La Spagna – dopo il buio periodo franchista – ha successivamente vissuto un miracolo economico e politico molto significativo. Partito da un livello di sviluppo molto ridotto, in pochi decenni il paese è riuscito a far crescere la propria economia a ritmi molto sostenuti, tanto che meno di un paio di anni fa Zapatero ha potuto annunciare, con nostra grande sorpresa, che il reddito pro-capite del paese aveva raggiunto e persino superato quello della stessa Italia. Anche se questo risultato appare, per la verità, piuttosto controverso, comunque il fatto stesso che se ne possa parlare indica quanta strada è stata fatta nella sostanza nell’ultimo periodo.
Nel frattempo, i successi elettorali e politici del partito socialista, sia pure con qualche oscillazione nel tempo, hanno suscitato molta invidia in diversi ambienti della sinistra italiana, in particolare più recentemente con l’entrata in scena di Zapatero che – tra l’altro – è riuscito a portare avanti dei provvedimenti sul fronte delle libertà civili che nel nostro paese sarebbero impensabili.
Per molti aspetti, nell’ultimo decennio hanno suscitato grande impressione e meraviglia gli investimenti esteri delle grandi imprese e delle grandi banche del paese, che hanno indirizzato la loro rilevante espansione in misura privilegiata verso l’area dell’America Latina e verso gli altri paesi europei, senza neanche trascurare gli stessi Stati Uniti. Nel continente sudamericano, in particolare, il capitale spagnolo è diventato un protagonista di tutto rilievo della scena economica locale, mentre quello italiano, che una volta aveva una presenza di rilievo nell’area, ha perduto una parte importante delle sue posizioni.
Ma, negli ultimi mesi, le cose non sembrano più marciare come prima, tanto che qualche commentatore – come l’Economist di fine Luglio – è arrivato a parlare di progressiva “italianizzazione” del paese. Mentre sul terreno economico (more…)











