L’8 maggio prossimo, a Parma, c’è un bel convegno che confronta i punti di vista dei clienti e delle banche sulla crisi che entrambi stanno attraversando.
Nel contesto di una continua crescita delle commissioni bancarie e di una continua decrescita (infelice) dei crediti.
“[...] Il sistema bancario italiano presenta diverse arretratezze, in relazione alle evidenze europee. Oggi l’Italia ha il 76% di conti correnti per abitante in meno della media europea; il 103% in meno delle carte di credito per abitante; lo stock di capitale investito nei fondi pensione in rapporto al PIL è del 2,4%, rispetto al 26,5% della media europea. Ci potrebbe sentire sollevati, ma in verità l’Italia è ancora caratterizzata da una forte esclusione finanziaria: circa il 15% della popolazione adulta non ha accesso a servizi finanziari di base. Ciononostante le banche continuano ad aumentare il costo dei servizi base. A fine 2012, il costo medio di accesso ad servizi finanziari è cresciuto fino a 217,20 euro annui contro i 159,29 euro di fine 2010, ossia un +36% (cioè 6 volte il tasso di inflazione!)[1]. Sono aumentati i costi per le commissioni allo sportello, in particolare i bonifici e il pagamento delle bollette, e questo perché le banche spingono per spostare l’operatività dalla filiale su internet, nel tentativo di abbassare il costo della loro rete distributiva tradizionale (il cui numero di sportelli per abitante e doppio rispetto alla (more…)












