promozione della finanza solidale

Archivio July, 2008

30 Jul redazione

La crisi si approfondisce: il caso di Freddie Mac e Fannie Mae

fred1.jpgPer qualche settimana si è andata diffondendo l’idea che la crisi finanziaria statunitense si stesse placando; ovviamente, dietro questo ottimismo di facciata c’erano e ci sono corposi interessi finanziari e comunque, nell’ultimo periodo, le cattive notizie hanno preso a scorrere di nuovo sulla rete. Prima si è trattato delle difficoltà di un’altra banca britannica dopo la Northern Rock, la B & B, poi sono arrivate quasi contemporaneamente la crisi della IndyMac Bancorp, quella di Fannie Mae e di Freddie Mec, infine  il fallimento di altre due banche statunitensi, mentre si preannuncia, più in generale, un periodo di grandi difficoltà per il sistema delle banche piccole e medie del paese.

Si comincia così a parlare di una possibile ripresa dell’economia solo a partire dal 2010, se tutto va bene. E veniamo alla crisi delle due società gemelle.
Fannie Mae è stata creata nel 1938, in pieno New Deal, con il nome di Home-Owners Loan Corporation ed ha a suo tempo constituito, insieme alla creazione della Security and Exchange Commission, al varo del Glass Steagall Act e a quello del Social Security Act, una delle leve fondamentali di un vasto progetto roosveltiano di riforma della società statunitense e  di creazione di una nuova finanza che servisse l’economia invece di dominarla.
Nata come un’agenzia federale
, Fannie Mae è stata poi trasformata nel 1968 in società privata quotata sul mercato, mantenendo peraltro sempre una (more…)

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28 Jul redazione

Un vegetariano in un negozio con l’insegna macelleria

macelleria.jpgScrive Paolo Trezzi:

Cara finansol.it,
è molto positivo che la Fondazione Cariplo abbia individuato ed assegnato ad Etica sgr il compito di advisor per la valutazione sociale ed ambientale dei propri attivi finanziari. Questa scelta riconosce la visibilità di Etica Sgr ed evidentemente anche le professionalità. Non è un lavoro semplice, infatti, analizzare e valutare gli ampi e decisamente consistenti investimenti – 9 miliardi di euro quasi tutti tramite il Lussemburgo – della prima Fondazione in Italia e tra le primissime nel mondo.

E’ molto negativo che Etica Sgr, essendo parte fondamentale del gruppo Banca popolare Etica, abbia accettato di svolgere il compito di advisor per la valutazione sociale ed ambientale degli investimenti della Fondazione Cariplo. Perché – siamo realisti, anche basandoci sul comunicato dell’accordo – è solo marketing.

Per la Fondazione certamente; è infatti facile notare che dopo l’analisi di Etica Sgr, “la Fondazione Cariplo non avrà vincoli (obblighi) nel dismettere i titoli segnalati come non corrispondenti ad una adeguata sostenibilità sociale e/o ambientale”.  La sostanza con altre parole è “Voi Etica Sgr dite pure noi però facciamo come ci pare. Punto.
Perché credere e far credere, come afferma Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica Sgr, che l’idea di puntare sull’etica come screening per gli investimenti indica la volontà di seguire le buone prassi della responsabilità sociale di impresa (Csr) anche nella finanza è, come minimo, ingenuo. (more…)

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26 Jul lorenzo.vinci

Non c’è nulla che non sia mercato…

costumi_01879630.jpgAl di là delle facili battute, è perfettamente logico e noto che i servizi funebri siano un’attività mediamente molto redditizia e che “il mercato in questione è per definizione anti-ciclico”, com’è scritto nell’articolo di La Repubblica del 25 Luglio us , relativo all’evoluzione del settore negli U.S.A.

Anche in Italia le acque del settore (che di solito si potrebbero definire “un po’ morte”…) si stanno muovendo, almeno in alcune grandi città: se fate un giro a Torino in quest’ultimo periodo troverete i muri tappezzati di svariate “offerte” di prodotti funerari: da quelli “classici” a quelli low cost per arrivare fino alle offerte di pagamenti in “comode rate” (e spesso si tratta dell’offerta multipla della stessa ditta).

