promozione della finanza solidale

Archivio November, 2009

30 Nov giulio.marcon

Di credito ed impieghi, stasera a Bologna e domani a Roma

13143Questa sera a Bologna, attorno alle 17, nei locali della Facoltà di Economia (nell’Aula 11, per la precisione) si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Antonio Andreoni e Vittorio Pelligra “Microfinanza: dare credito alle relazioni” già recensito sul blog (qui).

Dopo averne esposto i principali contenuti, Antonio e Vittorio ne parleranno con Luisa Brunori (ve la ricorderete tra i fondatori di Micro Bo… ma è anche qui), Roberto Scazzieri e Stefano Zamagni.

Qui mettiamo una breve scheda del libro.

Domani invece a Roma ci sarà la presentazione della Contro Finanziaria di Sbilanciamoci, “La nostra Manovra: 40 miliardi per uscire dalla crisi” con i decreti anticrisi di cui avremmo veramente bisogno: per i diritti, il lavoro, la solidarietà, l’ambiente.

L’appuntamento è alle 11 presso la Sala della Pace della Provincia di Roma (in via IV Novembre, a due passi da p.za Venezia). Sbilanciamoci anche quest’anno fa l’elenco di come trovare i soldi e di come spenderli in modo diverso per uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo, sostenibile e di qualità: dalla parte del lavoro, dell’ambiente, dei diritti, della pace. 40 miliardi da spendere in due anni per sostenere un’economia diversa, al servizio della società e delle perone, non degli speculatori e degli inquinatori.

Qui c’è il comunicato stampa

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27 Nov Marco Gallicani

Il valore della testimonianza

sergioUna notizia davvero breve e che inserisco appositamente il Venerdì in modo tale che rimanga ben visibile tutto il weekend. Uno dei bancari più sensibili ed intelligenti che io abbia mai conosciuto da quando lavoro nel mondo della finanza solidale è appena stato nominato Direttore Generale di Federcasse Bcc, l’organismo di coordinamento di tutte le 400 banche di credito cooperativo italiane.

Sergio è uno scout e negli scout si è formata la sua predilezione per l’armonia che risulta dalla contaminazione; ha 48 anni e succede all’amico Franco Caleffi, prematuramente scomparso a maggio.

E’ laureato in Scienze Politiche. E’ un esperto di quella comunicazione acuta (e quindi capace di essere anche provocatoria), ma mai volgare che ormai è in via di estinzione. Lavora nel Credito Cooperativo dall’86 ed è letteralmente stato l’anello di congiunzione tra il gigante bcc ed il piccolo mondo della finanza solidale, per primo intuendone il valore della testimonianza e la potenzialità del suo ruolo, accompagnando all’incontro con questa moltitudine di sensibilità il mondo del credito cooperativo, nell’intento di far recuperare all’intero sistema la capacità mutualistica e solidale originaria.

Lavorare con il mondo delle bcc, per noi della finanza etica italiana, sarà ancora più interessante, da oggi. Non più facile (Sergio è un uomo come tutti noi), ma certo piàù interessante.

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26 Nov redazione

L’interesse della macrofinanza per la sorella micro

vikram_akulaAbbiamo sempre mostrato una rilevante curiosità verso le notizie e le valutazioni relative al settore della micro finanza e del microcredito e ai suoi importanti successi. Tale area di attività, ha avuto tra l’altro un forte sviluppo nei suoi livelli produttivi e una ricca articolazione di iniziative  negli ultimi anni, mostrando una crescente visibilità  praticamente in tutto il mondo. Tra l’altro, secondo alcune stime, il livello totale dei prestiti in essere nel settore si aggira oggi, a livello globale, intorno ai 25 miliardi di dollari, cifra sicuramente non trascurabile e comunque molto superiore a quella di qualche anno fa. Inoltre, già nel 2006, circa 90 milioni di persone nel mondo avevano ottenuto prestiti da istituzioni finanziarie del settore.

Continuando in quest’opera di informazione su di un comparto che contiene al suo interno, insieme a aspetti molto positivi, anche qualche area di attività meno limpida e qualche dubbio sulla sua reale efficacia complessiva, rivolgiamo ora la nostra attenzione  ad alcuni sviluppi strettamente finanziari e recenti del fenomeno, prendendo come spunto di base due note informative apparse sul quotidiano Financial Times dell’ottobres corso.
skslogomainLa prima notizia riguarda lo sviluppo rilevante della quotazione in borsa di diverse  società operanti nel settore. Quello della micro finanza appare un business che viene ormai valutato dal mercato come a basso rischio e contemporaneamente, peraltro, dalle interessanti prospettive e così esso sembra attrarre un rilevante interesse da parte del mondo finanziario.

