promozione della finanza solidale

Archivio December, 2008

31 Dec vincenzo.comito

Le pensioni ai tempi della crisi

pensioni.jpgUna delle conseguenze più dolorose portate dalla crisi finanziaria in atto è quella relativa al pesante andamento dei risultati dei fondi pensione; i giornali – in particolare quelli anglosassoni, ma non solo – negli ultimi mesi sono pieni di storie in proposito.

Dal gennaio alle prime settimane del dicembre 2008, come ci informa il Financial Times del 15 dicembre 2008, i fondi pensione a livello mondiale hanno perso più di 3.000 miliardi di euro, con la minaccia di ulteriori gravi perdite, in particolare per quanto riguarda quelli statunitensi ed inglesi, che sono quelli che hanno accumulato i problemi maggiori.
A proposito dell’isola britannica, il deficit dei fondi del paese era ormai pari a 155 miliardi di sterline alla fine di novembre sempre del 2008.

Come è noto, in media ben l’80% delle risorse dei fondi pensione a contribuzione definita-  che riguardano 4 milioni di persone – è collocato in borsa.  Molti tra tali fondi – dice Le Monde del 29 Novembre – presentano poi passività superiori come importo allo stesso  capitale netto delle imprese di riferimento. Molte di tali imprese non hanno in questo momento né la volontà né i mezzi per incrementare i versamenti e ripianare i deficit (come sarebbe necessario) fiduciose anche che alla fine, se le cose andranno male, pagherà lo stato attraverso il “Pension Protection Fund”. Ma questo non è sempre vero sino in fondo.

Sempre in Gran Bretagna il recente fallimento della catena di grandi magazzini Woolworth ha messo in luce il fatto che migliaia di lavoratori (more…)

30 Dec redazione

Tempo di bilanci e di oroscopi

slide_6.jpgIl settimanale Business Week, nella sua edizione del 24 dicembre, provando a fare dei bilanci elenca quelle che considera la peggiori previsioni economiche e finanziarie per l’anno ormai trascorso. Con rammarico segnaliamo che il settimanale non si è occupato del caso italiano, che pure presenterebbe diversi spunti di grande interesse in proposito.

Cominciamo, come è doveroso, dal presidente degli Stati Uniti G. W. Bush che, in una dichiarazione del 14 marzo, affermava: “il mercato si sta ormai correggendo da solo”. Stiamo ancora aspettando.

L’11 dello stesso mese, Jim Cramer, un commentatore del canale televisivo CNBC (specializzato in finanza), così si esprimeva a sua volta: “ No! No! No! Bear Stearns non ha problemi”. Cinque giorni dopo, la JPMorgan Chase – spinta anche dal governo – si affrettava a acquistare la banca, azzerando il capitale degli azionisti.

Il 27, sempre dello stesso mese di marzo, R. Band, editore di una newsletter finanziaria, dichiarava: “Si sta preparando una grande e durevole ripresa della borsa. Può darsi che siano necessari ancora un paio di giorni per vederla…mantenete la fede!”. Chissà quante persone hanno perso invece la fede nelle sue analisi.

Non possiamo peraltro trascurare di citare B. Bernanke, il potentissimo capo della riserva federale statunitense, che ha fatto una dichiarazione (more…)

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29 Dec paolo.macina

La Sinagoga della 5° Avenue

5th-avenue-sinagogue.jpgAlla fine quindi anche la comunità ebraica ha avuto il suo Michele Sindona. Bernard Madoff, che nei giorni scorsi è salito alla ribalta delle cronache mondiali per avere dilapidato circa 50 miliardi di dollari con la più semplice delle truffe, quella chiamata “delle piramidi”, aveva convinto gran parte dell’ebraismo finanziario americano e mondiale a consegnare alle sue società i risparmi degli stessi garantendo, in qualunque condizione di mercato, utili non inferiori all’8 per cento.

