Per qualche settimana si è andata diffondendo l’idea che la crisi finanziaria statunitense si stesse placando; ovviamente, dietro questo ottimismo di facciata c’erano e ci sono corposi interessi finanziari e comunque, nell’ultimo periodo, le cattive notizie hanno preso a scorrere di nuovo sulla rete. Prima si è trattato delle difficoltà di un’altra banca britannica dopo la Northern Rock, la B & B, poi sono arrivate quasi contemporaneamente la crisi della IndyMac Bancorp, quella di Fannie Mae e di Freddie Mec, infine il fallimento di altre due banche statunitensi, mentre si preannuncia, più in generale, un periodo di grandi difficoltà per il sistema delle banche piccole e medie del paese.
Si comincia così a parlare di una possibile ripresa dell’economia solo a partire dal 2010, se tutto va bene. E veniamo alla crisi delle due società gemelle.
Fannie Mae è stata creata nel 1938, in pieno New Deal, con il nome di Home-Owners Loan Corporation ed ha a suo tempo constituito, insieme alla creazione della Security and Exchange Commission, al varo del Glass Steagall Act e a quello del Social Security Act, una delle leve fondamentali di un vasto progetto roosveltiano di riforma della società statunitense e di creazione di una nuova finanza che servisse l’economia invece di dominarla.
Nata come un’agenzia federale, Fannie Mae è stata poi trasformata nel 1968 in società privata quotata sul mercato, mantenendo peraltro sempre una (more…)