Sappiamo che  la prima struttura ad aprire la strada in questo senso è stata, nel 2007, la ben nota Comportamentamos, impresa messicana sulle cui attività è peraltro lecito manifestare qualche dubbio, nel senso almeno che negli ultimi anni (more…)

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25 Nov Paolo Trezzi

Una modesta proposta sull’emergenza scommesse

cart4Sono 28 milioni le persone che nel 2008 complessivamente hanno scommesso, e ben 6 milioni sono giocatori abituali, almeno una volta la settimana, e per 700.000 – una cifra pazzesca – questo è una componente irrinunciabile quotidiana.

Le giocate complessive hanno toccato lo scorso anno il 3% del Pil, – il 3 percento!!!- avendo raggiunto la cifra allarmante di oltre 47 miliardi di euro, con una crescita del 15% sul solo 2007. La facile previsione per il 2009 è di sfondare, malgrado la crisi o per la crisi stessa, i 5O miliardi e oltre. Tenendo conto della nascita di nuovi giochi, win for life per esempio, ed il rafforzamento e la diffusione dei nuovi canali di partecipazione come internet.

La raccolta nei primi dieci mesi del 2009 ha toccato infatti i 44 miliardi di euro con un incremento del 13,15% sullo stesso periodo dell’anno precedente. (fonte Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato). L’ultimo dato a disposizione, aggiornato a fine ottobre, indica che si spendono 3 euro al giorno, ogni giorno, per giocare la fortuna. In un’economia reale che va sempre più a rotoli, l’evidenza è che peggio va più si azzarda. Nei primi dieci mesi di quest’anno si sono spesi quindi 883 euro a testa, quasi 90 al mese.
Ci sono contratti della classe operaia che non riescono a spuntare nemmeno 50 euro senza pesanti scioperi. E’ sottointeso che nemmeno le vincite ribaltano questi dati. Dei soldi spesi in scommesse tornano in vincite 609.  Il disavanzo è 274 euro in 10 mesi. Lo Stato ha incamerato, finora quasi 7,5 miliardi.

Metà dei soldi sperperati, il 45,09%, sono inghiottiti dagli apparecchi, dalle new slot, seguono lotterie, superenalotto, win for life, lotto etc … (more…)

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24 Nov vincenzo.comito

Etica a frammentazione

explosive-investmentsE’ in atto da tempo nel mondo una campagna per togliere dalla circolazione le famigerate cluster bombs (bombe a frammentazione) che tanto devastanti si sono rivelate sino ad oggi  per le vite umane e in particolare per i civili indifesi. In effetti, la grande maggioranza delle persone colpite da tali ordigni lo sono mentre attendono alle loro ordinarie occupazioni quotidiane. Si prevede che milioni di persone saranno per lo meno ferite  nei prossimi anni dallo scoppio delle decine di milioni di tali bombe che sono state lanciate e non sono ancora esplose e  si trovano ancora sui terreni di molti paesi.

Tali ordigni sono stati usati di recente, tra l’altro, dalla Georgia e dalla Russia durante la, per fortuna, brevissima guerra combattuta per il possesso dell’Ossezia del Sud, nonché dagli israeliani durante la guerra in Libano di tre anni fa. Essi sono stati anche utilizzati dagli americani durante l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan. Un articolo del Guardian di fine ottobre ci aggiorna su alcuni sviluppi politici e finanziari recenti della questione. Intanto nel dicembre del 2008 ben 90 paesi si sono impegnati, con una convenzione, a bandire tale tipo di bombe a partire dal prossimo anno; ma gli Stati Uniti – tra gli altri – non hanno purtroppo sottoscritto tale  impegno. Peraltro soltanto 23 paesi avevano ratificato la convenzione, anche se molti altri si dichiaravano pronti a farlo.
Sul fronte finanziario, intanto, i fondi pensione di alcuni paesi, della Nuova Zelanda, dell’Irlanda, dell’Olanda, si sono sbarazzati delle azioni in loro possesso relative ad imprese che producono tali armi letali. Nonostante tali lodevoli sforzi, comunque sul fronte delle banche la situazione appare in generale molto meno rosea. Il commercio internazionale di tale tipo di  ordigni è, in effetti,  ancora oggi finanziato in maniera molto importante da  diverse tra le più grandi banche del mondo.

