promozione della finanza solidale

Archivio November, 2007

28 Nov Marco Gallicani

I bond municipali

Dal mondo della finanza speculativa arrivano ogni giorno “intuizioni geniali”: questa la raccontava l’ottimo Joseph Alevi su Il Manifesto del 21 Novembre scorso. Continua la raccolta delle firme per la petizione sui derivati, siamo arrivati a 500 persone tonde tonde …

sordivig_sm1.jpgNella vicenda del subprime, le cose stanno venendo a galla mano mano che procede la circolazione del veleno nelle vene dell’economia. Il Financial Times del 7 novembre riportava che negli Stati uniti esistono circa 2.500 miliardi di buoni muncipali, considerati estremamente sicuri. Nell’economia in cui il debito deve diventare la fonte di plusvalenze (rendite) finanziarie per chi lo assicura, i buoni sono stati emessi non solo dai comuni ma anche da organismi quali i provveditorati scolastici.

Come al solito questi buoni sono stati «impacchettati» in veicoli di investimento complessi con cui i vari enti pubblici e hanno effettuato operazioni di investimento leveraged per comperare prodotti reali, come gli autobus gialli adibiti al trasporto delle scolaresche. Oggi non siamo sicuri che questi 2500 miliardi di buoni municipali esistano.

Infatti, come conseguenza della crisi del subprime il relativo mercato sta scomparendo. Le transazioni si sono rarefatte al punto che il mercato di titoli municipali sta svanendo e con esso, ovviamente, il valore dei buoni. Da essi dipendono spesso anche le pensioni dei (more…)

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26 Nov Marco Gallicani

Le province e i comuni si fanno i conti in tasca

firma la petizione![continua l'attività di controinformazione di finansol.it legata alla Campagna "A carte scoperte!"... siamo già arrivati a 500 firme, ma si può fare molto di più. Scarica (cliccando qui) il testo da inoltrare ai tuoi contatti di posta elettronica, oppure rileggi tutti gli articoli della campagna]

upi.jpgL’Upi (Unione delle Provincie Italiane) getta acqua sul fuoco e – davanti alla Commissione Finanze della Camera – cerca di rassicurare gli animi sullo stato di salute delle finanze delle province italiane, affermando che non c’è alcun allarme derivati per le province italiane, visto che l’esposizione complessiva è pari a 100 milioni di euro. Non ritenendo finora adeguato l’intervento dello Stato negli strumenti di finanza derivata, l’Upi chiede la creazione di un quadro normativo chiaro e l’istituzione di una cabina di regia fra Ministero dell’Economia, Consob, Banca d’Italia, Abi, Regioni e enti locali. I comuni italiani, che invece apprezzano l’iniziativa del Governo in merito ai derivati, chiedono di poter partecipare piu’ attivamente, in considerazione del fatto che l’Anci è il ‘’soggetto che piu’ di ogni altro è posto a conoscenza delle differenti condizioni finanziarie e operative degli enti”. (more…)

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25 Nov Marco Gallicani

Joseph Alevi sulla crisi dei sub-prime

economics.gif«La crisi finanziaria di luglio/agosto sta inesorabilmente viaggiando nelle arterie e nelle vene del sistema economico statunitense e mondiale, con temporanea eccezione della Cina. Sebbene anche quest’ultima vi sia esposta – scrive Joseph Alevi su Il Manifesto – il contrappeso dei suoi “sovereign funds” (le società finanziarie statali piene di soldi provenienti dal surplus nella bilancia dei pagamenti) è tale che per ora l’economia cinese ha un notevole cuscinetto di protezione. I “fondi sovrani” cinesi vengono visti in occidente in modo ambivalente, rivelatore della diffusa paura di una crisi ben più grave. Da un lato essi sono temuti perchè conferiscono potere economico-politico internazionale alla Cina; dall’altro, però, sono ben accetti proprio perchè in mano ad uno stato che non ha intenzione di fare giochi d’azzardo alla roulette dei mercati.

