei media internazionali,  questa volta non di quelli italiani, anche per una serie di altre iniziative prese sui temi che più ci stanno a cuore e a questo punto diamo qualche notizia specifica su due dei Continua »

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03 Feb Paolo Trezzi

Un’altra Amministrazione è possibile?

anticasta_copertinaL’Officina della Musica - quella di via Plava 5 a Pescarenico (Lecco) - incontra Marco Boschini per approfondire i contenuti del suo libro “I Comuni Virtuosi: l’Anticasta“, Venerdì 5 febbraio alle 21.

Esiste anche un’Italia, fatta di tante persone oneste - non solo nella società civile, ma anche nelle istituzioni locali - che si battono ogni giorno per un paese migliore e che stanno già dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono. Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso. E per fortuna questo sta già accadendo. Il libro parla di mobilità sostenibile, attenzione per il Bene Comune, risparmio energetico, difesa del patrimonio idrogeologico e politiche intelligenti su rifiuti, servizi pubblici e tutela dell’ambiente.

servire-lo-stato-il-mestiere-del-bravo-burocrate_mediumUn libro per quanti sognano ancora di “cambiare il Paese”, piuttosto che di “cambiare Paese”.

In questi giorni è poi uscito il libro di Alessandro Messina, già collaboratore ed amico di finansol.it e attualmente responsabile credito retail dell’ABI, sulla sua esperienza nella pubblica amministrazione.

La crisi della politica porta con sé quella della pubblica amministrazione. È lecito dunque domandarsi se sia ancora possibile svolgere efficacemente il ruolo di funzionario pubblico motivato e appassionato ai risultati del proprio lavoro. Come districarsi tra spoils system e scansafatiche? Come puntare a obiettivi di lungo termine mentre tutto il resto guarda solo all’urgenza mediatica del momento? Il volume analizza tutto questo attraverso un’analisi delle contraddizioni interne alla pubblica amministrazione, portando casi ed esempi concreti, proponendo ricette per evitare l’alienazione e soluzioni per un ruolo del pubblico impiego al servizio della collettività.

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02 Feb redazione

Parliamone, come già abbiamo fatto altre volte

aperturaLa fase del ciclo di primo sviluppo che si sta chiudendo, la crisi macrofinanziaria in fase di augurabile superamento, sono due elementi importanti alla base dell’esigenza di ripensare in maniera importante il progetto Banca Etica.
Non è utile considerare scontata ogni soluzione preferita nel passato.
Vorremmo parlarne con tutti quelli che a vario titolo possono considerarsi o son considerati portatori d’interesse in Banca Etica, vorremmo farlo senza pregiudizi e con un atteggiamento costruttivo, ma senza rinunciare ad un sano spirito critico.

Negli anni finansol.it ha provato ad esser luogo virtuale di dibattito sulla finanza etica italiana, ma non si è mai privato di un rapporto diretto e personale con gli appassionati del tema. Altrettanto vorremmo fare con questo momento così importante.

Stiamo cercando di coinvolgere il maggior numero di persone sul medesimo posto nel medesimo giorno. L’ipotesi allo studio è quella del 13 Febbraio a Bologna, ospiti della Camera del Lavoro di via Marconi.
Pietro Raitano
di Altreconomia ci aiuterà a dare ordine alle idee e alle parole.

P.S: l’iniziativa è completamente autogestita. Finansol.it penserà alla logistica di bologna, ma non si impegna a ripagare le spese di alcun partecipante. La sala ha comunque un numero di posti limitato, segnalateci la vostra disponibilità all’indirizzo info [@] finansol.it

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01 Feb Marco Gallicani

Il mercato, la politica e l’etica invadente

1_ideaFabio Salviato è il presidente di Banca Etica da sempre. Il suo mandato scade a Maggio e negli ultimi mesi moltissime voci lo hanno dato in partenza verso iniziative politicheLui ha scritto una nota di chiarimento ai soci - che non erano proprio all’unanimità soddisfatti dell’automatico e suggerito accostamento tra Banca Etica e Movimento etico e solidale - ed un libro sui suoi dieci anni di presidenza (che non ha un titolo al plurale, se per caso avevate delle aspettative al riguardo..). Può essere lo spunto per un dibattito tra appassionati.

“Nota di chiarimento a soci e dipendenti della banca rispetto ai recenti articoli apparsi sulla stampa regionale veneta relativi ad un presunto coinvolgimento  del presidente Fabio Salviato  nel mondo della politica”
di Fabio Salviato, presidente di Banca popolare Etica

«Nel Settembre del 2008, alcuni soci di BE, rappresentanti soprattutto del mondo ambientalista, ecologico e pacifista, hanno promosso la costituzione di un tavolo di riflessione intorno al rapporto tra il mondo del sociale e della politica. Dopo mesi di incontri e discussioni, un nutrito gruppo di persone ha deciso di fondare un’associazione indipendente MES (Movimento Etico e Solidale), un luogo di elaborazione culturale, con l’obiettivo di promuovere una cultura politica legata alla salvaguardia ambientale, alla giustizia sociale e alla finanza etica. Un progetto in linea con il mio ventennale operato, ricco di esperienze positive e proficue, e con i principi da sempre portati avanti nella  mia intensa attività professionale. Tale associazione, presentata ufficialmente a Terrafutura nel maggio del 2009, attualmente conta un centinaio di associati sparsi in molte province italiane.

Uno degli aspetti rilevanti del Mes è il Comitato Scientifico che ha organizzato seminari relativi alle energie rinnovabili, all’analisi Continua »

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29 Jan vincenzo.comito

La Glaxo prova a stupirci, ancora

pilloleCi piace seguire lo svolgimento dei fatti nel tempo, non invece abbandonarli passata l’ondata emotiva e il primo impatto sui lettori. Questa volta diamo un seguito,  dopo un rilevante periodo di tempo, ad una notizia che riteniamo importante.

La britannica GlaxoSmithKline è la seconda più grande impresa farmaceutica del mondo. Poco meno di  un anno fa su questo stesso sito avevamo informato con un certo dettaglio i lettori che la società, sotto la guida del suo nuovo amministratore delegato - Andrew Witty, tuttora peraltro in carica - aveva fatto un annuncio nel suo genere abbastanza clamoroso: la società aveva dichiarato che essa non solo avrebbe tagliato drasticamente i prezzi dei suoi farmaci nei paesi più poveri del pianeta, ma che avrebbe distribuito una parte rilevante dei suoi profitti a ospedali e cliniche operanti nelle stesse aree e che, infine, avrebbe pubblicamente divulgato il suo know-how relativo a nuovi potenziali ritrovati farmacologici coperti da brevetti e relativi alle malattie più frequenti nei paesi poveri, in modo che qualunque scienziato o gruppo di scienziati avrebbe potuto lavorarci sopra.

Witty aveva contemporaneamente sfidato le altre imprese del settore a fare altrettanto e a mettere in pool le loro conoscenze nel settore. Bisogna premettere che la società, per bocca del suo amministratore delegato, dichiara da tempo in generale che le imprese farmaceutiche multinazionali devono contemperare in qualche modo la doverosa ricerca del profitto per i loro azionisti con una attenta considerazione della loro responsabilità sociale, in patria come fuori dai Continua »

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