Avete mai sentito dire che il peggior prodotto del leghismo è stato l’antileghismo? è un fenomeno ricorrente nelle relazioni di gruppo, che non verrà mai criticato a sufficienza e al quale ho assistito anche durante gli ultimi giorni: siccome le critiche (aperte, sincere e costruttive, lo ripetiamo) si accumulano, il socio medio plaudente e schivo accarezza la struttura per qualsiasi cosa questa faccia … a prescindere, direbbe Totò.
Per carità, ben venga riconoscere allo staff e all’attuale CdA della banca tutti i meriti che possiamo, ma se l’ardore spinge qualcuno a dichiarare pubblicamente che “il lavoro fatto su BpM nell’influenzarla secondo le nostre linee guide etiche è andato oltre ogni aspettativa” a me ribolle il sangue … a voi no? mi sembra quasi che mi stiano prendendo in giro.
Allora domando: cosa doveva fare BpM per farci ammettere che siamo riusciti a contaminarla meno in profondità di quel che pensavamo quando l’abbiamo scelta come partner strategico ???
Cosa doveva capitare perchè ci venisse il dubbio di aver trascurato le relazioni con la rete della società civile che vigila sulle tematiche (quella del sostegno al commercio delle armi, ma anche altre)???
E cosa deve capitarci per capire che il “sistema” non ci catturerà durante una battuta di caccia annunciata sui giornali, ma penetrando pian piano nelle nostre metodologie, nelle prassi di gestione, mistificando le parole che scegliemmo al tempo come simboli della nostra radicale volontà di andare oltre la deontologia – ben oltre la correttezza e quel che fanno gli altri – in tutti i campi del fare banca …
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