Chiunque con un minimo di coscienza si sarebbe chiesto in quali affari l’intraprendente finanziere avrebbe investito per ottenere tali rendimenti, assolutamente fuori mercato; ma il detto latino “pecunia non olet” deve avere una sicura traduzione in yiddish. Così, ben due miliardi di dollari, affidati a Madoff da prestigiose associazioni ebraiche ed illustri imprenditori privati, si sono volatilizzati, e lo spregiudicato finanziere sconta ora gli arresti domiciliari nel suo lussuoso appartamento di Manhattan, dopo aver pagato una cauzione da 10 milioni di dollari.

Se vogliamo continuare il parallelo con le cronache italiane degli anni ’80, il Marcinkus con la kippa si chiama invece Ezra Merkin, ed è presidente della sinagoga più esclusiva degli Stati Uniti, quella che sta al 62° della famosa Fifth Avenue di New York, nell’Upper East Side. E’ stato lui, secondo la ricostruzione del quotidiano statunitense Huffington Post, a presentare l’israelita Madoff ai membri della comunità, i cui patrimoni assieme valgono (more…)

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24 Dec Dario Carrera

Coca Cola: è che piace da morire…

bad_santa.jpgImpossibile sfuggire a Coca-Cola
Coca-Cola, fondata nel 1886 da John Pemberton, ha un catalogo di quasi 400 marchi ed è presente in 200 paesi. Il fatturato 2004 di 21,962 miliardi di dollari ne fa l’azienda leader mondiale nelle bevande gasate, con oltre il 50% del mercato mondiale, insieme alla rivale PepsiCo che ne detiene il 22% (Nosari, A., “Coca-Cola, l’utile 2005 crescerà a doppia cifra”, Il Sole 24 Ore – PLUS, 19 Giugno 2005).

“Ognuno di noi, nella famiglia Coca-Cola, si sveglia ogni giorno sapendo che ciascuno dei 5,6 miliardi di individui presenti sul pianeta avrà sete quel giorno. Se rendiamo impossibile per questi 5,6 miliardi di persone sfuggire a Coca-Cola, allora assicuriamo il nostro successo futuro per molti anni a venire” (1)

Nel 2004 la Coca-Cola Company ha impiegato circa 49.000 lavoratori in tutto il mondo.

The Coca-Cola Company
- NORD AMERICA:
30,4% del fatturato annuale della Coca-Cola nel mondo. I prodotti Coca Cola sono venduti in America dal 1886. (more…)

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23 Dec redazione

Il mondo all’incontrario

mag.bmpA Roma, da qualche anno, c’è una cooperativa che vorrebbe essere una Mag. Nata dentro l’incubatore InVerso, Mag Roma si propone di promuovere la finanza autogestita e solidale come pratica di giustizia economica e sociale, la qua- lità della vita e del lavoro, nelle forme della cooperazione, dell’autogestione e dell’associazionismo dal basso.

In pratica si propone di fare finanza etica, ma non avendo ancora raccolto il capitale sociale necessario per le autoriz- zazioni di Banca d’Italia per ora si limita a suggerire a Mag6 Reggio Emilia quali sono i finanziamenti più rilevanti sul ter- ritorio, dopo aver svolto le istruttorie.

Non avendo grandi sostenitori alle spalle persegue il testardo obiettivo con il contributo dei piccoli risparmiatori. Di Mag Roma si diventa soci scrivendo o chiamando in sede.

Se volete sapere cosa fanno potete guardare i due video che hanno prodotto. Li trovate qui e qui

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22 Dec vincenzo.comito

Helicopter money

piccola nota sull’idea di distribuire il denaro facendolo cadere giù dall’elicottero (non ridete, si tratta di una cosa considerata ormai come molto seria)

g-helicopter-big.jpgIn queste settimane la crisi sembra mordere sempre di più, sia sul terreno finanziario che su quello dell’economia “rea- le”. Un’aria di sfiducia si va diffondendo tra gli stessi esperti e gli operatori. Si discute quindi di ulteriori misure che si po- trebbero prendere per farvi fronte.

