promozione della finanza solidale

Archivio April, 2008

30 Apr redazione

Uni … mondo e il dibattito sui donatori

unimondo-sitetitle.gifPaolo Trezzi (coordinatore del Centro Khorakhanè) ci informa di aver scritto alla redazione di Unimondo, l’illustre portale della solidarietà diretto da Fabio Pipinato (che gli risponde qui).

«Cara Redazione di Unimondo,
buongiorno, anzi no. Non vorrei sembrare sarcastico, ma la pubblicità di Genius la Carta di credito “etica” di Unicredit, la banca armata principe della Lista delle Banche Armate di quest’anno – sul vostro sito – non mi sembra una genialata. Anzi …

Sono un assiduo frequentatore del vostro sito e non ricordo di aver visto mai nessuna pubblicità. Iniziamo bene, potete solo migliorare a questo punto. Vi scrivo perché non mi spiego come sia possibile scivolare su queste cose così palesi. Ho la sensazione che anche per un sussulto di dignità riceverete molte lettere su questa vicenda, piccate, deluse, dubbiose, arrendevoli.

E saranno gli stessi visitatori che navigando in rete vorranno trovare informazioni sui danni degli istituti finanziari, ed in particolare sulle loro esposizioni nel facilitare e rendere possibile le transazioni e i pagamenti nel commercio di armamenti in giro per il mondo. Visitando il vostro sito. Questa non è un’attenuante è, per parte mia, un’aggravante. Le notizie le sapete e quindi la conseguenza dovrebbe, doveva (sic!) essere automatica. (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)
28 Apr vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: Prodotti agricoli e speculazione finanziaria

cereali-2.jpgIn un articolo apparso su questo sito diversi mesi fa cercavo di sottolineare come un dato di fondo che caratterizza il capitalismo contemporaneo è quello che i mercati finanziari – spinti da una sete di guadagno senza limiti – si concentrano di volta in volta, per raggiungere i loro obiettivi di profitto, su certe attività specifiche: una volta si può trattare della borsa, poi del settore immobiliare, ancora dei derivati, e così via. Essi contribuiscono così a far crescere i valori di tali beni oltre il ragionevole, sino a che poi arriva la crisi. Così l’ultima turbolenza è arrivata nel luglio-agosto del 2007 e non si è calmata ancora del tutto.

Ma l’attività degli speculatori non si ferma certo perché spaventata dalla congiuntura negativa e montagne di denaro vaganti continuano incessantemente in questi mesi a cercare dei nuovi possibili sbocchi redditivi. Sembrano averli trovati di recente soprattutto nel settore del petrolio e del gas, ma anche in quello dei prodotti alimentari.

E’ sotto gli occhi di tutti la spettacolare crescita a cui stiamo assistendo per quanto riguarda i prezzi dei cereali, mentre si sviluppa anche quella della carne – si sono manifestati i primi sintomi in particolare per quanto riguarda il comparto dei suini – e di altre derrate. Tra le conseguenze di questi sviluppi (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)
26 Apr Marco Gallicani

Raise your flag!

skogafoss_from_below.JPGLa crisi finanziaria lambisce le difese di un paese intero mettendolo complessivamente in difficoltà: stiamo parlando dell’Islanda; da qualche settimana la stampa economica internazionale segue con una certa apprensione le vicende di questo territorio alla periferia estrema dell’Europa.

Che cosa sta succedendo? Per gli abitanti dell’isola, il paese è in questo momento vittima della speculazione internazionale, mentre per molti investitori stranieri esso si trova invece davanti a rilevanti problemi a causa dei suoi stessi eccessi, ora portati alla luce dalla crisi finanziaria. Da questa contrapposizione di opinioni si può derivare la convinzione di una ambiguità evidente del caso.

