promozione della finanza solidale

Archivio February, 2007

27 Feb Marco Gallicani

Nuove regole per i fondi etici

biografia_foto.gifIn questo clima in cui ogni singolo scranno risulta indispensabile, probabilmente avrebbe voluto essere ancora li, sui banchi dell’aula più prestigiosa di Roma. Noi però parliamo dell’attività dell’ex-senatore Sergio Gambini, che l’anno scorso riuscì a tenere il mondo della finanza etica in tensione con una mozione che in buona sostanza saltava a piè pari la storia dell’economia solidale dal basso (e i suoi 20/25 anni di approfondimenti e ricerca) e affermava che la finanza etica – per legge – sarebbe stata quella che avrebbe definito il regolamento della Consob, organismo noto per essere partecipato da cultori della materia e distintosi negli anni per aver saputo lavorare sul tema senza pregiudizi e con spirito innovativo.

Non si capì mai perchè lo avesse fatto: nessuno lo aveva mai visto in anni di attività promozionali, non era un esponente della società civile organizzata prestato all’attività parlamentare … eppure – nemmeno valorizzandolo sui media del settore – piazzò nel Testo Unico sul Risparmio l’unico riferimento ufficiale che ancor’oggi possa esser citato sulla materia (a parte la mozione della Camera dei Deputati e del Senato curate dall’Afe, che però leggi non sono). La parabola parlamentare del sen. Gambini si è poi conclusa e a dire il vero non sapiamo esattamente cosa faccia in questo momento, ma il testo da lui voluto ha nel frattempo partorito il “regolamento”.

Vi lasciamo il tempo di leggerlo e nei prossimi giorni torneremo a commentarlo, anche grazie alla promessa disponibilità di Davide Dal Maso, segretario del Forum per la Finanza Sostenibile.

Eccolo … Consob regolamento TUF finanzaetica.pdf

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26 Feb Marco Gallicani

L’iniziativa

hmico03.jpgSu proposta di alcuni soci attivi nelle Circoscrizioni Locali di Banca popolare Etica (Git) è stata creata la Lista INIZIATIVA (clicca per raggiungere il loro sito)candidata al Comitato dei Probiviri in occasione del rinnovo del comitato all’assemblea nazionale del maggio prossimo.

Con spirito di servizio, passione, critica costruttiva e impegno nel costruire questa nostra banca, abbiamo unito le nostre forze per proporci come Lista candidata al rinnovo del Comitato Probiviri alla prossima Assemblea 2007 di Banca popolare Etica. Per la presentazione delle Liste Probiviri è necessario raccogliere almeno 300 firme pertanto chiediamo il sostegno dei soci che vogliono riporre la loro fiducia nella nostra iniziativa.

Fabio MARTINA astibe@libero.it
Valutatore Sociale del GIT di Torino-Asti (
cv_FabioMartina.doc)

Maurizio FRANCHETTI bancaeticabassano@nsoft.it
Coordinatore del GIT di Bassano del Grappa (
cv_MaurizioFranchetti.doc)

Gianni COMORETTO comore@arcetri.astro.it
Coordinatore del GIT di Firenze – Valutatore Sociale (
cv_GianniComoretto.doc)

Katia MASTANTUONO katya.mastantuono@livecom.it
ex Coordinatrice GIT-Marche – Valutatrice Sociale (
cv_CatiaMastantuono.doc)

Giovanni FUSAR POLI g.fusar@virgilio.it
ex Coordinatore del GIT di Cremona (
cv_GiovanniFusarPoli.doc)


Per sostenere la Lista INIZIATIVA e soprattutto per dare una mano alla raccolta delle firme necessarie alla presentazione si può far conoscere l´iniziativa, raccogliere le firme e spedirle in formato cartaceo entro il 15/03/2007 al referente della Lista: FABIO MARTINA – Via Marconi 24 (14014) Viale, AT tel. 333-32.37.056

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23 Feb Marco Gallicani

La legittimità di uno strumento

rufus.jpg«No, Alessandro, non ci conosciamo. (Roberto Sedda, riprende una “polemica” con Alessandro nata sul post “al fondo del fondo” .. NdR)

Mi dispiace che tu trovi il mio contributo “abbastanza triste”, ma io credo che fosse l’unico possibile. Sono coordinatore locale dei soci di Cagliari, e sono nella Banca dai tempi della cooperativa. Frequento anche la rete da molti anni e credo di essere, come si dice, “un utente esperto”. Mi sono abbastanza chiari i limiti di uno “strumento di discussione” come questo, ma se non mi fossero chiari i (ripetuti) post di Sabrina lo dimostrerebbero oltre ogni dubbio.

Quello che accade qui è che un ventaglio “limitato” di opinioni si atteggia a rappresentanza “totale” della realtà. È una illusione ottica che è naturale nei gruppi di discussione e nei forum, e che li rende “sempre” strumenti da maneggiare intellettualmente con una certa cautela. Cautela che qui non vedo usare.

