promozione della finanza solidale

Archivio December, 2007

30 Dec redazione

I risvolti giudiziari della crisi dei subprime

skilling.jpgAl momento dello scoppio dello scandalo Enron e degli altri affaires oggi meno ricordati dello stesso periodo, la macchina legislativa e giudiziaria statunitense – dopo un momento di esitazione forse giustificato dalla rudezza del colpo – si mise a suo tempo in moto con decisione. Il Congresso e il Senato vararono la legge Sarbanes-Oxley, che ha segnato una svolta molto importante negli adempimenti delle imprese e nelle responsabilità dei suoi manager in tema di questioni societarie e che appare oggi per alcuni aspetti persino troppo punitiva

I tribunali sfornarono sentenze esemplari, arrivando a condannare alcuni imputati anche a più di venti anni di carcere; le azioni collettive varate dalle persone danneggiate dagli scandali furono numerose; la SEC (l’autorità di vigilanza sulla borsa) dal canto suo, impresse una svolta abbastanza importante alla sua azione; infine, l’allora procuratore di New York, L. Spitzer, mostrandosi molto deciso nel perseguire i crimini finanziari delle imprese, si costruì anche una carriera politica: oggi egli è governatore dello stato.

Vogliamo, a proposito di quel periodo, segnalare che sullo scandalo della “Enron” è disponibile da qualche settimana, in edizione italiana a cura del settimanale “Internazionale”, un bel film (Enron, l’economia della truffa, per la regia di Alex Gibney, uscito negli Stati Uniti nel 2005); la pellicola era peraltro stata già messa in vendita qualche tempo da Feltrinelli, ma ad un prezzo sensibilmente più alto. Anche oggi, in relazione allo scoppio della bolla del sub-prime, la stessa macchina della giustizia sembra riavviarsi con una certa decisione. Ci informa ampiamente sull’argomento la stampa internazionale, da cui prendiamo alcune (more…)

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27 Dec Marco Gallicani

I tassi sui mutui e l’euribor

Scrive un lettore:

“Salve, avrei bisogno di un chiarimento tecnico e scusate se scriverò cose ovvie o inesatte. Ho contratto un mutuo per comprare casa con Banca Etica. Leggendo alcuni articoli sulla crisi subprime ho scoperto che ci sono delle differenze (non ho capito quali) tra i tassi di interesse praticati della BCE e l’euribor (quello usato per i mutui). Ho capito anche che non sono poi così legati, nel senso che se BCE non fa salire il tasso non è sempre vero che non salirà anche l’euribor.
Ecco le mie domande:
1. Può una banca decidere autonomamente che tassi d’interesse praticare sui mutui?
2. Deve essere legato per forza ad un indice?
3. Spesso ho sentito parlare di tasso interbancario, ossia con che interessi si scambiano il denaro le banche, che funzione ha?
4. L’ultima che mi sta più a cuore, Banca Etica raccoglie molto di più di quanto riesce a prestare (al netto del rapporto tra capitale sociale e impieghi) può tecnicamente fare i mutui ad un tasso deciso dalla banca? Grazie attendo risposta su finansol.it”

La nostra risposta:
be14.jpgPer rispondere esaurientemente alla sua domanda partiamo dall’euribor. L’euribor (che è una sigla che sta per “Euro Interbank Offered Rate”, ovvero tasso a cui le banche offrono del denaro ad altre banche) è, nella sostanza, il tasso di interesse, o tasso interbancario (esso viene fissato ogni giorno, per curiosità alle ore 11 di mattina), al quale le maggiori banche si scambiano dei prestiti in euro; le singole banche in certi momenti sono a corto di liquidità e si possono quindi far prestare il denaro di cui hanno bisogno da altre banche, che in quel momento hanno risorse in abbondanza, pagando un interesse che è proprio il tasso interbancario.

A seconda delle varie scadenze a cui si presta il denaro esisterà un euribor a un mese, uno a tre mesi e così via (more…)

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24 Dec Marco Gallicani

Il Natale di finansol.it

don_ciotti.jpg«In quarant’anni ho imparato che una società felice è quella dove c’è meno solidarietà e più diritti. La bontà da sola non basta, a volte anzi è un alibi per lasciare irrisolti i problemi. Questa bontà ci rende complici di un sistema fondato sull’ingiustizia, che poi delega a un pugno di volontari la cura delle baraccopoli perché non diano troppo fastidio.

I volontari (ad esempio dei Gruppi Abele, di Libera) cattolici o no, non hanno certi rimpianti per la vita che si sono scelti, era tutto quanto volevano fare. Ma non che potevano fare. Si ha sempre l’impressione di rincorrere i problemi. La questione è reclamare più giustizia, non offrire come carità ciò che dovrebbe essere un diritto».

(Don Luigi Ciotti)

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22 Dec vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: Impresa etica e redditività

mondo.jpgNoi forse diamo per scontato nei nostri discorsi che per un’impresa – finanziaria, industriale o commerciale che sia – mostrarsi e comportarsi secondo i migliori principi sociali ed etici vada nel suo stesso interesse; che cioè ci sia, alla fine, una relazione positiva tra comportamenti socialmente responsabili e profitti.