E’ vero che il mercato torinese è segnato da alcune caratteristiche precipue: alcuni anni fa una grande impresa (la Giubileo) aveva lanciato un’inedita campagna promozionale in grande stile che l’ha portata ad avere una posizione quasi  dominante sulla piazza torinese, scardinando il tradizionale settore fatto di piccole e piccolissime imprese, spesso a carattere familiare. Ma stiamo parlando della città che ha anche visto, sempre negli ultimi anni, l’esperimento di una cooperativa sociale che propone i “funerali no profit”, facendo leva sia sulla trasparenza e sull’equità dei prezzi sia sull’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Non solo: già dal primo dopoguerra opera a Torino un’altra cooperativa – la Astra – legata storicamente all’area di ciò che era il P.C.I. (Partito Comunista Italiano; coi tempi che corrono, non vorremmo che qualcuno non sappia di che si parla [...]) (more…)

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25 Jul vincenzo.comito

CRITICA DELLA FINANZA: Notizie dal mondo dei fondi

stock-options.jpgLo sviluppo del settore degli investitori istituzionali è stata probabilmente la più importante novità degli ultimi trenta/quaranta anni  nel mondo della finanza.
Ai più vecchi fondi comuni di investimento, la cui origine risale all’ottocento, si sono progressivamente aggiunti i fondi pensione, a partire dal 1945, con la nascita del primo istituto di questo tipo presso la General Motors, mentre in tempi molto più recenti si sono rapidamente affermate istituzioni quali i fondi di private equity e gli hedge funds.

Sulla capacità  di questi fondi nel mobilitare i soldi degli investitori non ci sono dubbi: oggi tali istituzioni, che rispondevano a delle necessità in qualche modo presenti sui mercati,   sono al centro dei circuiti finanziari del mondo intero, spiazzando almeno in parte la presa delle banche e dei mercati.  Invece, sui risultati effettivi ottenuti in  termini di redditività degli impieghi e di sicurezza per gli investitori si possono esprimere, e sono stati espressi,  molti dubbi.
Lo abbiamo fatto anche su questo blog, in passato. Proseguendo su questa linea, oggi facciamo riferimento a due notizie sullo stesso tema, peraltro  molto differenti tra di loro.

La prima riguarda il nostro paese, la seconda gli Stati Uniti.
La prima notizia è stata ampiamente ripresa dai media nazionali e probabilmente diversi lettori l’avranno già vista, quindi ne riferiremo (more…)

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23 Jul Marco Gallicani

L’invenzione della povertà

(Giuliano Battiston su Il Manifesto del 22 Luglio us, incontra ed intervista Muhammad Yunus, banchiere utopista e pragmatico)

yunus-roma-sapienza.jpgNel 1974, di fronte alla carestia che strangolava il Bangladesh, Mohammad Yunus si convinse dell’inutilità delle teorie economiche che insegnava ai suoi studenti dell’università di Chittatong. Decise dunque di «disimparare la teoria e prendere lezione della realtà», preferendo «un pragmatismo che tenesse conto delle esigenze sociali» alle filosofie e alle teorie magniloquenti. L’esercizio praticato costantemente da allora – «tenermi aderente al suolo come un verme, invece di librarmi in volo come un uccello» – lo ha portato a rivoluzionare il modo di vivere di molti uomini e donne, in Bangladesh e non solo.

