1) PRIMA PARTE: La soppressione dell’Agenzia per il terzo settore e ciò che essa rivela.
Ci sono degli atti di un Governo ed anche di un Parlamento, come nel caso che esaminiamo in questo articolo, che segnalano in modo quasi indiscutibile la considerazione che queste Istituzioni ed i loro componenti hanno di un fenomeno sociale o di una parte della società.![]()
La soppressione dell’Agenzia per il terzo settore, che in origine si chiamava Agenzia per le Onlus[1], prevista dal comma 23° dell’articolo 8 del Decreto-Legge n° 16 del 2012, convertito in Legge n° 44 del 2012, sulla semplificazione tributaria[2] è un atto che denota non solo una scarsissima sensibilità verso il terzo settore, ma anche una quasi nulla conoscenza di questo fenomeno sociale e la totale assenza di idee sul governo di esso. Insomma, una figura davvero meschina per dei tecnici che si vorrebbero competenti, disinteressati, sobri, orientati al bene comune, ecc., ecc. e che aboliscono l’unico organismo tecnico di vigilanza, di studio, di formazione e sviluppo e di consulenza per i rapporti con le Pubbliche Amministrazioni a disposizione del terzo settore.
Insomma, sembra di vedere un thatcherismo fuori tempo massimo in cui la società ed i suoi corpi intermedi non esistono, ma esistono solo gli individui e lo Stato, senza mediazioni.
Vale la pena esaminare la norma che sopprime l’Agenzia. I compiti e le funzioni dell’Agenzia passano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (già Continua »









Al termine del suo discorso si sente lo spavento che pervade la sala, paura per una crisi che forse non passerà se non si faranno le cose giuste. Ecco, il linguaggio è stato incredibilmente diverso, come quello di un marziano. Tant’è che la migliore difesa che il Presidente dl Consiglio ha potuto montare è stata quella differenziare l’America dall’Europa in termini di obiettivi.