In questo testo cercheremo di mostrare come in realtà il dibattito scientifico sul tema arrivi a conclusioni abbastanza diverse e comunque molto articolate e come, per altro verso, rispondere in senso adeguato al problema del rapporto tra etica e responsabilità richieda anche che ci si interroghi sulla volontarietà o obbligarietà dei comportamenti sociali ed etici d’impresa.

Certo, ci sono a prima vista importanti testimonianze che sembrano fondare su basi autorevoli la tesi di una relazione positiva tra i due poli della (more…)

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21 Dec vincenzo.comito

Il Banco del Sur

bancosur2.jpgLa nascita nei giorni scorsi del Banco del Sur, un’istituzione cui partecipano per il momento sette paesi sudamericani ai quali se ne dovrebbero aggiungere altri in un prossimo futuro (ed è stato anche proposto che vengano inseriti nel gioco i paesi africani), suscita dei sentimenti contradditori, come molte delle attività di Chavez.

Da una parte, non si può non essere felici di una iniziativa che cerca di rendere maggiormente autonomi sul terreno finanziario i paesi in via di sviluppo dalla tutela occidentale e direttamente da quella della Banca Mondiale e del Fondo Monetario (e da quella della Banca di Sviluppo Interamericana) che tanti danni hanno fatto in passato all’America Latina.
Da questo punto di vista in particolare finansol.it non può che manifestare sentimenti positivi per questa novità. Tra l’altro, i bisogni del continente americano in tema di dotazione di infrastrutture nazionali ed interstatali appaiono enormi, a partire dal sistema dei trasporti e da quello energetico: si pensi soltanto alla progettata autostrada che dovrebbe collegare i porti cileni del Pacifico con la costa brasiliana dell’Atlantico, passando per la Bolivia, opera che dovrebbe, tra l’altro, sostituire in parte i traffici che oggi passano per il canale di Panama.

Ma i problemi che la nuova istituzione ha di fronte appaiono enormi e non tanto – o non solo – quelli relativi ad un possibile “sabotaggio” dell’iniziativa (more…)

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19 Dec Marco Gallicani

Le recenti variazioni nella distribuzione del reddito negli Stati Uniti

story.jpgL’ufficio del budget statunitense, come ci informa il New York Times del 15 dicembre 2007, ha pubblicato delle informazioni molto rilevanti sulla distribuzione dei redditi all’interno degli Stati Uniti.

Tra l’altro, il solo incremento tra il 2003 e il 2005 dei guadagni del primo 1% della popolazione americana ( e pari a 525 miliardi di dollari) è risultato più elevato del reddito complessivo del 20% più povero (uguale a 383 miliardi di dollari), per una percentuale pari, grosso modo, al 37%. Per altro verso, l’ufficio del budget ci informa che il reddito per il 2005 dei 3 milioni di cittadini più ricchi del paese è stato grosso modo equivalente a quello dei 166 milioni di persone meno favorite.

In media, il reddito dell’1% più ricco della popolazione è cresciuto nel periodo 2003-2005 in media di 465.700 dollari a persona, pari al 42,6%, quello del 20% più povero è salito invece di 200 dollari, ovvero dell’1,3% e quello del 20% con reddito medio di 2.400 dollari (4,3%).

Questi risultati sono stati ottenuti sia attraverso l’aumento dei guadagni veri e propri dei cittadini, che attraverso le riduzioni delle tasse ai contribuenti più abbienti portate avanti dall’amministrazione Bush. Le cifre appaiono ovviamente stupefacenti.

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17 Dec Alemex

Piccola critica al Sole24Ore

Parlare di qualità della vita nelle città italiane significa esplorare il benessere della comunità, la coesione sociale, lo stato dell’ambiente, del lavoro, dell’eco- nomia. logo-fae03bis1.jpgTutte cose che interessano anche in una prospettiva di finanza solidale. Ecco perché può essere utile commentare su finansol.it l’ultimo rapporto del Sole24Ore sulla qualità della vita.

Un rapporto che fa discutere e che ogni anno richiama l’attenzione su tante diverse variabili che incidono sull’esistenza quotidiana dei cittadini. Questo pare il merito principale dal lavoro. Ciò detto, vanno segnalate però le molte criticità delle classifiche riportate dal giornale di Confindustria.

Balza agli occhi, ad esempio, che Milano sia la sesta città più vivibile d’Italia. Tutto dipende dai punti di vista, è ovvio. Il mio amico Mario sostiene che il miglior indicatore della qualità della vita in una città sia il numero di residenti che ci trovi durante il week end. Se così fosse, certamente Milano non sarebbe al sesto posto…
Lo stesso si può dire dell’ottavo posto di Roma. Probabilmente Veltroni deve aver protestato con una certa veemenza per (more…)

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