La britannica HSBC, che è pure guidata da un prete anglicano, appare in testa nella non eccitante classifica di tali istituti (more…)

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23 Nov Dario Carrera

Impoverire le mafie

Finansol.it sostiene e promuove la petizione di Libera contro la vendita dei beni confiscati ai mafiosi. Clicca qui per firmare

niente_regalidi Nerina Dirindin da La Voce.info del 16 Novembre

La settimana scorsa il Senato ha approvato un emendamento alla Finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati alle mafie. Don Ciotti ha subito lanciato un appello a tutte le forze politiche perché la proposta, “che rischia di tradursi in un ulteriore regalo alle mafie, venga abolita nel passaggio alla Camera”.

Impoverire le mafie attraverso la confisca dei loro patrimoni è una strategia che aveva già capito bene più di venti anni fa, Pio La Torre, parlamentare ucciso a Palermo nel 1982. Non a caso, la legge che introduce la confisca dei beni mafiosi porta il suo nome, insieme a quello dell’allora ministro dell’Interno, Virginio Rognoni.
Successivamente, le norme introdotte nel 1996, con la legge 109 di iniziativa popolare, sostenuta dalla raccolta di oltre un milione di firme, e nel 2007 con la Finanziaria, prevedono la destinazione a finalità istituzionali o sociali dei beni confiscati. L’utilizzo a fini sociali di tali patrimoni ha un valore rilevante e insostituibile: in primo luogo di riaffermazione dell’autorità dello Stato, che restituisce alle comunità locali i beni illecitamente sottratti dalle organizzazioni criminali. E in secondo luogo di promozione di iniziative sociali (educative, culturali, di lotta all’emarginazione, di sostegno alla legalità, eccetera) volte a ricostruire parte di quel tessuto sociale depauperato dalla criminalità.

La legge attuale prevede che i beni e le aziende dei quali sia stata accertata la proprietà da parte di soggetti appartenenti a organizzazioni mafiose vengano confiscati, cioè sottratti definitivamente ai proprietari, e possano essere destinati a finalità di carattere sociale. Ciò si realizza attraverso l’assegnazione dei beni immobili confiscati a comuni, province, regioni, associazioni di volontariato, cooperative sociali, (more…)

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20 Nov lorenzo.vinci

Finanziare la stazione del sole

di Pitagora (da Sbilanciamoci.info del 16 Novembre 2009)

vatican-solar-460_1121727cLo stato in cui si trova il pianeta è tale da rendere ormai indispensabile la realizzazione di politiche economiche rispettose dell’ambiente. Sebbene la scala dell’obiettivo sia evidentemente mondiale, le azioni non possono che essere rimesse all’iniziativa dei Governi nazionali.

Sul piano settoriale, la politica energetica è il primo argomento che deve essere rimodellato, con l’obiettivo di sostituire i combustibili fossili, prima causa dell’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera e del conseguente effetto serra, con forme pulite di generazione di energia elettrica attraverso impianti idroelettrici, eolici, geotermici, fotovoltaici; questi ultimi, utilizzando una tecnologia giovane, si trovano nello stadio iniziale del loro ciclo di vita economico.

news_4022In un sistema di mercato, l’abbandono dei combustibili fossili avviene se è garantita la convenienza economica degli investimenti in altre tecnologie da parte degli operatori; per favorire gli investimenti lo stato può emanare politiche fiscali ad hoc, dare incentivi o creare disincentivi, avviare iniziative dirette. Agli attuali prezzi di mercato dell’energia e dei pannelli solari nonché con i rendimenti attuali, gli investimenti nel fotovoltaico si ripagano in circa trent’anni, la durata media presunta degli impianti; per avere un rendimento apprezzabile da parte degli operatori, il prezzo dei pannelli dovrebbe dimezzarsi ovvero il loro rendimento raddoppiare (vedi tabella su sbilanciamoci.info)

Il progresso tecnico è molto veloce: il costo di produzione dei pannelli, l’elemento base per la produzione di energia fotovoltaica, è diminuito a ritmi molto elevati negli ultimi anni: secondo Arturo Lorenzoni dell’università di Padova, il costo del materiale necessario per un impianto di un Kwp (kilowatt picco) è diminuito nell’ultimo triennio da 7.000 a 4.000 euro e non pare irrealistica l’ipotesi che, per i grandi impianti, il prezzo di installazione arrivi fra qualche anno a soli 1.000 euro. Secondo altri studi, ad esempio dell’università di Toronto, lo sviluppo della nanotecnologie con materiale plastico, potrebbe portare ad un aumento delle prestazioni dei pannelli di 5 volte. Si tratta di previsioni che trovano un ampio consenso internazionale e, se realizzate, renderebbero del tutto obsolete, anche dal punto di vista microeconomico, le tradizionali tecnologie termoelettriche e, a maggior ragione (more…)

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