promozione della finanza solidale

Archivio September, 2007

27 Sep Marco Gallicani

A proposito di rendite finanziarie …

operai.jpgC’è chi dice che inserire l’aliquota unica sulle attività finanziarie rischia di danneggiare le famiglie. Vediamo qualche numero (fonte: Abi e Banca d’Italia). Si pensa di abbassare l’aliquota sui conti correnti dal 27 al 20%. La popolazione italiana che ha un conto corrente è circa l’86% del totale. Che dunque beneficerebbe del ribasso. Si pensa contestualmente di alzare l’aliquota sui rendimenti dei titoli di stato e delle azioni (dal 12,50% al 20%). La popolazione italiana che ha titoli di stato è circa il 7% del totale. La stessa che ha azioni. I dati non lo dicono ma è assai probabile che si tratti in gran parte delle stesse persone. Per semplicità ipotizziamo dunque che sarebbe al massimo il 10% della popolazione a subire un aumento dell’aliquota. Curiosità: che sia lo stesso 10% più ricco che secondo la Banca d’Italia incamera ogni anno circa il 30% del reddito nazionale? Il resto del maggior carico fiscale andrebbe su banche, imprese e società finanziarie in genere che usano questi investimenti per massimizzare i profitti. Forse per questo qualcuno è contrario?

Alessandro Messina

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26 Sep Marco Gallicani

Largo Dino Frisullo 1

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Cae1.jpegLa Città dell’Altra Economia (CAE) è uno spazio permanente per lo sviluppo e la promozione delle realtà di economia solidale: imprese ed organizzazioni che lavorano e producono utilizzando criteri di sostenibilità ambientale, equa distribuzione del valore, inclusione e rispetto delle persone.
assessorato.jpgE fosse solo questo … in realtà – in quanto sogno che si avvera – è molte altre cose: è la tangibile testimonianza che lavorare con le amministrazioni pubbliche è possibile, anche se difficile. E’ il punto d’incontro dell’economia alternativa, nodo d’influenza reciproca tra pensiero ed azione … e verrà inaugurata fra quattro giorni … e voi non potete mancare!!

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24 Sep Marco Gallicani

Nella terra che aspettava con ansia

CIMG1872.JPGIl giorno dell’apertura al pubblico della filiale di Palermo sono venute tantissime persone tra cui moltissimi soci di Banca Etica, alcuni anche dalla Sicilia orientale, e molta gente comune che aspettava con ansia l’apertura della filiale. Tra i presenti anche diversi presidenti di cooperative che gestiscono terreni espropriati alla mafia, associazioni antiraket e il comitato Addio Pizzo che ha aperto il primo c/c di Banca Etica filiale di Palermo ed è diventato socio di Banca Etica. Con Addio Pizzo stiamo costruendo una convenzione di microcredito finalizzata a “premiare” chi si schiera apertamente contro la mafia e a favore della cultura della legalità. Questo è un forte segnale che vorrebbe dare Banca Etica con la sua presenza con uno sportello in Sicilia: premiare, facilitando l’accesso al credito, quegli imprenditori che rischiano in proprio a causa della loro coraggiosa presa di posizione a favore di una regione libera da CONDIZIONAMENTI MAFIOSI.

Steni di Piazza

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21 Sep Marco Gallicani

Fare della guerra un tabù

fiera libripace.png“Fare della guerra un tabù, farla uscire cioè dalla storia dell’umanità, dalle relazioni che legano uomini e popoli, come è accaduto ad esempio, qualche secolo fa per l’incesto o la schiavitù.” Un obiettivo ambizioso – sviluppato sulla linea di un programma intenso – lancia la prima edizione della Fiera per l’Editoria di Pace di Roma, una di quelle idee che ti risollevano il morale e ti risolvono il weekend … gemella di un più anziano Salone dell’Editoria della Pace di Venezia, che si terrà dal 15 al 17 Ottobre. “[...] La storia del movimenti per la pace – ivi compresa la finanza che alimenta i processi di pace e nonviolenza – che raramente trova spazio nei libri, si nutre da sempre di eventi culturali, organizzazioni sociali, spazi pubblici, iniziative di informazione che i grandi media difficilmente intercettano e raccontano. La prima Fiera nazionale dell’editoria della pace e della nonviolenza di Roma vuole essere un piccolo tentativo per sostenere quei movimenti per la pace, quel sistema culturale complesso che chiamiamo nonviolenza e che è fatto di un’economia di giustizia, in grado di mettere in discussione il liberismo che provoca devastazioni ambientali e sociali ovunque, dimostrandosi spesso un sistema violento quanto una vera e propria guerra [...]” (more…)

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19 Sep Marco Gallicani

Le condizioni interne: investire in cultura!

zamagni.jpgIl prof. Stefano Zamagni (bolognese, uno dei padri fondatori del pensiero economico alternativo, ideatore e attuale presidente dell’Agenzia per le Onlus) tenne, nell’Ottobre del 2005 (finansol.it non esisteva ancora, NdR), un’interessante prolusione sullo stato del sogno e del progetto di Banca Etica. Purtroppo il documento viaggia solo nei circuiti dei più fortunati: lo pubblichiamo nella convinzione che risponda – anche – ad alcune delle domande elencate dalla campagna ideata da Valori.

