promozione della finanza solidale

Archivio June, 2009

29 Jun vincenzo.comito

The Good Club

billmelindaAbbiamo dato più di una volta in passato informazioni sulle attività filantropiche di personaggi quali Bill Gates e Warren Buffet; si tratta forse degli uomini più ricchi del mondo, insieme al messicano Carlos Slimma che hanno deciso di donare gran parte delle loro ricchezze per cause nobili. In particolare il primo ha a suo tempo varato – insieme alla moglie Melinda – quella che è di gran lunga la più importante organizzazione filantropica del mondo, la Melinda & Bill Gates Foundation che gestisce oggi all’incirca 30 miliardi di dollari.

Lo stesso W. Buffett, trascinato dal loro esempio – e non è il solo ad esserne stato ispirato – ha donato alla stessa fondazione una parte molto importante della sua ricchezza. Uno dei progetti dell’organizzazione, l’Alleanza Globale per i Vaccini e l’Immunizzazione, ha evitato secondo le stime della stessa Organizzazione Mondiale per la Sanità, la morte di 3-4 milioni di persone in otto anni.
Occupandosi di tali nobili obiettivi i due personaggi seguono in qualche modo una vecchia tradizione americana, a suo tempo coltivata da personaggi quali Andrew Carnegie, che aveva sviluppato una grande fortuna nel settore siderurgico alla fine del XIX secolo,  John Rockfeller, che si era a suo tempo enormemente arricchito con il petrolio, o da altri robber barron più o meno della stessa epoca. Ma mentre diversi tra i grandi ricchi di circa un secolo fa  erano riusciti a farsi strada in maniera molto poco ortodossa, con la forza, con l’imbroglio, la corruzione, i personaggi come i due sopra citati possono essere accusati di colpe tutto sommato più ridotte (come la lunga procedura degli scorsi anni della Commissione Europea contro la Microsoft per pratiche monopolistiche).

Gates e Buffett sono tra i membri fondatori di un club molto esclusivo – chiamato il Good Clubche si è riunito da poco per la prima volta e in segreto a New York. Per far parte dell’organizzazione  bisogna essere molto, molto ricchi e svolgere attività filantropiche molto (more…)

26 Jun Gianfranco Visconti

La battaglia perduta contro il ritardo dei pagamenti

albertone-tribunaleNello scorso mese di Febbraio la Commissione Europea e la CGIA di Mestre hanno riportato l’attenzione sul problema, che sembrava sparito da anni dall’attenzione dei media, dei ritardi di pagamento nei rapporti commerciali fra le micro, piccole e medie imprese (le cosiddette PMI, individuate dalla Raccomandazione CE n° 361 del 2003) e le aziende di dimensioni maggiori. Per ritardo di pagamento si intende il lasso di tempo che intercorre fra la data di scadenza della dilazione di pagamento contrattualmente stabilita e quella dell’effettivo pagamento di quanto dovuto.

In realtà il fenomeno riguarda anche i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni alle imprese (non solo alle PMI: le stime di questi crediti verso la PA variano da 40 a 60 miliardi Euro, di cui da 25 a 33 solo verso la sanità pubblica. L’ampiezza delle stime è un indice anche della scarsa capacità di tenere sotto controllo i centri di spesa pubblica nel nostro paese), ma, data la sua complessità, di esso ci occuperemo solo nei tratti essenziali in questo articolo che analizza soprattutto i tempi di pagamento nei rapporti contrattuali fra le imprese. Ovviamente, non è un caso che il problema dei ritardi di pagamento si ripresenti drammaticamente in un periodo di recessione economica, dato che questa spinge le imprese con maggior potere contrattuale (ma anche le Pubbliche Amministrazioni) a migliorare la propria posizione finanziaria attraverso l’allungamento dei tempi di pagamento. Questa strategia si ripercuote sull’equilibrio economico – finanziario delle PMI creditrici e sulla loro capacità competitiva, determinandone, alle volte, anche la chiusura od il fallimento.

