Il CdA della banca (etica) porterà in assemblea la delibera sull’aumento gratuito del capitale sociale dei soci che passerà quindi dagli attuali 51,64 € a 52,50. Per una quota media di 5 azioni (la soglia consigliata dalla banca) significa un regalo di 4 euro e 30 centesimi.
Di per se una buona notizia, soprattutto dal punto di vista gestionale, perchè rappresenta un segnale del buon andamento delle attività di Banca Etica nel corso del 2006. Sostiene il CdA che la decisione di proporre l’aumento “non dipende dal mercato e dal gioco della domanda e dell’offerta bensì dall’esigenza di trovare una modalità, coerente con la nostra missione, di condividere con i soci quella ricchezza, non solo economica, che la banca, grazie ad una buona gestione delle risorse e all’impegno di quanti l’hanno sostenuta, ha prodotto”.
L’interesse più alto è quello di tutti. Possiamo però laicamente avanzare il dubbio che quella fosse la priorità? Quei soldi avrebbero potuto essere spesi in un surplus di comunicazione? oppure in un aumento delle dotazioni dell’ufficio soci così che questi potesse organizzare tanti “incontri preassembleari” …
Nessuna critica pregiudiziale, solo la constatazione che il Cda della banca sembra comportarsi come l’organo di gestione di una Spa. Su un totale di avanzo di gestione di 1 milione di euro non viene dedicato neanche uno spicciolo ad alcuni dei temi emersi come prioritari negli ultimi mesi di discussione: la comunicazione interna, la partecipazione, la valutazione sociale, la formazione dei dipendenti e dei soci attivi, per citare le principali.
Anche se può fare piacere rivalutare un poco la propria partecipazione, nessuno si sentirà più ricco per questo gesto (comunque in sè non negativo). Invece molti – e in particolare l’intero progetto Banca Etica – potrebbero beneficiare di maggiori investimenti su queste voci. Sarebbe utile che l’assemblea, prima di approvare a occhi chiusi questa proposta, ne discutesse apertamente.
Che ne pensate?
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