Sull’ultimo numero di Valori, la redazione ha lanciato una proposta davvero interessante che ci sentiamo di rilanciare:
“[...] Dopo l’assemblea dello scorso 26 maggio a Padova rimane viva la voglia di discutere e di maggiore coinvolgimento. Sulle sfide per il futuro di un’esperienza unica: la nostra redazione lancia una serie di domande-interrogativi con l’intento di ospitare opinioni e proposte per il futuro di Banca Etica.. Scrivete a redazione[at]valori.it “, ma potete anche commentare il post; noi faremo la nostra parte.
1. CRESCITA VS COERENZA ETICA/MISSION: è possibile mantenere i valori fondanti (il “sogno”) di Banca Etica, mirando ad un’espansione? È possibile uscire dall’ambiguità di banca alternativa?
2. QUALITÀ ED EFFICIENZA DEL SERVIZIO: molto è stato fatto, ma c’è ancora tanta strada da fare per raggiungere livelli di servizio paragonabili ad altre banche.
3. DISTINGUERSI NELLA GIUNGLA DEI PRODOTTI e delle banche “responsabili” e rivolte al Terzo Settore e in particolare confrontarsi anche con la sfida di Banca Prossima (patrimonio iniziale di 100 milioni di euro, un centinaio di dipendenti), nuovo soggetto che nasce appunto da Banca IntesaSanpaolo.
4. AZIONARIATO ATTIVO: oltre ad investire nelle aziende socialmente responsabili, Banca Etica (come sistema e assieme ai suoi soci) potrebbe diventare un importante attore “critico” e costruttivo, intervenendo nelle assemblee dei grandi gruppi economici.
5. LA DIMENSIONE EUROPEA E INTERNAZIONALE: le basi per una rete europea di banche etiche ci sono. Il ruolo di Banca Etica è ancor più fondamentale oggi, evitando le fusioni delle banche tradizionali.
6. CAPILLARITÀ: ci sono i banchieri ambulanti, i GIT e gli sportelli. Come potenziarli e quali altre idee per arrivare nelle case di tutti?
7. PARTECIPAZIONE E MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI SOCI: strumenti di gestione aperta (come bandi) per la sponsorizzazione di iniziative; migliorare la capacità di ascolto e di risposta alle esigenze di clienti e soci; migliorare i meccanismi elettorali, da molti soci considerati troppo “blindati”.
8. IL SUD DELL’ITALIA: presenza, capacità di fare rete, di innescare circuiti virtuosi, di attirare investimenti sul posto. Stare al fianco dei “non bancabili”, soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata (ma anche della burocrazia disorganizzata).
9. INVESTIRE NELLA COMUNICAZIONE: maggiore trasparenza delle informazioni, visibilità sui media di massa, capacità di fornire messaggi che vadano oltre il target dei “già sensibili”. Investire nelle attività culturali e di ricerca, anche attraverso la creazione di un centro studi al servizio dell’economia sostenibile.
10. MIGLIORARE IL RAPPORTO RISPARMIO RACCOLTO e capacità di erogare credito, attraverso specifiche iniziative che facilitino l’accesso al credito, mantenendo il rigore nella valutazione “etica”. Banca Etica potrebbe affermarsi come strumento per la promozione di economia sostenibile, anche attraverso un private equity etico.
11. FONDI AZIONARI E FONDI PENSIONE: riaprire il dibattito, esplorando a fondo le implicazioni della gestione di fondi sul mercato finanziario e quale ruolo distintivo e innovativo debba avere BE.
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