Il quadretto di un paese (che i vecchi manuali di geografia descrivevano come una piccola entità) che ha soltanto poco più di 300.000 abitanti, sostanzialmente isolata dal mondo e che viveva complessivamente della pesca del merluzzo e dell’aringa e di poco piùnon può più esser considerato realistico. Nell’ultimo periodo il paese si è invece profondamente trasformato. Così negli anni recenti ha registrato una forte crescita sia nel settore reale che in quello finanziario. L’economia si è in effetti sviluppata al ritmo del 4% all’anno, mentre i prezzi delle case nella capitale hanno raggiunto livelli inusitati. Le imprese si sono diversificate nel settore turistico, in quello dei servizi finanziari, delle tecnologie e delle raffinerie di alluminio, disponendo tra l’altro l’isola di abbondanti risorse di energia geotermica ed idroelettrica a zero emissioni. I capitali stranieri sono intanto affluiti in abbondanza attratti dalle favorevoli prospettive.

Le tre grandi banche locali, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir, si sono a loro tempo fortemente indebitate sui mercati internazionali – per circa (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)
22 Apr lorenzo.vinci

Johan Galtung: il peggio della crisi sta per arrivare

5969_a12275.jpg«[...] Giorno dopo giorno riceviamo notizie che sanno di “vecchio” rispetto alla crisi economica. E, come al solito, queste notizie si riferiscono alla crisi che colpisce i “ricchi” e l’economia come sistema, però mai alla miseria di fondo di questo sistema.

A questa crisi si danno nomi come “restrizione del credito” “mancanza di liquidità” o “crisi degli investimenti”. E’ sottinteso che c’è una restrizione dei crediti e che non c’è denaro disponibile perché chi lavora nella finanza sa meglio di chiunque quanto sia diventata instabile l’economia e in che modo i debiti, ipoteche incluse, sono impacchettati, venduti e rivenduti fino a che il debito originale diventi irriconoscibile.

Ogni creditore aggiunge nuove condizioni, ogni volta inserendo aumenti di interesse piuttosto pronunciati, dopo aver dato facili condizioni per attrarre i creduloni. Inoltre i finanzieri sanno che le istituzioni che stanno emettendo certificati di garanzia sono di proprietà delle proprie istituzioni finanziarie che li certificano facendo sì che (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)
21 Apr vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: Quale modello per la finanza del futuro?

piggybank-640x416.jpgOggi vogliamo cercare di riflettere sulla evidente crisi dell’attuale sistema finanziario prendendo la cosa alla lontana, come mi sembra giusto fare per capire meglio cosa stia succedendo. Come è noto, il modello “fordista è stato a suo tempo insieme un modello economico, sociale e, anche se indirettamente, politico. Esso ha accompagnato ed anzi contribuito a portare avanti e governare la forte crescita economica che si è avuta dopo la seconda guerra mondiale, in particolare nel mondo occidentale.

In tale periodo si registrano – nel quadro di un compromesso generale tra governi, imprese e rappresentanze sindacali e in una cornice sostanzialmente nazionale – contemporaneamente un alto livello di investimenti, un forte aumento dei tassi di crescita dell’economia, un rilevante aumento dei livelli di occupazione. Si crea, in particolare, un circolo virtuoso tra un forte dinamismo del consumo di massa e la crescita dell’economia; inoltre, un forte aumento della produttività, un’espansione dei redditi reali, una stabilità nella loro ripartizione.

ford-henry-ford-model-t.jpgIl miglioramento del livello di vita risultò in effetti compatibile con il buon andamento del tasso di profitti, dunque con l’accumulazione regolare del capitale.
Se guardiamo in particolare al comportamento del settore finanziario in tale periodo, si può tranquillamente affermare che, nella sostanza, la finanza appare subordinata agli sviluppi dell’economia reale. Così, a livello di mercato finanziario – ad esempio – nel mondo anglosassone regna il modello dell’impresa manageriale, nella quale il possesso del capitale è frazionato tra moltissimi azionisti, nessuno dei quali ha un qualche potere di intervento sulle decisioni, mentre il potere di gestione è nelle mani di un management professionale che non deve rendere conto a nessuno. I mercati e le istituzioni finanziarie sono normalmente docili alle richieste delle imprese, senza fare grandi domande. Non c’è una grande pressione perché le imprese incrementino di anno in anno (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)
16 Apr Alemex

Di chi è Banca Etica?

[Riceviamo...]

