promozione della finanza solidale

Archivio January, 2008

30 Jan Marco Gallicani

Tempi dispari, puntata monografica

_logo-quadro-copy.bmpAssomiglia ad una “rivincita”dopo il cattivo trattamento riservatole dai grandi media - l’opportunità concessa a Banca Etica (e solo a lei, tra tutte) durante la trasmissione Tempi Dispari, programma quotidiano d’informazione e approfondimento di Carlo De Blasio, in onda stassera su Rai News 24 a partire dalle 21:15.

In studio Andrea Baranes, storico collaboratore (anche se non ancora responsabile …) di Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e Fondazione Banca Etica, e Giovanni Acquati che sta presidiando Inaise. Con loro anche il prof. Gian Paolo Barbetta, della Facoltà di sociologia all’Università Cattolica.

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28 Jan Alemex

Banca etica e lo stato della finanza solidale

hmimg1.gifA mio avviso c’è una sola strada per cambiare le cose. Dare forza ai pionieri come Banca Etica che sono più avanti nel percorso, anche se non hanno realizzato tutto quello che vorremmo, per aumentare la forza “politica” di chi vota con il proprio portafoglio ed essere strumento di cambiamento del sistema economico”.

La frase è di Leonardo Becchetti (presidente del Comitato etico di Banca Etica), e compare in uno dei commenti all’articolo dell’Espresso che ha sollecitato un vivo dibattito sul blog.
Vorrei far partire da qui la mia proposta di riflessione sullo stato della finanza solidale in Italia. L’invito di Becchetti suona bene ed è condivisibile in sé. Sono anche convinto che l’autore sia sinceramente persuaso di quanto afferma. Ma io penso che oggi è difficile sostenere questa posizione. Lo è da due punti di vista: uno soggettivo, che riguarda Banca Etica e i suoi comportamenti nei confronti del mondo esterno; uno oggettivo, che coinvolge il più ampio mondo della finanza solidale.

Il primo problema è che oggi appare molto difficile proporre ai cittadini, all’associazionismo, ai gruppi di volontariato di concentrare le proprie energie in materia di finanza critica su un’organizzazione che è sempre meno democratica, sempre meno partecipata, sempre meno plurale, quale appunto è Banca Etica. (more…)

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27 Jan vincenzo.comito

Fondi finanziari etici e redditività

In una nota pubblicata su questo sito intitolata pfgris.jpg“Impresa etica e redditività” abbiamo cercato di mostrare come, al di là di certi ottimismi di maniera che si riscontrano in giro per il mondo, il rapporto tra imprese socialmente responsabili e redditività appaia molto complesso e di non facile interpretazione, a guardare almeno ai risultati di molte ricerche anche recenti svolte sull’argomento.
In altre parole, non appare chiaro se un comportamento etico o socialmente responsabile migliori – o almeno mantenga allo stesso livello – i risultati in termini di profitti di un’impresa rispetto ad un’altra che non si preoccupi di tali comportamenti.

Bisogna a questo punto ricordare che nei giorni scorsi, come ci informa ad esempio “Le monde, supplemento economia”, del 22 gennaio scorso, sono stati rivelati i nomi dei vincitori della terza edizione del premio europeo per la ricerca sul tema “finanza e sviluppo sostenibile”. Il premio è organizzato dal “Forum per l’investimento responsabile” (European Social Investment Forum –Eurosif), dell’organizzazione Paris Europlace e di 11 imprese europee, di cui nove francesi, una inglese ed un’altra olandese.

I premi per il 2007 sono stati assegnati a quattro ricerche; sono inoltre state attribuite due borse di studio a giovani studiosi. (more…)

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24 Jan Marco Gallicani

Intervista a Luisa Brunori

brunori3.jpgLa prof. Luisa Brunori è docente di Teorie e tecniche della dinamica di gruppo presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Bologna; direttore del Cirig (Centro Interdipartimentale di Ricerca e Intervento sui Gruppi) e fondatrice dell’Osservatorio Internazionale sulla Microfinanza, sempre presso la stessa Università; è stata tra i promotori della nascita dell’Ass. Micro.Bo. onlus, di cui è stata Responsabile del comitato scientifico.

Maria Grazia Battisti l’ha intervistata durante una pausa dell’incontro tenuto a Roma durante l’ultima Festa dell’altra Economia.

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DOMANDA: Professoressa Brunori, lei è docente di Teorie e tecniche della dinamica dei gruppi, il suo interesse verso il fenomeno del microcredito muove anche dal suo particolare punto di vista. Qual è secondo lei l’interazione tra l’aspetto relazionale-psicologico e l’aspetto economico che il fenomeno del microcredito sottende?

RISPOSTA: Sto scrivendo un articolo su questo, a mio parere è la questione cruciale. Il micorocredito ha una fortissima componente psico-relazionale… sto rileggendo il libro di Yunus e sto sottolineando tutti quelle frasi che io considero di valorizzazione degli elementi psico-relazionali, credo di aver sottolineato due terzi del libro con questo sistema! Tempo fa ero in Lussemburgo ad un convegno sul microcredito fatto da banchieri, economisti.. io sono una mosca bianca in mezzo a tutti questi, io che mi occupo di psicologia e della dinamica dei gruppi; c’era una signora con competenze molto elevate sul sistema bancario francese che diceva: “tutti dicono che c’è questo entusiasmo, questo impegno delle persone, che sono seguiti… ma alla fine i soldi?”. Questa espressione mi è rimasta nelle orecchie, come quelle cose che non risultano immediatamente comprensibili. Ho capito successivamente quello che mi aveva colpito. Quella signora te- neva a dire: a parte queste cose (entusiasmo, impegno delle persone..), come se non facessero parte del discorso sul microcredito.

