promozione della finanza solidale

Archivio October, 2008

31 Oct Condor Joe

Stop alla finanza creativa degli enti locali?

Secondo la Corte dei Conti è incostituzionale (in riferimento all’art. 1este_24163118_31240.jpg19 della nostra Carta) il comportamento degli enti locali che non iscrivono in bilancio le perdi- te derivanti dagli strumenti finanziari derivati.

La Corte dei Conti ha precisato che non vale – ed evitare la irregolarità contabile – richiamare la circolare 6301/2007 del Ministero della Economia (Governo Prodi, si badi bene), secondo cui “i derivati non costituiscono indebi- tamento”.
Invece, le perdite da derivati relative al “mark-to-market” devono essere iscritte nei bilanci pubblici al Titolo I, intervento 8, in qualità di spesa corrente di natura straordinaria. Se ciò non viene fatto, l’ente in sostanza finanzia una spesa corrente attraverso una forma di indebi- tamento indiretto, in violazione dell’art. 119 della nostra Costituzione.

Vero che ormai è quasi carta straccia, ma almeno della Costituzione avranno timore gli spericolari finanzieri che giocano negli enti pubblici con i soldi altrui (cioè quelli dei cittadini)?

E’ ancora attiva la campagna per la trasparenza nell’uso dei derivati.

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30 Oct vincenzo.comito

F come futures

f.gifForeclosure Significa nella sostanza “chiudere fuori” e con l’espressione si fa riferimento al caso in cui si interrompe un’operazione di  finanziamento immobiliare con ipoteca, chiudendo “fuori di casa” il contraente,  perchè egli non ha pagato le rate relative al finanziamento stesso e il bene entra dunque in possesso dell’istituto finanziatore

Hedge funds Fondi di investimento non quotati in borsa, a vocazione altamente speculativa. Un hedge fund utilizza di solito meccanismi quali un leverage (cfr. voce dedicata) elevato, per mobilitare un volume di capitali molto maggiore di quelli messi in gioco dagli investitori del fondo, nonché il mercato dei derivati. I suoi risultati sono, almeno in teoria, scollegati da quelli dei mercati delle azioni e delle obbligazioni e le società di hedge funds diffondono l’idea che attraverso le loro attività si può guadagnare molto di più che con i normali fondi di investimento. La chiusura forzata di due hedge funds controllati dalla banca di investimento Bear Stearns è stato, nel giugno del 2007,  il primo atto della crisi del sub-prime. Nel 2008 una parte molto consistente del comparto è entrata in crisi e i rendimenti si sono fortemente degradati

FED (Federal Reserve) E’ nella sostanza la banca centrale degli Stati Uniti. Attualmente il governatore della riserva federale è B. Bernanke, mentre (more…)

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29 Oct redazione

Banca furbetti

da L’Espresso del 23 ottobre 2008 (di Francesco Bonazzi)

barclays-furbetti.jpg«Tra di loro, gli gnomi della finanza londinese lo chiamano “trading fiscale”, ovvero vendita di derivati con un solo scopo: permettere al cliente di risparmiare una montagna di soldi sulle tasse. Ma le banche italiane che negli ultimi anni si sono rimpinzate di questi contratti non userebbero mai una definizione così spiccia. Sarebbe come ammettere che hanno volontariamente sottratto al fisco centinaia di milioni, sfruttando i trattati bilaterali che vietano la doppia imposizione.
Un giochetto che, secondo quanto ci risulta [...], avrebbe permesso ad alcuni tra i maggiori istituti di credito di casa nostra risparmi fiscali per non meno di 3 miliardi e mezzo di euro negli ultimi cinque anni. Una cifra che forse meriterebbe una qualche riflessione in tempi nei quali lo Stato corre a garantire le banche con i soldi dei contribuenti.

Il marchingegno che sta alla base di questi profitti, se fosse stato sottoposto a un parere dell’Agenzia delle entrate, sarebbe stato probabilmente vietato. Come ha fatto quest’estate il fisco Usa, dopo che una commis- sione d’inchiesta del Senato ha svelato i segreti del trading fiscale. Le autorità statunitensi su questi contratti hanno intimato lo stop ai loro banchieri, arrivando perfino a minacciare la galera. Saranno stati un po’ brutali, gli sceriffi del fisco americano (more…)

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28 Oct vincenzo.comito

E come Euribor

e.gifEcofin Organismo dell’Unione Europea costituito dai 27 ministri dell’economia e delle finanze dell’Unione; esso ha avuto un ruolo di qualche rilievo nei provvedimenti che hanno cercato di bloccare la crisi finanziaria.

Euribor  Tasso di riferimento del mercato interbancario, mercato sul quale le banche, per far fronte a momentanei scompensi di cassa, possono ottenere prestiti da altri istituti di credito. In relazione alla crisi finanziaria, tale tasso ha raggiunto livelli elevati; i tassi si differenziano comunque, in generale, a seconda della durata del prestito (di solito, da una settimana a dodici mesi). L’euribor è molto importante anche per i privati, perché, tra l’altro, viene di frequente utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile.

