promozione della finanza solidale

Archivio May, 2008

29 May redazione

Kbc worldwide

Il 28 aprile, nel post “prodotti agricoli e speculazione finanziaria”, avevamo analizzato brevemente le ragioni recenti del forte aumento dei prezzi di molti prodotti agricoli verificatosi in tutto il mondo. Tra queste, un posto importante ricopriva lo sviluppo della speculazione finanziaria, in parte almeno sbarcata sul fronte alimentare in relazione alle scarse soddisfazioni offerte in questo momento da molti altri possibili impieghi in giro per le borse.

kbc.jpgUn episodio interessante di questo approdo verso nuovi lidi di molti investitori sia privati che istituzionali, alla ricerca di rendimenti elevati, riguarda le attività sviluppate di recente nel settore dalla KBC, grande banca belga che non gode di una grande fama …

In passato è stata accusata di avere intrattenuto stretti legami con il regime sud-africano all’epoca dell’apartheid, favorendo in particolare la vendita di armi a quel paese. Un certo numero di suoi dirigenti ed ex-dirigenti hanno poi ancora in questo momento dei problemi con la giustizia, essendo indagati per aver apparentemente aiutato dei contribuenti ad evadere il fisco.

La notizia del giorno riguarda però il fatto che essa ha lanciato nel febbraio di questo anno un prodotto finanziario il cui rendimento è legato all’evoluzione del prezzo del grano, del mais, della soia e di altri prodotti alimentari. Tale prodotto è stato rapidamente sottoscritto dagli investitori del paese. Esso è stato proposto al mercato con lo slogan “avvantaggiatevi dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari”. La banca ha inoltre studiato una particolare forma di assicurazione sulla vita che, attraverso anche lo stesso strumento, protegge i sottoscrittori dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Speculando sulla crescita di tali prezzi, essi potranno così continuare in qualche modo a mangiare come prima. Una parte della stampa belga e un certo numero di deputati del partito socialista hanno reagito con durezza alla notizia. Secondo le loro dichiarazioni, questi ultimi vogliono arrivare al più presto a proibire i prodotti finanziari che propongono ai risparmiatori di arricchirsi “affamando gli abitanti più poveri del pianeta”. Anche molte ong del paese chiedono a gran voce al parlamento il blocco assoluto dei prodotti che attentano ai diritti dell’uomo.

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27 May redazione

La finanza etica su soldionline

banner_community.gif(Marco Delugan su Soldionline del 20 Maggio) Investimenti che seguono criteri di responsabilità sociale e ambientale. Questa, in estrema sintesi, la finanza etica. Non solo profitto, ma anche attenzione agli effetti non economici delle attività economiche.
Ma il mondo della finanza alternativa, a guardarlo più da vicino, risulta ben più complesso e articolato di quanto questa prima definizione possa far apparire.

L’investimento etico, microfinanza dall’altro. I primi raccolgono denaro dai risparmiatori e li investono in borsa, come un qualsiasi fondo comune di investimento, scegliendo però le aziende su cui puntare secondo criteri che ne accertano la “correttezza” dei comportamenti verso la società e l’ambiente naturale. Inquinamento, rapporti di lavoro vessatori, ma anche pornografia, produzione di armi e di alcol sono tutti motivi di esclusione di aziende dai portafogli etici, ad esempio. Il microcredito, invece, consiste di piccoli prestiti erogati a persone e a imprese che non avrebbero altrimenti accesso al credito. Poveri, ma anche microimprese troppo piccole per essere considerate “bancabili” dai circuiti tradizionali del credito. Come la Grameen Bank, istituto di credito indipendente fondato nel 1977 da Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006.

Una locuzione, finanza etica, che provoca spesso reazioni opposte: interesse e incredulità. Ne abbiamo perlato con Marco Gallicani, presidente di finansol.it associazione che si occupa della promozione della finanza solidale.

Cos’è la finanza etica?
«Una maniera di risolvere l’eterna dialettica tra fine e mezzo, che in Italia si usa nascondere con il motto machiavellico “il fine giustifica i mezzi”. In (more…)

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26 May redazione

I servizi finanziari ai poveri: il caso della Wizzit sudafricana

wizzit-720613.jpgSempre più (e sempre più varie) sono le nuove iniziative che si delineano nel mondo a sostegno – parziale – delle classi più povere e delle loro necessità finanziarie, anche se a scriverne su di un blog come questo sembrerebbe le si voglia premiare. E invece non tutte hanno la stessa valenza etica, come anche una recente discussione su questo sito a proposito della Prosper ha dimostrato.