«[...]Non parlerò dunque con voi delle ragioni della finanza etica in generale (more…)

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17 Sep Marco Gallicani

Bella idea, direttore …

valori52_cop.jpgSull’ultimo numero di Valori, la redazione ha lanciato una proposta davvero interessante che ci sentiamo di rilanciare:

“[...] Dopo l’assemblea dello scorso 26 maggio a Padova rimane viva la voglia di discutere e di maggiore coinvolgimento. Sulle sfide per il futuro di un’esperienza unica: la nostra redazione lancia una serie di domande-interrogativi con l’intento di ospitare opinioni e proposte per il futuro di Banca Etica.. Scrivete a redazione[at]valori.it “, ma potete anche commentare il post; noi faremo la nostra parte.

1. CRESCITA VS COERENZA ETICA/MISSION: è possibile mantenere i valori fondanti (il “sogno”) di Banca Etica, mirando ad un’espansione? È possibile uscire dall’ambiguità di banca alternativa?

2. QUALITÀ ED EFFICIENZA DEL SERVIZIO: molto è stato fatto, ma c’è ancora tanta strada da fare per raggiungere livelli di servizio paragonabili ad altre banche.

3. DISTINGUERSI NELLA GIUNGLA DEI PRODOTTI e delle banche “responsabili” e rivolte al Terzo Settore e in particolare confrontarsi anche con la sfida di Banca Prossima (patrimonio iniziale di 100 milioni di euro, un centinaio di dipendenti), nuovo soggetto che nasce appunto da Banca IntesaSanpaolo.

4. AZIONARIATO ATTIVO: oltre ad investire nelle aziende socialmente responsabili, Banca Etica (come sistema e assieme ai suoi soci) potrebbe diventare un importante attore “critico” e costruttivo, intervenendo nelle assemblee dei grandi gruppi economici.

5. LA DIMENSIONE EUROPEA E INTERNAZIONALE: le basi per una rete europea di banche etiche ci sono. Il ruolo di Banca Etica è ancor più fondamentale oggi, evitando le fusioni delle banche tradizionali.

6. CAPILLARITÀ: ci sono i banchieri ambulanti, i GIT e gli sportelli. Come potenziarli e quali altre idee per arrivare nelle case di tutti?

7. PARTECIPAZIONE E MAGGIOR COINVOLGIMENTO DEI SOCI: strumenti di gestione aperta (come bandi) per la sponsorizzazione di iniziative; migliorare la capacità di ascolto e di risposta alle esigenze di clienti e soci; migliorare i meccanismi elettorali, da molti soci considerati troppo “blindati”.

8. IL SUD DELL’ITALIA: presenza, capacità di fare rete, di innescare circuiti virtuosi, di attirare investimenti sul posto. Stare al fianco dei “non bancabili”, soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata (ma anche della burocrazia disorganizzata).

9. INVESTIRE NELLA COMUNICAZIONE: maggiore trasparenza delle informazioni, visibilità sui media di massa, capacità di fornire messaggi che vadano oltre il target dei “già sensibili”. Investire nelle attività culturali e di ricerca, anche attraverso la creazione di un centro studi al servizio dell’economia sostenibile.

10. MIGLIORARE IL RAPPORTO RISPARMIO RACCOLTO e capacità di erogare credito, attraverso specifiche iniziative che facilitino l’accesso al credito, mantenendo il rigore nella valutazione “etica”. Banca Etica potrebbe affermarsi come strumento per la promozione di economia sostenibile, anche attraverso un private equity etico.

11. FONDI AZIONARI E FONDI PENSIONE: riaprire il dibattito, esplorando a fondo le implicazioni della gestione di fondi sul mercato finanziario e quale ruolo distintivo e innovativo debba avere BE.

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14 Sep Marco Gallicani

Noi del Coordinamento Nord Sud

mondo.jpg«Noi del Coordinamento Nord Sud del Mondo siamo amareggiati per la conduzione dell’ultima assemblea di Padova ed abbiamo scritto al Presidente Fabio Salviato le lettera che segue; chiediamo adesioni: scrivete ad “amalia.navoni[at]fastwebnet.it»

Milano, 13 settembre 2007

Al Presidente di Banca Etica, Sig. Fabio Salviato

Siamo un gruppo di soci di Banca Etica molto perplessi non solo su alcune scelte della banca, ma soprattutto sui modi in cui, specie nell’ultimo anno e mezzo, il gruppo dirigente ha gestito il dissenso. A fronte di crescenti obiezioni e perplessità legittime e circostanziate, oltre che espresse in modo civile, si è reagito prevalentemente cercando di isolare e tacitare i dissenzienti, senza rispondere nel merito a molte critiche e proposte alternative, con un arroccamento difensivo desolante, basato principalmente sulla preoccupazione di tutelare la “reputazione” della banca, accompagnato dal palese disagio (che conteneva una malcelata accusa ai “non allineati”) per la nascita di “banche etiche” concorrenti (timore che ci pare singolare, dato che, se ricordiamo bene, uno degli obiettivi di Banca Etica doveva essere proprio quello di “contaminare” e modificare dall’interno il sistema creditizio: quindi, se queste nuove esperienze sono serie, possiamo considerarle un nostro successo). (more…)

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