Il 28 aprile, nel post “prodotti agricoli e speculazione finanziaria”, avevamo analizzato brevemente le ragioni recenti del forte aumento dei prezzi di molti prodotti agricoli verificatosi in tutto il mondo. Tra queste, un posto importante ricopriva lo sviluppo della speculazione finanziaria, in parte almeno sbarcata sul fronte alimentare in relazione alle scarse soddisfazioni offerte in questo momento da molti altri possibili impieghi in giro per le borse.
Un episodio interessante di questo approdo verso nuovi lidi di molti investitori sia privati che istituzionali, alla ricerca di rendimenti elevati, riguarda le attività sviluppate di recente nel settore dalla KBC, grande banca belga che non gode di una grande fama …
In passato è stata accusata di avere intrattenuto stretti legami con il regime sud-africano all’epoca dell’apartheid, favorendo in particolare la vendita di armi a quel paese. Un certo numero di suoi dirigenti ed ex-dirigenti hanno poi ancora in questo momento dei problemi con la giustizia, essendo indagati per aver apparentemente aiutato dei contribuenti ad evadere il fisco.
La notizia del giorno riguarda però il fatto che essa ha lanciato nel febbraio di questo anno un prodotto finanziario il cui rendimento è legato all’evoluzione del prezzo del grano, del mais, della soia e di altri prodotti alimentari. Tale prodotto è stato rapidamente sottoscritto dagli investitori del paese. Esso è stato proposto al mercato con lo slogan “avvantaggiatevi dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari”. La banca ha inoltre studiato una particolare forma di assicurazione sulla vita che, attraverso anche lo stesso strumento, protegge i sottoscrittori dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Speculando sulla crescita di tali prezzi, essi potranno così continuare in qualche modo a mangiare come prima. Una parte della stampa belga e un certo numero di deputati del partito socialista hanno reagito con durezza alla notizia. Secondo le loro dichiarazioni, questi ultimi vogliono arrivare al più presto a proibire i prodotti finanziari che propongono ai risparmiatori di arricchirsi “affamando gli abitanti più poveri del pianeta”. Anche molte ong del paese chiedono a gran voce al parlamento il blocco assoluto dei prodotti che attentano ai diritti dell’uomo.