11629238243africa_mobile.jpgOggi riferiamo di una società nata in Sudafrica e che sta ora tentando di varcare i confini del paese – insediandosi anche in Zambia – nonché quelli della stessa Africa, con il progetto di aprire l’attività anche nei paesi dell’Europa dell’Est.
L’imprenditore che ha varato la nuova iniziativa si chiama Brian Richardson e il nome della nuova società è Wizzit. Non si tratta di una nuova società operante nel settore del microcredito, né in quello dei prestiti peer-to-peer, come si potrebbe pensare; Wizzit cerca invece di portare dei servizi finanziari di base ai poveri del mondo. Lo fa attraverso lo sfruttamento dei telefoni cellulari che diventano in questo caso dei terminali attraverso i quali, attivando la funzione di messaggeria, premendo quindi semplicemente dei tasti, si può vedere accreditati i propri salari, pagare l’affitto, comprare dei generi alimentari, mandare del denaro ai propri genitori.

Richardson sottolinea come nel mondo ci siano più di 5 miliardi di persone senza accesso anche ai più elementari servizi bancari, mentre il numero delle persone che non posseggono un cellulare appare molto minore. Così in SudAfrica esistono 13 milioni di conti bancari (more…)

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23 May vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: Il ritorno dello stato

2da0d4da51cbea6ce2f4ae1680a1b828.jpegNegli ultimi decenni - come è noto – si è ampiamente teorizzato e praticato il liberismo più estremo, la cancellazione dello stato imprenditore e si è anche affermata, più in generale, la necessità di “affamare la bestia”, se non di annichilirla, come amavano ripetere i neoconservatori americani, riducendo al minimo i compiti della sfera pubblica, nei paesi sviluppati come in quelli del terzo mondo; per questi ultimi era stata coniata in specifico, da parte di organismi quali la banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, la formula miracolo per lo sviluppo economico, basata sul cosiddetto “Washington Consensus” e predicava in modo sistematico le solite formule delle privatizzazioni, liberalizzazioni, non intervento, apertura delle frontiere

Gli stessi compiti residui che sarebbero rimasti al governo centrale avrebbero dovuto essere decentrati in larga parte ad apposite e largamente autonome agenzie specializzate. Ma ecco che, lentamente e silenziosamente, ma anche inesorabilmente, la bestia si profila di nuovo all’orizzonte, per alcuni aspetti almeno forte ed affamata come prima, anche se sotto vesti rinnovate.

In queste note sorvoleremo di proposito su un discorso di carattere generale e relativo al fatto che lo sviluppo prodigioso di alcuni grandi paesi, come l’India e la Cina e quello, più in generale, di molte importanti aree del mondo, si va svolgendo con un rilevante presenza ed intervento delle strutture pubbliche. Esploreremo invece gli aspetti finanziari di alcuni sviluppi specifici che si sono delineati di recente nei paesi emergenti. Concentreremo l’attenzione su due punti centrali: la situazione esistente oggi nel settore delle imprese energetiche e quella dei cosiddetti fondi sovrani [...] (more…)

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21 May redazione

Via le banche da Ponticelli

Pubblichiamo un articolo satirico di Daniele Luttazzi. E’ il modo di finansol.it di esprimere la propria solidarietà a tutte le persone oggetto di violenza e razzismo in questi giorni.

Dopo un martedì segnato dalle proteste e dalle aggressioni agli impiegati di banca, ieri è stato il giorno dei roghi.via-i-rom-thumb-250x375.jpg I residenti di Ponticelli hanno dato il via alle pulizie radicali del quartiere. Con il fuoco. Più alte sono le fiamme, più la folla applaude. Al battimani si alternano insulti contro i pompieri.