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28 Oct Marco Gallicani

Stasera a Lodi, per capire chi paga

dollaro-stropicciato.jpgIl Coordinamento dei Soci di Banca Etica di Lodi e il Punto informativo di Finanza Etica – in collaborazione con molte associazioni territoriali e con il patrocinio del Comune di Lodi – organizzano stasera un incontro dal titolo CRISI FINANZIARIA: chi paga? Quanto paga?

L’esigenza di conoscere e capire di più della profonda crisi finanziaria in atto nel mondo occidentale, è ulteriormente accresciuta dal senso di instabilità che questo territorio ha subito e sta ancora subendo come conseguenza di un uso spregiudicato del sistema creditizio, tanto da averne un rilievo penale.
Chi guadagna e chi perde nel “Risiko” finanziario in cui i Governi di mezzo mondo si stanno tuffando?
Quali sono gli strumenti che ha il cittadino-risparmiatore ed il cittadino-investitore per operare in modo corretto?
Queste sono alcune delle domande a cui si cercherà di dare risposte con l’aiuto del dr. Daniele del Maestro , consulente e specialista di prodotti derivati e con il Prof. Ercole Ongaro membro del Comitato Etico di Banca Etica. L’appuntamento è per le 21 presso la Casa della Gioventù di v.le Rimembranze 10, a Lodi.

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27 Oct paolo.macina

Il giardino è il mezzo …

guerrilla-gardening.jpgQuesto articolo vuole essere un omaggio alla genialità di Carlin Petrini e alla rassegna Terra Madre di Torino, ed una risposta indiretta alla recente tempesta finanziaria dei mercati.
Quale può essere un semplice impegno che ognuno di noi può prendere per migliorare la nostra alimentazione, in questi tempi dove le mozzarelle sono alla diossina, il vino torna ad essere al metanolo e frutta e verdura contengono sostanze tossiche a profusione? Quella degli orti urbani.

Il fenomeno non è una novità recente, e può dare anche un certo grado di soddisfazione personale. I primi esperimenti dentro le grandi città che si espandevano grazie all’industrializzazione sono riportati dalle cronache dei giornali di Lipsia, in Germania, nella seconda metà del XIX secolo. Il fenomeno assunse dimensioni ragguardevoli alla fine dell’Ottocento grazie all’opera di un deputato, professore e uomo di chiesa: Monsignor Jules Lemire nel 1896 fondò la Fédération Nationale des Jardins Familiaux il cui intento non era unicamente materiale, ma anche morale: coltivare l’orto era una risorsa economica ed alimentare, ma anche un modo sano e retto di passare il proprio tempo libero in compagnia della propria famiglia, a contatto con la natura e al riparo della tentazione dell’ alcolismo, allora molto diffuso. La filosofia del jardin ouvrier è sintetizzata nel famoso motto dello stesso Lemire: “Il giardino è il mezzo, la famiglia è lo scopo”.

In Italia una delle esperienze più interessanti è quella messa in pratica dal Comune di Torino che, nel corso degli anni ‘70, raggiunse una dimensione di oltre due milioni di metri quadrati (pdf). La loro maggiore concentrazione è lungo gli argini dei corsi d’acqua cittadini: la Stura, la Dora, il Sangone e il Po, zone (more…)

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24 Oct vincenzo.comito

D come derivati

d.gifDeleveraging  Uno dei problemi delle istituzioni finanziarie oggi è quella di un troppo elevato livello di indebitamento (in inglese  si parla di leverage elevato). Da questo ha origine l’esigenza di un deleveraging, cioè di una riduzione del suo livello. Un’operazione di questo genere si può fare, nella sostanza, o aumentando il capitale sociale o riducendo il livello dei prestiti alla clientela. La prima operazione appare difficile perchè mancano i soldi, l’altra comporterebbe gravi difficoltà per l’economia reale. Non resta che l’intervento pubblico, che appare in effetti in atto.

Derivati (derivatives ) Come dice il suo nome, un prodotto derivato deriva da un prodotto classico soggiacente. Può essere una valuta, un tasso di interesse, un’azione, un’obbligazione, un credito, una materia prima. Le principali sottocategorie di questa famiglia di prodotti fa riferimento a opzioni (cfr. voce dedicata), swaps (cfr. voce dedicata), futures (cfr. voce dedicata). e alle loro combinazioni, tutte legate ad un attivo: avremo così un’opzione su azioni, uno swap sui tassi di interesse o sulle valute, un future sul petrolio. Attraverso tali strumenti si può annullare o ridurre il rischio di una qualche operazione finanziaria pagando in genere un premio relativamente modesto. La crisi è stata proprio innescata, tra l’altro, dal fatto che gli operatori del mercato hanno molto spesso sottovalutato il rischio di tali operazioni, accollandoselo a cuor leggero, attirati dal miraggio di guadagni importanti.

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