Partiamo dal fatto che, sul fronte finanziario, si sono già abbassati al massimo da parte della Fed i tassi di interesse, che negli Stati Uniti sono ormai prossimi allo zero; che lo stesso hanno fatto o stanno facendo le altre banche centrali del pianeta. Sempre la banca centrale statunitense ha anche cominciato a prestare soldi non solo agli istituti tradizionali, ma anche ad altri tipi di strutture finanziarie, sino a fornire denaro direttamente alle imprese; si è, tra l’altro, aumentato così di circa tre volte in pochi mesi l’ammontare dei prestiti concessi dalla Fed, mentre  inoltre essa sta accettando, a ga- ranzia dei crediti, invece che i tradizionali buoni del Tesoro, titoli sempre più rischiosi, sino ai famigerati cdo.

Ma l’economia e la finanza, mentre anche tutti aspettano i piani di Obama, continuano a non mostrare grandi segni di vita. Tra l’altro, i consumi, oltre che gli investimenti, languono e così qualcuno ha riesumato, tra le possibili azioni che an- cora si potrebbe cercare di attivare a livello monetario per riavviare l’economia, l’arma assoluta a disposizione delle  ban- che centrali,  l’idea cioè dell’”helicopter drop of money”, ovvero dei soldi buttati dall’elicottero sulle folle.

Si tratta di una vecchia idea già messa in campo dal padre del neoliberismo e della scuola monetarista, Milton Friedmann, alcuni decenni fa, ripresa poi in uno studio teorico in un  bollettino della Banca d’Inghilterra nel 2003 e della quale si dibat- te ormai con una certa vivacità in quest’ultimo periodo sulla stampa finanziaria,  ad esempio con particolare insistenza sul Financial Times.
I commenti ad un’eventuale mossa di questo genere vanno dalla ripulsa per un’ipotesi che può apparire repellente o scandalosa, sino a dire che pur di non concedere aumenti salariali i padroni sono disponibili a dare i soldi a chi capita, o sino anche a chiedersi se una mossa di questo genere sia (more…)

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19 Dec Marco Gallicani

Avere trentanni

ca_verde.jpgMag Verona è stata la prima.
A Verona nel 1978 alcuni uomini e donne che credevano fermamente nell’economia di solidarietà e nelle nuove forme del lavoro autogestito, s’inventarono una rivoluzione silenziosa, di quelle che sarebbero piaciute a Bruno Munari. Una mutua che si occu- passe di denaro.

Dopo il primo esperimento su Ca’ Verde, Mag ha cominciato a raccogliere risparmi tra soci per dare vita a progetti di nuova cooperazione. cop_etico.jpgNell’82 nasce Mag Servizi – altra intuizione di cui siamo debitori ai veronesi – un centro di supporto agli associati per avviare nuove imprese sociali (considerate il termine alla luce del fatto che nell’82 Sacconi era molto lontano dalla poltrona in cui siede…) ed accompagnarle nella loro crescita culturale, economica, imprenditiva e am- ministrativa.

«All’origine di Mag c’è la scelta di valorizzare e trasformare in eredità consapevole le risorse del territorio, anche quelle più nascoste come i  sa- peri pratici della vita domestica o quelli della civiltà contadina. Donne e uomini danno continuità oggi ad un’economia sociale che punta sulla  forza della differenza, la cura della vita e dell’ambiente, l’assunzione in prima persona dei conflitti, l’accoglienza di persone migranti o svantag- giate, offrendo loro la possibilità di scambiare qualità e competenze originali. Un’economia che, nel promuovere percorsi di responsabilità e imprenditività, mette in movimento desideri, fa circolare non solo merci, servizi e denaro, ma  beni di natura simbolica come la fiducia, il senso di sicurezza, la capacità di arrischiarsi, la voglia di lavorare bene».

Domenica 21 dicembre Mag Verona festeggerà i suoi trentanni al Centro Marani di Borgo Trento, in via Camillo de Lellis 2/4.  Qui c’è il pdf dell’iniziativa.

(La storia delle mag italiane, del movimento della finanza etica e dei suoi più aggiornati strumenti di sviluppo potete trovarla sul “Manuale del Risparmiatore Etico e Solidale”, pubblicato da altreconomia edizioni. Magari non lo avete ancora letto…)

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