promozione della finanza solidale

Archivio June, 2008

30 Jun redazione

Warren Buffet e il “girl effect”

warren_buffett_a.jpgQualche tempo fa avevamo dato conto della forte crescita negli Stati Uniti del fenomeno della beneficenza privata. Grandi e piccoli magnati dell’economia e della finanza hanno preso a versare somme sempre più spettacolari per le cause più diverse, facendo fare un salto di qualità alle tradizionali donazioni che si potevano registrare in passato nel paese.

Questo fenomeno può essere attribuito a molte ragioni: intanto, certamente, alla forte crescita dei profitti delle imprese che si sono registrati nell’ultimo periodo, ma anche  al maturare di umori e sentimenti nuovi nella società statunitense, mutamenti che – su di un altro piano – hanno portato alla  candidatura presidenziale con rilevanti possibilità di successo un personaggio come Obama (fatto impensabile sino a pochi anni fa), e sul piano più direttamente economico anche  al forte sviluppo che si va registrando nel paese del fenomeno delle imprese con obiettivi sociali.

Avevamo anche sottolineato come questo fenomeno di crescita delle charities (come sono denominate negli Stati Uniti le istituzioni di beneficenza) (more…)

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27 Jun lorenzo.vinci

La finanza distribuita

jeremy_rifkin4.jpg“Oggi siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione “distribuita” della comunicazione, questa è la parola chiave: “distribuita”, questa rivoluzione “piatta”, “equa” della comunicazione proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova energia distribuita. La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza rivoluzione industriale” (Jeremy Rifkin)

L’articolo di Rifkin è solo l’ultimo esempio di quanto da tempo si dice nel settore delle energie rinnovabili a proposito di “generazione distribuita”, e in particolare a lui molti hanno rivolto più di una critica soprattutto in merito alla sua insistenza sull’idrogeno.
Inoltre di “generazione distribuita” in campo ambientalista  si parla intelligentemente da tempo. Si veda per tutti (anche lo specifico se non è uno dei suoi cavalli di battaglia, la sua visione del mondo in generale è sempre stimolante) quanto dice Maurizio Pallante.

Ciò che a noi di finansol.it può interessare è la parte che riguarda il salto di paradigma per quanto riguarda l’organizzazione “aperta” dello scambio sia di informazioni sia di prodotti e servizi (il “bene” energia è trattato e scambiato come un “prodotto”, e non da poco).

E se (ri)cominciassimo a parlare anche di “finanza distribuita”? (more…)

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25 Jun Marco Gallicani

Cara Banca Etica …

Giorgio Rossi scrive:

bimbo_08.gif“Nel corso dell’assemblea di CTM Altromercato dello scorso 7 giugno, al termine di un percorso democratico e partecipato richiesto dalla base sociale e appoggiato dal nostro CdA, le Botteghe del Mondo socie del Consorzio si sono espresse a larga maggioranza per non ratificare l’accordo con Banca Prossima. Si è trattato di una scelta per certi versi sofferta e coraggiosa, che ha privilegiato la coerenza a valori etici rispetto ai vantaggi finanziari che Banca Prossima avrebbe garantito.
Con altrettanta determinazione ci rivolgiamo ora a Banca Popolare Etica, la banca che abbiamo contribuito a far nascere e crescere – e di cui molte botteghe sono socie – per richiamarla all’urgenza e alla necessità di individuare concordemente e urgentemente soluzioni atte a rispondere efficacemente alle esigenze di credito bancario delle nostre organizzazioni di Commercio equo e Solidale.”

LA LETTERA CHE LE BOTTEGHE DEL COMMERCIO EQUO SOCIE DI CTM ALTROMERCATO FARANNO PERVENIRE A BANCA ETICA (more…)

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22 Jun vincenzo.comito

L’ora del giudizio

fraud-1.jpgIn tutte le recenti crisi e gli scandali finanziari statunitensi arriva immancabilmente l’ora del giudizio. La magistratura, la SEC (l’organo di controllo della Borsa) gli organi federali, quelli dei  vari stati, l’FBI, l’Antitrust, ognuno da solo, o più o meno tutti insieme, avviano delle indagini che portano in molti casi ad incriminazioni e punizioni anche molto pesanti.

L’ultimo esempio è stato a suo tempo costituito dalla crisi Enron, con la condanna esemplare per diversi dei protagonisti di quegli avvenimenti, mentre per una delle più grandi società di revisione dei bilanci, la Arthur Andersen è stata la fine delle attività.

I confronti con il comportamento italiano, che sono già stati peraltro ampiamente fatti, e che qui ricordiamo soltanto per memoria, sono ovviamente sconfortanti. Nel caso statunitense in pochi mesi o in pochissimi anni si arriva all’intervento e alla condanna dei colpevoli, senza guardare in faccia a nessuno, mentre da noi i vari personaggi implicati, dopo magari qualche  scena di indignazione iniziale e qualche demagogico tintinnio di manette, circolano poi tranquillamente a piede libero per le strade del mondo, soprattutto  se hanno dei nomi importanti e delle connessioni significative con il potere – non siamo mica dei forcaioli….