Al di fuori di questo caso la crisi sta penetrando ovunque, malgrado le banche centrali abbiano assecondato i mercati oltre ogni aspettativa (more…)

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23 Nov Marco Gallicani

Le azioni collettive risarcitorie non sono class actions

[Paolo Fiorio, avvocato tra i massimi senato3.jpgesperti in Italia di diritto finanziario commenta per finansol.it le ultime novità relative alla rocambolesca approvazione dell'emendamento definito "class action all'amatriciana" da Confindustria, e che ha meritato niente di meno che le lacrime del sen. Antonione]

La recente, e per certi versi rocambolesca, approvazione dell’emendamento alla legge finanziaria Bordon/Manzione è stata accolta con entusiasmo da quasi tutte le associazioni di consumatori, ma allo stesso tempo ha suscitato veementi critiche da parte di Confidustria che ha definito il provvedimento, “rozzo ed ostile”, “una class action all’amatriciana”. Anche se l’utilizzo dei termini americani spesso consente un maggior clamore e permette di accostare situazioni nostrane a quelle più roboanti di film o romanzi d’oltre oceano, è opportuna una precisazione terminologica: l’emendamento approvato dal Senato prevede l’introduzione di un’azione collettiva risarcitoria e non di una class action.

La differenza tra i due istituti sta nel fatto che mentre nel modello americano della class action qualsiasi cittadino può promuovere la causa, le azioni (more…)

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22 Nov Alemex

Informazione solidale per una finanza diversa

logo1.jpgDa sempre Carta dedica attenzione alle vicende della finanza solidale. Fa parte del suo DNA, dell’insieme di pratiche auto-organizzative che caratterizzano il focus dell’informazione su cui si concentra. Ricordiamo i primi articoli su Banca Etica, quando ancora era solo un’idea… Aiutare l’informazione indipendente è un modo per favorire tutte le forme di altra economia. Per questo finansol.it sostiene la campagna di auto-finanziamento che il giornale ha lanciato. Per aderire cliccate qui

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20 Nov Alemex

Le ricchezze eccessive di Piazza Affari

Le banche italiane quotate in borsa pagavano nel 1997 agli azionisti 1,7 miliardi di euro, in lire naturalmente, perché l’euro non era ancora stato inventato. Nel 2001 l’ammontare era salito a 4,5 miliardi, per raggiungere i 12 miliardi nel 2006. Oltre il 60% è la parte di due banche soltanto per il 2006: Intesa Sanpaolo con 4,9 miliardi e Unicredit con la metà, 2,5 miliardi di euro.
Oltre che offrire lauti dividendi, le banche hanno anche divorato altre banche, tanto che di 51 istituti quotati nel corso dei dieci anni presi in considerazione, ne sono in funzione ormai soltanto 26.
Ricchezza fragorosa e cannibalizzazione delle banche sono descritte con il rigore delle cifre dall’edizione 2007 degli «Indici e dati» di Mediobanca, presentati ieri e da ieri in rete.

Anche le compagnie di assicurazione si sono praticamente dimezzate, riducendosi a 9. I dividendi lordi sono passati dai 686 milioni del 1997 ai 1.093 milioni di 2001, fino ai 2.221 milioni del 2006. Va notato che nel 2005 il risultato complessivo era più ricco, e arrivava a 2.692 milioni, per la presenza nel listino di due assicuratrici storiche, Ras e Toro che sono sparite dal listino di borsa. Banche e assicurazioni coprono poco meno di metà (more…)

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19 Nov Marco Gallicani

L’innovazione che ci manca

Tonino Perna, storico innovatore dell’economia solidale italiana, ha scritto un pezzo per lo “speciale abbonamenti” di Altreconomia, un numero di presentazione della rivista che non si trova nei circuiti, ma che vale la pena di esser condiviso …

banda_sinis_1.gif«Il movimento per un’altrafinanza sta attraversando negli ultimi anni un periodo di stagnazione, di inerzia, e in qualche caso di declino. Non è tanto un problema quantitativo, quanto qualitativo e politico. Le Mag (almeno alcune) si sono consolidate, ma la loro funzione, le aspettative suscitate, l’entusiasmo e le energia iniziale sono declinate. Sono rimaste un fenomeno di nicchia. La Banca popolare Etica di Padova, che è stato il primo rilevante esperimento europeo di banca eticamente orientata, è cresciuta brillantemente sul piano quantitativo, ma la sua carica progettuale, la sua mission iniziale è stata oscurata dal peso crescente della burocrazia interna e dall’entrata nei cosidetti “fondi etici”, in cui scompare il legame forte tra risparmiatore e utilizzatore del risparmio (la banca), che costituiva la vera novità rispetto alla storia delle banche popolari di credito.

Si può dire senza tema di smentita, che il movimento dell’altrafinanza e stato vittima del “ciclo vitale di prodotto” (nascita (more…)

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