Dal mio punto di vista invece l’impegno delle persone, la soddisfazione delle persone, i rapporti, sono tutte cose che hanno un valore straordinario, e non sappiamo se sono il primo oppure il secondo obiettivo del microcredito. (more…)

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22 Jan Marco Gallicani

I procacciatori di Bagnasco

bagnasco.jpgTra i conti correnti aperti in 33 istituti di credito dall’Istituto per il sostentamento del clero della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) si trovano ben 13 banche che – in base ai dati dell’ultima Relazione del governo sulle esportazioni di armi italiane nel mondo – collaborano attivamente al commercio di armi italiane.

Lo rivela un’inchiesta di Adista, il settimanale di “fatti e notizie del mondo cattolico”, curata da Luca Kocci e disponibile online. Il settimanale ha “spulciato” la lista delle banche in cui la Cei ha aperto conti correnti per l’invio di offerte a sostegno dell’attività dei sacerdoti e, confrontandolo con l’elenco delle banche che forniscono servizi in appoggio al commercio di armi italiane ha scoperto che 13 banche indicate dalla Cei fanno parte della lista delle cosiddette “banche armate”.

Tra gli istituti in questione ci sono quelli del gruppo Intesa–San Paolo (Banca Intesa, San Paolo Imi e Cassa di Risparmio di Bologna) che nel corso del 2006 hanno movimentato oltre 495 milioni di euro, cioè un terzo dell’intero volume di affari dell’export di armi italiane autorizzato dal governo, pari a 1.492 milioni. Questo nonostante il famoso annuncio. (more…)

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20 Jan vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: I risultati sempre meno brillanti dei fondi nostrani

portamonete.jpgIn un articolo apparso su questo sito venivano ricordati i magri risultati in termini di rendimenti per gli investitori ottenuti dai fondi comuni e dai fondi pensione nel mondo in generale e nel nostro paese in particolare.
Per quanto riguarda in specifico l’Italia, venivano sottolineate in particolare le conclusioni sconfortanti che uscivano dall’ultimo rapporto in proposito di Mediobanca, che pubblica uno studio sul tema ogni anno, in genere nel mese di luglio.

In attesa dei risultati approfonditi che saranno riportati fra diversi mesi dalla banca d’affari milanese per il 2007, sono disponibili una serie di dati che abbiamo tratto dal sito del Sole 24 Ore il 7 gennaio scorso.
Intanto il sito riporta i dati di Assogestioni, che mostrano come nel 2007 il patrimonio dei fondi sia calato di circa 53 miliardi di euro rispetto alla fine dell’anno precedente; questa cifra è in diminuzione nell’anno del 5,8%, attestandosi così il totale degli investimenti nel settore, alla fine dell’esercizio, in circa 570 miliardi di euro.

Questo andamento a nostro parere appare, tutto sommato, una buona notizia. Che gli investitori italiani comincino finalmente a comprendere che investire nei fondi non è in media una cosa molto saggia? Speriamo, da questo punto di vista, che il calo alla fine del 2008 sia ancora maggiore. Le notizie sono in effetti abbastanza catastrofiche per quanto riguarda i rendimenti.

Sempre secondo le cifre pubblicate dal sito milanese e riprese dalle analisi condotte come ogni anno più o meno in questo periodo, da “Plus24”, nell’ultimo anno solo il 9,4% dei fondi rilevati nell’indagine (circa il 70% del totale) è riuscita a fare meglio del benchmark, cioè del parametro di riferimento del fondo, in sostanza l’indice di mercato. Negli anni precedenti le percentuali oscillavano tra un minimo del 14% ed un massimo del 23%, percentuali comunque già pessime. Da rilevare che quando si misurano i risultati su di un arco temporale più lungo, la percentuale dei fondi virtuosi scende ancora clamorosamente. Già l’anno scorso dall’analisi Mediobanca risultava che solo il 2% dei fondi riusciva a battere il benchmark sull’arco di 5 anni…. ad maiora semper.

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18 Jan redazione

Oggi è il primo Carta day

covercartanuova.jpgIl settimanale CARTA che trovate in edicola oggi e domani è totalmente rinnovato. Oggi è il Carta day. Non si tratta di dire vaf… a qualcuno o di inneggiare alla family, ma di andare in edicola e chiedere «mi dà Carta, per favore?».

Carta chiede cioè un nuovo aiuto, a lettori, abbonati, soci, amici, compagni, a chiunque creda che un giornale indipendente ha il diritto di arrivare ai suoi lettori. Carta chiede dunque di disobbedire [civilmente] al sistema di distribuzione della stampa, che premia i soliti grossi e punisce i piccoli. E poi assaggerete il nuovo settimanale.
Magari vi verrà voglia di un Carta Day tutte le settimane …

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