Lo spazio virtuale di Finansol cortocircuita la realtà deformandola con gli occhiali di chi scrive qui. Una cosa detta diventa vera, e se nessuno della Banca risponde ufficialmente allora diventa ancora più vera, perché altrimenti risponderebbero. Ma per favore… (more…)

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20 Feb Marco Gallicani

O la borsa o la vita …

In Italia a fine 2006 erano circa 300 le imprese quotate in borsa.
A produrre beni e servizi, secondo l’Istat, sono invece 4,3 milioni di imprese. Tra queste il 95% ha meno di dieci addetti, rappresentando complessivamente il 51% dell’occupazione totale nel settore privato.

logobe.gifQuasi tutte le organizzazioni non profit – che muovono l’1,5% del Pil -, quando nella forma impresa, ovviamente sono ricomprese tra questi numeri. Perchè Banca Etica dovrebbe investire nella borsa? Perchè proporre ai risparmiatori di investire in un pugno di grandi società (lo 0,007%), che già hanno facile accesso ai mercati dei capitali? Perchè, per lo più, andare a dirottare risorse fuori dall’Italia, visto che nella nostra borsa sono anche poche le società con requisiti minimi di sostenibilità sociale e ambientale?

La finanza etica dovrebbe essere locale, solidale, partecipata, mutualistica. Tutto il contrario della borsa. Ecco perchè vi proponiamo il nostro nuovo referendum, questa volta concentrato su Etica sgr. A suo tempo se ne discusse. L’allora Presidente del Comitato Etico, Tonino Perna, diede le dimissioni. Ora si tratta di fare un bilancio. Perchè forse una sgr “etica” potrebbe avere un senso: investendo in mercati locali, in piccole borse del sud del mondo, in imprese sociali. Ma il modo in cui è stato interpretato il suo ruolo finora è molto deludente.

Nonostante l’impegno degli “operativi”.

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19 Feb Marco Gallicani

Tutto il paese ne parla …

cope80.jpgTra marchio e sostanza (Altreconomia n° 80 del Febbraio 2007)

Venerdì 19 Gennaio, nella sala delle Colonne di Banca popolare di Milano, Banca Etica ha presentato il suo fondo azionario, partito all’inizio del 2007. Un’operazione in qualche modo prevista e che quindi non ha suscitato emozioni: il dibattito se e come entrare nel mercato borsistico si era già consumato alcuni anni fa, ai tempi della fondazione di Etica sgr. Ora però il nuovo fondo azionario segna un ulteriore passaggio. Al tavolo dei relatori, Fabio Salviato, presidente di Banca Etica e di Etica sgr, Piero Cirenei, direttore generale di Bipiemme gestioni, Alessandra Vescovi, che nella scorsa primavera ha sostituito Luca Mattiazzi (diventato uno dei 4 vicedirettori di Banca Etica), e Mauro Meggiolaro, dello staff di Etica sgr.

Una presentazione vera e senza imbarazzi, nel cuore della city finanziaria milanese.

Senza imbarazzi perché nessuno ha sentito l’esigenza di sottolineare la distanza originaria di Banca Etica nei confronti del mercato speculativo; si è parlato dei criteri etici nella scelta dei titoli, ma non si è andati al di là dell’indicazione dei criteri di esclusione (no alle imprese che investono nelle armi, nel gioco d’azzardo, nella sperimentazione animale non a fini medici, nell’energia nucleare e nel legname che proviene da foreste protette), criteri che appartengono ormai alla “prima generazione” dei fondi cosiddetti responsabili (difficile ormai definirli etici, ed infatti anche quelli di Banca Etica si chiamano “Valori Responsabili”).

(more…)

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19 Feb Marco Gallicani

La valutazione in più

bkfinanzia.jpgQuesta volta il risultato del piccolo referendum è ancor meno discutibile, ed in parte la domanda lo aveva previsto. Il 98% dei soci di Banca popolare Etica ritiene che la valutazione sociale sia elemento qualificante della finanza etica e di quegli strumenti che ne sostengono l’operatività.

Prendetela come una dichiarazione d’identità…

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18 Feb Marco Gallicani

La scomparsa del socio

mutua3.gifA proposito di democrazia in Banca Popolare Etica (vedi l’interessante post precedente), proponiamo a tutti la lettura di questa intervista a Giuseppe De Rita, fondatore del Censis. L’intervista, tratta dal Manifesto del 16 febbraio, ovviamente non si occupa ne’ di finanza etica nè tantomeno della nostra banca. Evidenzia però delle tendenze generali delle imprese che non possono non essere tenute da conto quando si parla di partecipazione in Banca Etica.

In particolare descrive bene il peso crescente di chi gestisce (management) rispetto a chi è proprietario dell’azienda (azionista o socio, come in una cooperativa). Il tema non è nuovo e già il movimento cooperativo si è dovuto interrogare spesso in proposito, non solo a seguito del caso più eclatante, quello Unipol-Consorte.

Anche in Banca Etica vanno evidenziate delle forti criticità. Oggi la funzione spuria assegnata alle cirscoscrizioni, tra organizzazione e rappresentanza dei soci, non aiuta. Anzi, la confusione regna sovrana. Con il rischio, non è chiaro quanto consapevolmente cercato da qualcuno, che alla fine sia il management a fare tutti i giochi.

La finanza etica che vogliamo, invece, conosce bene questi problemi e gioca d’anticipo per affrontarli e proporsi – in modo pienamente responsabile – come modello virtuoso per quel po’ di sano che c’è nel resto dell’economia.

L’articolo intero è qui: De Rita 16feb07.pdf

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