In questo clima in cui ogni singolo scranno risulta indispensabile, probabilmente avrebbe voluto essere ancora li, sui banchi dell’aula più prestigiosa di Roma. Noi però parliamo dell’attività dell’ex-senatore Sergio Gambini, che l’anno scorso riuscì a tenere il mondo della finanza etica in tensione con una mozione che in buona sostanza saltava a piè pari la storia dell’economia solidale dal basso (e i suoi 20/25 anni di approfondimenti e ricerca) e affermava che la finanza etica – per legge – sarebbe stata quella che avrebbe definito il regolamento della Consob, organismo noto per essere partecipato da cultori della materia e distintosi negli anni per aver saputo lavorare sul tema senza pregiudizi e con spirito innovativo.
Non si capì mai perchè lo avesse fatto: nessuno lo aveva mai visto in anni di attività promozionali, non era un esponente della società civile organizzata prestato all’attività parlamentare … eppure – nemmeno valorizzandolo sui media del settore – piazzò nel Testo Unico sul Risparmio l’unico riferimento ufficiale che ancor’oggi possa esser citato sulla materia (a parte la mozione della Camera dei Deputati e del Senato curate dall’Afe, che però leggi non sono). La parabola parlamentare del sen. Gambini si è poi conclusa e a dire il vero non sapiamo esattamente cosa faccia in questo momento, ma il testo da lui voluto ha nel frattempo partorito il “regolamento”.
Vi lasciamo il tempo di leggerlo e nei prossimi giorni torneremo a commentarlo, anche grazie alla promessa disponibilità di Davide Dal Maso, segretario del Forum per la Finanza Sostenibile.