La Commissione Europea ha stimato i costi annui dei ritardi di pagamento (per gli interessi attivi non incassati) a 10,8 miliardi di Euro nel 2007, di cui poco più (more…)

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24 Jun Paolo Trezzi

Il topo conosce le abitudini degli altri topi

abruzzoE allora eccola pronta una cascata di giochi, una rivoluzione per attingere denaro dove la programmazione, le tasse, l’occhio oculato del buon padre di famiglia  e le promesse non arrivano, ma le mani si. L’articolo 12 del dl 39/2009 - conosciuto come Dl Abruzzo e appena approvato – è quello specificatamente inerente il comparto dei giochi pubblici che dovranno contribuire con finanziamenti per almeno 500 milioni di euro l’anno appunto alla ricostruzione.

Una rivoluzione. Lotto e lotterie, potranno avere più estrazioni giornaliere. E’ già partita a tambur battente per questo la pubblicità “10eLotto”. E’ bene ricordare che un’anteprima di questo restiling pro Abruzzo era già iniziato a metà maggio con un mezzo flop motivato, sembra dall’ostracismo delle ricevitorie che per il Gratta Quiz, il grattaEvinci da 3€ proprio specificatamente indirizzato a finanziare la ricostruzione, perché si sono viste ridurre (6 centesimi circa) il margine che spetta loro come venditori di questo particolare tagliando “sociale”. Ma cambia anche il Totip che viene sostituito – ad inizio luglio – dal nuovo gioco V7. Nonché l’automatismo e il concentramento delle estrazioni del Lotto in 3 sole città per tutte le ruote (Roma, Milano e Napoli). Siccome il Dl prevede che tutti i provvedimenti contenuti in quest’articolo generi e garantisca almeno i 500 milioni anni pro Abruzzo sono presumibili, seppur non certe, aggiunte (more…)

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22 Jun redazione

Trekking solidale

gran_sassoBoscaglia – celebre organizzazione che si occupa di promozione dei viaggi a piedi -  insieme a Terre di Mezzo ha pensato che in questo momento c’è bisogno di portare testimonianze in Abruzzo.

E quindi ha pensato di trasformare il viaggio a piedi “Gran Sasso, il piccolo Tibet” (dal 4 all’11 luglio) in un trekking solidale: «[...] alcuni paesi attraversati da questo viaggio sono stati colpiti dal terremoto, e il viaggio acquista quest’anno il valore della testimonianza. Crediamo infatti che visitare le aree terremotate non sia un atto di mancanza di rispetto o di mancanza di sensibilità, ma sia al contrario un’opportunità per testimoniare quello che effettivamente succede, mentre la televisione dice che va tutto bene. Proprio per questo abbiamo organizzato per l’ultimo giorno una visita al campo tende di Fossa, vicino all’Aquila, per incontrare alcuni ragazzi che lì vivono e, se possibile, anche qualche piccolo produttore che è in difficoltà,con la speranza che da questo incontro nasca qualche progetto di sostegno solidale, coinvolgendo per esempio i gruppi d’acquisto solidali della vostra provincia d’origine. »

Potete certo saperne di più leggendo le informazioni sul sito de La Boscaglia

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18 Jun vincenzo.comito

La crisi del modello del valore azionario

Pubblichiamo una versione ridotta e adattata dell’intervento che Vincenzo (il prof. Comito) ha scritto per Sviluppo ed Organizzazione, la rivista del Centro di Ricerca sull’Organizzazione ed il Management dell’Università Bocconi, in distribuzione dal Settembre 2009. Lo alleghiamo anche in pdf (al solito, in copyleft) perchè lo possiate anche stampare.

the-newyorker1.Premessa La crisi in atto nell’economia e nella finanza ha fatto cadere in desuetudine molte  delle idee ricevute. In generale ha visto la messa in soffitta – almeno sul piano concettuale – del modello neoliberista che era diventato progressivamente, a partire dai primi anni ottanta,  il principio guida dell’economia dopo le difficoltà del precedente dominante modello fordista-keynesiano. Si era così assistito al trionfo politico della Tatchter in Gran Bretagna e di Reagan negli Stati Uniti, nonché al prevalere  delle idee della scuola liberista-monetarista, associata in particolare al pensiero di  Milton Friedman. La crisi non ha mancato peraltro di manifestarsi anche a livello microeconomico.