Obbiettivo: tabula rasa delle banche e delle stazioni di benzina. Via per sempre tutti i ragionieri e i benzinai da Ponticelli. Il nemico in casa, dopo la tentata vendita di un mutuo subprime con tassi da usura a una bambina di sei mesi da parte di un bancario cinquantenne ora in carcere, e dopo l’insistenza con cui un benzinaio Agip aveva definito «consumati» i tergicristalli di una Mini appena uscita dalla concessionaria. Punire loro vuol dire punire tutta un’etnia. E i ragionieri, che non sono stupidi, colgono al volo il messaggio: organizzano l’esodo lasciando gli sportelli, mentre i benzinai in preda al panico si tolgono la divisa cercando di mimetizzarsi fra la folla.
(Subito individuati: sono quelli in mutande, canotta e pedalini. E parte il linciaggio)

Il clan camorrista che controlla la zona ha ingaggiato bande di ragazzini in motorino, cui vengono consegnati i lanciafiamme. Basta poco, per incendiare una banca piena di scartoffie e cartamoneta. (more…)

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20 May Marco Gallicani

Le banche e la fiducia del pubblico

p5v4gbhctsindaco_crosta.jpg(Mario Crosta* su La Repubblica del 20 Maggio 2008)

Caro direttore,
ho letto con interesse su Affari e Finanza l´editoriale di Massimo Giannini sull´imminente provvedimento del Consiglio dei Ministri che dovrebbe introdurre nuove tasse per le banche. In attesa di scoprire i dettagli, ci sembra importante sottolineare come banca, l´approvazione per l´ipotesi di ridistribuzione – anche al settore bancario – del peso dei contributi da destinare ad un rilancio dello sviluppo di questo paese.
A nostro avviso, le banche possono e devono usare questo momento per pagare il conto delle “vacche grasse” degli ultimi anni ma ancor più forse per riconquistare, con un atteggiamento saggio e responsabile, la fiducia di risparmiatori e investitori così duramente messa alla prova dagli eventi finanziari degli ultimi anni.

Rispetto ai costi dei servizi è senz´altro necessario che le banche recuperino efficienza e che eventuali rendite di posizione siano smantellate, nell´ottica di favorire uno sgravio per i clienti mentre sono urgenti riforme che contribuiscano a semplificare e liberalizzare. Sarebbe opportuno prevedere manovre fiscali selettive: si potrebbe pensare ad una tassazione che interessi più che la produzione di reddito nel suo complesso, operazioni specifiche quali ad esempio quelle puramente speculative (Tobin Tax) o operazioni rischiose e poco trasparenti (index bond, derivati…): così chi fa finanza muovendo carta senza collegarla ad uno sviluppo virtuoso, risulterebbe penalizzato (La composizione dei ricavi, nel caso dei grandi istituti, è solo per il 50% il risultato dell´attività creditizia mentre l´altro 50% proviene da commissioni – tra cui derivati, titoli strutturati). In questo solco si potrebbe inserire anche una più precisa identificazione dei prodotti di finanza etica che, una volta certificati, potrebbero avere sgravi o benefici fiscali. (more…)

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19 May Cristiano Lucchi

Se la banca nasce con l’obiettivo di non fare profitto

logga.gifE’ appena uscito “Quando le persone contano davvero. Percorsi di finanza critica e solidale”, l’ultimo libro edito dalla Comunità fiorentina delle Piagge con all’interno interventi, tra gli altri, di Serge Latouche, Alex Zanotelli, Giulio Marcon, Alessandro Messina, Andrea Di Stefano, Fabrizia Paloscia (per informazioni e richieste scrivete a edizionipiagge [at] altracitta.org).

Il testo è curato dal Fondo Etico e Sociale fondato proprio alle Piagge con alcune caratteristiche peculiari: dalla piccola dimensione dell’esperienza al forte radicamento sul territorio; dalla mutualità alla parità effettiva dei soci fino ad arrivare all’elemento fondamentale della mancata richiesta di interessi sui prestiti. Un aspetto, quest’ultimo, utile a fuggire dalla speculazione sui bisogni altrui, da quella rendita parassitaria che deriva dalla moltiplicazione del denaro grazie al meccanismo dell’interesse; il Fondo Etico sperimenta così un modo di scollegare la funzione sociale del credito dall’arricchimento fine a se stesso.

E proprio ieri sera Report ha presentato nella sezione Good news un’esperienza molto simile per principi e filosofia d’azione. Si tratta della banca svedese JAK, un acronimo che sta per Jord Arbete Kapital, ovvero Terra Lavoro Capitale. Pubblichiamo il link al testo integrale del servizio (Senza Interessi, la Goodnews di Giorgio Simonetti), con un po’ di rammarico per quello che avrebbe potuto nascere anche nel nostro paese e che invece ha preso un’altra direzione.

[per leggere il testo clicca qui] [per guardare il video clicca qui] [per prenotare la tua copia del libro italiano in uscita scrivi a Giorgio Simonetti]

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