Ciao a tutti, tempo fa mi sono iscritta a questa mailing list, ma ora vi chiedo gentilmente di cancellarmi. La ragione è semplice. Diffondete informazioni che molto spesso sono sbagliate o fuorvianti. Poiché non ho materialmente il tempo per intervenire sui molti punti che sono presentati male, tanto per usare un eufemismo, leggendo quello che scrivete mi sto rovinando la salute per la rabbia che mi provocate. Cercate di informarvi (e informare) meglio su quello che facciamo.

logo_banca_etica.gif Come mai non parlate mai di ciò che di buono, con fatica, tentiamo di fare? Nel vostro modo di presentare le cose vedo molta mala fede e me ne dispaccio, perché credo molto nella nostra banca e, viste le altre esperienze di economia solidale del nostro paese, mi sembra davvero che sia tra le più coerenti, serie ed efficaci.

Avete voglia di fare le pulci e perdere così tanto tempo (vi invidio per il molto tempo che mostrate di avere) a parlare di un’adesione ad una singola campagna (“dimenticando” tra l’altro che per noi era solo una piccola iniziativa all’interno di una campagna permanente per la mobilità sostenibile tra i dipendenti e per una riduzione dei nostri consumi complessivi come banca a tutti i livelli), ma “dimenticate” le campagne di pressione alle quali contribuiamo nei confronti di aziende irresponsabili e sorvolate regolarmente sull’enorme quantità di altre cose che facciamo. Noi operativi tiriamo forse il carretto, come dite voi, ma non siamo asini acritici che non sanno giudicare quel che gli sta attorno.
Vi suggerisco di cambiare atteggiamento; essendo più obiettivi sarete anche più utili. Ora siete semplicemente dannosi. Attendo con speranza un vostro cambio di rotta. Grazie per l’attenzione,

Alice Pesiri, banchiere ambulante di Banca Popolare Etica

[... e rispondiamo]:

Cara Alice, mi auguro di riuscire a spiegarti il mio punto di vista.
La prima cosa che vorrei evidenziare è che non condivido la separazione che sottolinei tra chi lavora nella banca e chi, come noi, è semplicemente socio e appassionato di finanza etica. Mi piacerebbe riuscire a calcolare la quantità di tempo (il tempo che dici di invidiarci) passata a promuovere il progetto Banca Etica, a raccontarlo, scriverlo, a convincere amici e conoscenti. Anche quando a lavorare (pagati) sul progetto erano in (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)
14 Apr redazione

Quanto è grave questa crisi?

461px-lange-migrantmother02.jpgGiorgio scrive:
«I miei vicini di casa temono una crisi “tipo 1929″ a seguito delle reazioni dei mercati finanziari alla crisi subprime. Secondo voi è possibile o prevedibile con “dati di fatto” una simile eventualità oggi? Grazie per l’attenzione, continuate così, Giorgio»

Dare una risposta alla domanda è nello stesso tempo facile e molto difficile. Intanto bisogna partire dalla premessa che non è possibile, particolarmente in tempi così complessi, prevedere il futuro; “le futur n’est pas donné”, come diceva un filosofo francese. Ciò premesso, noi possiamo solo riportare, tra le molte previsioni che ci sono in giro, quelle che ci sembrano più plausibili.

Sembra improbabile che si ripeta una crisi della stessa gravità di quella del 1929, sia perché da allora i governi e le autorità monetarie hanno molto imparato in merito, sia perché essi oggi sono pronti a mettere in campo tutti i mezzi specifici – dall’inondare i mercati di liquidità, a salvare delle banche in difficoltà (sino a nazionalizzarne qualcuna) dal prevedere un coordinamento importante tra i vari paesi sulle questioni monetarie ad allentare tutti i controlli – necessari a scongiurare il pericolo. Come armata di riserva ci sono poi i grandi mezzi che potrebbero mettere in campo i fondi cosiddetti sovrani, da quello cinese a quello dell’Arabia Saudita, a quello di Abu Dhabi, che probabilmente saranno ancora chiamati ad intervenire nei prossimi mesi, dopo le iniezioni di capitale da essi effettuate di recente in alcune banche europee e statunitensi. La parte più difficile della previsione riguarda invece (more…)

VN:F [1.0.8_357]
Rating: 0.0/10 (0 voti effettuati)

© 2010 finansol.it | Entries (RSS) and Comments (RSS)

GPS Reviews and news from GPS Gazettewordpress logo