Sul piano del management delle imprese la visione sopra citata si traduceva nel cosiddetto modello del valore azionario, progressivamente costruito intorno alla centralità del mercato finanziario e alla sua funzione di guida sostanziale del sistema industriale. Il modello, adottato da tempo dalla gran parte delle imprese in giro per il mondo affermava che le aziende dovevano essere gestite con l’unico obiettivo di massimizzare la ricchezza degli azionisti e quindi il valore delle stesse imprese sul mercato azionario.

2. La crisi  del concetto L’ex-general manager della General Electric John Welch era  considerato il più grande dirigente industriale della sua epoca, ma anche  il più determinato assertore  dell’idea della creazione del valore azionario, che aveva cercato di tradurre nella politica aziendale di tutti i giorni.  Quale non è stata così la sorpresa di molti nell’apprendere alcuni mesi fa dai giornali che egli si dichiarava ormai convinto che quella del valore azionario “ è la più stupida idea del mondo…esso è un risultato, non una strategia…i vostri punti di riferimento devono essere il vostro personale, i clienti, i prodotti”. Il manager ormai in pensione sottolineava in particolare come la misura del valore azionario spingesse le imprese in direzione di (more…)

17 Jun Marco Gallicani

La crisi dell’economia e della democrazia, viste da sinistra

logo-sinistra-unita-plurale«Siamo tra coloro che anche nel corso dell’ultimo anno, dopo la sconfitta elettorale della “sinistra arcobaleno”, e a partire dal seminario “Di chi è la politica” del 5 luglio 2008 a Firenze, hanno continuato a proporre e promuovere iniziative con l’obiettivo di ricostruire basi rinnovate per una sinistra popolare e di massa, radicata nel lavoro, nel sociale e nella società civile, di opposizione alla deriva autoritaria, per una alternativa all’attuale modello sociale, politico ed economico.

La gravissima crisi attuale ci spinge a riprendere il nostro impegno, tanto più a fronte del confermarsi della situazione in cui versa la sinistra e dell’approfondirsi delle divisioni. Lo facciamo con una prima iniziativa, subito dopo gli appuntamenti elettorali, sulla base dell’impegno, assunto a conclusione dell’Assemblea dell’ “Appello per una lista unica della sinistra alle elezioni europee” del 7 marzo scorso a Firenze, di organizzare un incontro sul tema della costruzione di politiche alternative di fronte alla crisi dell’economia e della democrazia.
Ci auguriamo che questo primo incontro possa contribuire ad aprire un percorso unitario delle voci della sinistra per ricercare proposte e iniziative che aprano spazi per un’ altra economia e per il rilancio della democrazia e dei diritti, valorizzando (more…)

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16 Jun Paolo Trezzi

Pinocchio lo aveva previsto

pinocchio«Erano giunti più che a mezza strada, quando la Volpe, fermandosi di punto in bianco, disse al burattino: Vuoi raddoppiare le tue monete d’oro?
- Cioè?
- Vuoi tu, di cinque miserabili zecchini, farne cento, mille, duemila?
- Magari! E la maniera?
- La maniera è facilissima. Invece di tornartene a casa tua, dovresti venire con noi.
- E dove mi volete condurre?
- Nel paese dei Barbagianni …
- Dunque – disse la Volpe – vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure, e tanto peggio per te!
- Tanto peggio per te! – ripeté il Gatto.
- Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dài un calcio alla fortuna.
- Alla fortuna! – ripeté il Gatto.
- I tuoi cinque zecchini, dall’oggi al domani sarebbero diventati duemila.
- Duemila! – ripeté il Gatto.
- Ma com’è mai possibile che diventino tanti? – domandò Pinocchio, restando a bocca aperta dallo stupore.
- Te lo spiego subito, disse la Volpe. Bisogna sapere che nel paese dei Barbagianni c’è un campo benedetto, chiamato da tutti il Campo dei miracoli. Tu fai in questo campo una piccola buca e ci metti dentro per esempio uno zecchino d’oro. Poi ricopri la buca con un po’ di terra: l’annaffi con due secchie d’acqua di fontana, ci getti sopra una presa di sale, e la sera te ne vai tranquillamente a letto. Intanto, durante la notte, lo zecchino germoglia e fiorisce, e la mattina dopo, di levata, ritornando nel campo, che cosa trovi? Trovi un bell’albero carico di tanti zecchini d’oro, quanti chicchi di grano può avere una bella spiga nel mese di giugno. (more…)

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