Le condanne sono poi negli Stati Uniti spesso durissime, tanto che  per due manager della Bear Stearns arrestati da poco si parla addirittura di possibili pene di detenzione che potrebbero arrivare alla fine sino a 40 anni, mentre sappiamo quale sia la situazione italiana in proposito, tra depenalizzazione del falso in bilancio, amnistie ricorrenti, lentezze esasperanti della macchina della giustizia, anche con relativa decorrenza dei termini, mentre ora siamo arrivati anche alla pratica cancellazione della possibilità di intercettazioni e alla non  obbligatorietà sostanziale dell’azione penale.
Semmai si può argomentare sul fatto che le pene previste dall’ordinamento giudiziario statunitense appaiono sin troppo severe (more…)

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21 Jun redazione

Countrywide

countrywide-logo-1.gifLa società Countrywide Financial è sotto i riflettori della stampa statunitense sin dai primi mesi dallo scoppio della crisi del sub-prime, di cui l’istituto è uno dei protagonisti assoluti, sempre in prima linea, ed ogni settimana che passa il caso si fa sempre più “ricco” e tende anche quasi a diventare  un catalogo dei vizi a cui può indulgere un’istituzione finanziaria. Di recente ne è stata  toccata, sia pure di striscio, persino  la campagna elettorale di Barak Obama, costretto a rinunciare al responsabile del comitato per la selezione del candidato alla vicepresidenza (James A. Johnson) e dovendo subire il colpo di un coinvolgimento di M. Dodd, uno degli uomini politici del paese.

La Countrywide Financial è la più importante istituzione statunitense operante nel settore dei prestiti immobiliari e di vari servizi collegati, con circa il 18% del mercato totale del settore negli Stati Uniti. Fondata a New York più di quaranta anni fa, la società è diventata relativamente presto il principale operatore del settore, con circa 500 miliardi di dollari di prestiti all’anno nell’ultimo periodo, con 62.000 addetti – il 20% dei quali ha perso il posto negli ultimi mesi – 900 uffici e attività totali di bilancio per 200 miliardi di dollari.
Nel 2006, anno di punta per la società, l’azienda ha registrato ricavi per 11,4 miliardi di dollari e un utile prima delle tasse per 4,3 miliardi.

Con lo scoppio della crisi del sub-prime, la macchina organizzativa viene scossa dalle fondamenta. Così nell’agosto del 2007 la società è costretta a ricorrere ad un prestito straordinario di 11,5 miliardi di dollari da parte di un consorzio di banche, dopo che il mercato aveva rifiutato di sottoscrivere  un’emissione di carta commerciale a breve termine, strumento  con cui l’azienda si finanziava tradizionalmente. (more…)

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19 Jun Marco Gallicani

Banche armate: sparito l’elenco delle operazioni bancarie

faissola.jpgLa Campagna di pressione alle “banche armate” ci segnala che dalla Relazione Governativa 2008 sull’export di armi italiane è scomparso “l’elenco con il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche”: un elenco fondamentale per la campagna, il c.d. “riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito”.

«[...] Vogliamo credere che non si tratti di una voluta e cosciente modifica – seppur grave e ingiustificata – ma solo della mancata trasmissione di una componente fondamentale della relazione affermano in una lettera inviata ieri alla Presidenza del Consiglio i direttori delle tre riviste promotrici della Campagna che chiedono che «venga subito pubblicato e consegnato al Parlamento l’allegato in questione»

Senza questo documento è infatti impossibile poter verificare se le direttive e policy emanate negli ultimi anni da diverse e importanti banche italiane in relazione ai servizi d’appoggio al commercio di armi sono effettivamente attuate. «L’unica cosa che si può sapere dall’allegato del Tesoro è l’ammontare complessivo del valore delle autorizzazioni rilasciate alle banche: un dato che, non specificando con quali Paesi hanno in corso operazioni relative all’esportazione di armi italiane, inevitabilmente le mette tutte sullo stesso piano, come banche corresponsabili del commercio di armi».

Emerge intanto qualche particolare “non chiaro” nella fase di passaggio tra i due governi …. di cui Unimondo parla diffusamente.

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18 Jun vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: Le difficoltà delle classi medie

newspaper.jpgE’ diventato ormai quasi un luogo comune l’affermazione che le classi medie, mentre sembrano crescere grandemente di numero, di peso e di reddito in molti paesi emergenti, dalla Cina all’India, al Brasile, alla Russia, appaiano invece in preda a molte difficoltà economiche ed anche di altro tipo in molti paesi occidentali.

Tale affermazione si conferma come sostanzialmente vera quando si analizzano le statistiche economiche disponibili o si scorrono le ricerche sociologiche svolte in proposito nell’ultimo periodo.
In questa sede non vogliamo in alcun modo commentare le ragioni profonde di questa importante tendenza, che sta mutando in ogni caso molti equilibri economici, sociali e politici dei paesi occidentali e che sembra segnare, con tutte le cautele del caso, quasi una specie di marcia all’indietro del sistema capitalistico, con un ritorno alla situazione riscontrabile nei primi decenni dell’Ottocento. (more…)

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