Convinto che ogni uomo sia un tesoro inesplorato di possibilità e animato dalla «certezza, solida e profonda, che, se davvero lo vogliamo, possiamo realizzare un mondo senza povertà», Mohammad Yunus ha infatti creato la Grameen Bank, con la quale mette a disposizione dei poveri dei piccoli prestiti a un tasso ragionevole, «consentendo loro di iniziare o espandere piccole attività economiche attraverso le quali possano uscire dalla povertà». Nonostante la sua iniziativa oggi coinvolga più di cinquanta paesi e gli abbia valso un premio Nobel per la pace, Mohammad Yunus non sembra essersi stancato di promuovere il diritto di ognuno a sviluppare le proprie potenzialità. Continuerà a farlo, sostiene, fino a quando «per la povertà si aprirà la via che porta al museo». Abbiamo incontrato Mohammad Yunus nei giorni scorsi a Roma, dove è venuto per presentare il suo ultimo libro, Un mondo senza povertà (Feltrinelli, pp. 237 – euro 15) e per ricevere la laurea honoris causa che gli è stata conferita dalla facoltà di Scienze Politiche della Sapienza.

Oggi il modello della Grameen Bank, che quando è nata era una entità molto piccola, è adottato in tutto il mondo. Lei una volta ha sostenuto che (more…)

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22 Jul redazione

La crisi e i pensionati

anziani.jpgUno dei più noti specialisti di management statunitensi soleva affermare molti anni fa (ma forse le sue dichiarazioni non erano troppo originali): “non credete ai politici; i politici mentono”, dopo di che egli dichiarava però di essere riuscito a calcolare il “fattore di menzogna” (lie factor) di ogni governo ed aveva preparato in proposito una lunga tabella in cui riportava una valutazione quantitativa per tutti i principali paesi del mondo.
Per quanto riguardava gli Stati Uniti, egli aveva stimato che tale fattore fosse pari al 20%, per cui, egli affermava, se Reagan (allora presidente del paese) vi dice che l’inflazione è al 5%, voi non gli credete, ma applicando il fattore menzogna, siete in grado di determinare che quella vera si colloca invece intorno al 6%.

Da allora ad oggi le cose non sembrano essere molto cambiate e semmai un episodio legato alla crisi finanziaria attuale ci induce a ritenere che nel frattempo il fattore menzogna degli Stati Uniti si sia molto ampliato (sospettiamo che quello del nostro paese è stato sempre comunque più alto e che la situazione non sia migliorata di recente; non ricordiamo comunque, purtroppo, quale fosse il fattore di menzogna allora stimato dallo specialista per quanto riguarda l’Italia).
Negli Stati Uniti  la crescita degli esborsi per le pensioni, in relazione anche al fatto che stanno ormai andando in quiescenza  i baby-boomer di diversi decenni fa, ha portato diversi politici a dichiarare che la crescita del numero delle quiescenze sta deteriorando i conti pubblici del paese, per cui bisognerà arrivare a ridurre al più presto le prestazioni. In realtà, dietro queste affermazioni, si nasconde una vera e propria truffa pubblica gigantesca. (more…)

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19 Jul redazione

Derivati. Il rischio si sposta sulle famiglie

La buona notizia è che – tra settembre e 1.jpgdicembre 2007 – si è ridotto del 6% l’ammontare delle perdite potenziali sui contratti in strumenti derivati in Italia.

Quella cattiva è che questa riduzione è a tutto vantaggio delle società finanziarie (è la retromarcia del sistema), che la riducono del 18%, delle imprese (-5%) e – per fortuna – della pubblica amministrazione (-3%), mentre chi oggi rischia grosso sono le famiglie (+25%). Se la variazione è grande, il valore assoluto dell’esposizione resta piccolo (in termini relativi): se oggi si chiudessero tutte le posizioni in derivati, le famiglie italiane perderebbero circa 204 milioni di euro, “poca” cosa rispetto ai 31 miliardi del sistema italiano complessivo.

Ancora una volta i mercati finanziari mostrano tutte le loro rigidità e asimmetrie informative a scapito dei più deboli. Infatti, mentre imprese ed enti pubblici stanno via via riorganizzando la gestione del proprio portafoglio per ridurre il peso potenziale dei derivati, le famiglie – tra inconsapevolezza e scarso potere contrattuale - restano le più fragili e inermi.

I dati riportati sono tratti da Plus-IlSole24Ore del 19 luglio 2008.

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