Al momento dello scoppio dello scandalo Enron e degli altri affaires oggi meno ricordati dello stesso periodo, la macchina legislativa e giudiziaria statunitense – dopo un momento di esitazione forse giustificato dalla rudezza del colpo – si mise a suo tempo in moto con decisione. Il Congresso e il Senato vararono la legge Sarbanes-Oxley, che ha segnato una svolta molto importante negli adempimenti delle imprese e nelle responsabilità dei suoi manager in tema di questioni societarie e che appare oggi per alcuni aspetti persino troppo punitiva
I tribunali sfornarono sentenze esemplari, arrivando a condannare alcuni imputati anche a più di venti anni di carcere; le azioni collettive varate dalle persone danneggiate dagli scandali furono numerose; la SEC (l’autorità di vigilanza sulla borsa) dal canto suo, impresse una svolta abbastanza importante alla sua azione; infine, l’allora procuratore di New York, L. Spitzer, mostrandosi molto deciso nel perseguire i crimini finanziari delle imprese, si costruì anche una carriera politica: oggi egli è governatore dello stato.
Vogliamo, a proposito di quel periodo, segnalare che sullo scandalo della “Enron” è disponibile da qualche settimana, in edizione italiana a cura del settimanale “Internazionale”, un bel film (Enron, l’economia della truffa, per la regia di Alex Gibney, uscito negli Stati Uniti nel 2005); la pellicola era peraltro stata già messa in vendita qualche tempo da Feltrinelli, ma ad un prezzo sensibilmente più alto. Anche oggi, in relazione allo scoppio della bolla del sub-prime, la stessa macchina della giustizia sembra riavviarsi con una certa decisione. Ci informa ampiamente sull’argomento la stampa internazionale, da cui prendiamo alcune (more…)






