promozione della finanza solidale
02 Feb redazione

Parliamone, come già abbiamo fatto altre volte

aperturaLa fase del ciclo di primo sviluppo che si sta chiudendo, la crisi macrofinanziaria in fase di augurabile superamento, sono due elementi importanti alla base dell’esigenza di ripensare in maniera importante il progetto Banca Etica.
Non è utile considerare scontata ogni soluzione preferita nel passato.
Vorremmo parlarne con tutti quelli che a vario titolo possono considerarsi o son considerati portatori d’interesse in Banca Etica, vorremmo farlo senza pregiudizi e con un atteggiamento costruttivo, ma senza rinunciare ad un sano spirito critico.

Negli anni finansol.it ha provato ad esser luogo virtuale di dibattito sulla finanza etica italiana, ma non si è mai privato di un rapporto diretto e personale con gli appassionati del tema. Altrettanto vorremmo fare con questo momento così importante.

Stiamo cercando di coinvolgere il maggior numero di persone sul medesimo posto nel medesimo giorno. L’ipotesi allo studio è quella del 13 Febbraio a Bologna, ospiti della Camera del Lavoro di via Marconi.
Pietro Raitano
di Altreconomia ci aiuterà a dare ordine alle idee e alle parole.

P.S: l’iniziativa è completamente autogestita. Finansol.it penserà alla logistica di bologna, ma non si impegna a ripagare le spese di alcun partecipante. La sala ha comunque un numero di posti limitato, segnalateci la vostra disponibilità all’indirizzo info [@] finansol.it

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8 risposte a “Parliamone, come già abbiamo fatto altre volte”

  1. 1
    Giuseppe Lanzi scrive:

    Purtroppo sarà difficle per me partecipare a Bologna e mi dispiace perchè ho grande stima in Pietro e mi piacerebbe confrontarmi con il mondo di Finansol… teneteci aggiornati! Perchè non fate girare queste notizie anche su Zoes?

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  2. 2
    Sabrina scrive:

    e perché zoes non si linka a finansol, che esiste da prima?

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  3. 3
    annibale osti scrive:

    avete dettagli più precisi dell’incontro?

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  4. 4
    Marco Gallicani scrive:

    si certo,
    l’incontro si terrà nei locali della Fisac Cgil, in via Marconi.
    Il palazzo è quello della Camera del Lavoro.
    Dovremmo essere in grado di cominciare per le 9:30 circa.
    Pensavamo di occupare la mattinata.
    Non so fare previsioni sulla quantità di persone che ci sarà, ma è poco importante perchè comunque non vogliamo dimostrare niente, ma solo discutere con chi ci sarà

    Marco

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  5. 5
    annibale osti scrive:

    io sono il candidato di area nord ovest e conto di esserci. grazie

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  6. 6
    Giuseppe Lanzi scrive:

    @sabrina La mia non era una domanda polemica; il mio interesse era quello di allargare la platea della discussione e credo che zoes abbia molti utenti interessati al tema. Inoltre, a quanto ne so, zoes è aperto a tutti e quindi anche Finansol potrebbe profilarsi e fare girare i suoi contenuti anche su quella piattaforma. Certo che poi ognuno fa quello ceh crede.
    Buona giornata

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  7. 7
    Anna Fasano scrive:

    “Vorremmo parlarne, vorremmo farlo senza pregiudizi e con un
    atteggiamento costruttivo, ma senza rinunciare ad un sano spirito critico.”

    con queste premesse .. sarà per me un piacere partecipare
    Anna (candidata area nord est)

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  8. 8
    Paolo Giurco scrive:

    Il dibattito non decolla.Tutti abbottonati, in attesa di Bologna? Provo a rompere il silenzio, anche per l’impossibilità di partecipare all’incontro.
    Quello che mi piace del documento: la necessità di una politica del credito innovativa, diversa dalle altre banche, sia nel’erogazione del credito che nella raccolta. Attenzione a qualche contraddizione: c’è poca compatibilità tra “una banca giovane e semplice, con pochissima finanza” e l’adozione di un ETF (prodotto speculativo di per sè, anche se “etico”).
    Quello che non condivido: non mi sembra una caratteristica di Banca Etica la comunicazione “contro”.Forse la comunicazione in generale è insufficiente, ma non è fatta male. Anzi. In un contesto molto piatto, omologato, dove anche le cosiddette “Banche armate” gemmano banchette etiche e tentano di occupare ogni spazio di mercato, dire qualche NO è sacrosanto e mediaticamente validissimo (vedi comunicazione sullo scudo fiscale).
    Un commento generale: manca nel documento ogni riferimento al ruolo del socio e dei coordinamenti locali dei soci (i GIT). Quella che si sta configurando rischia di essere una banca senza soci, spersonalizzata, senza rapporto con il territorio, dove tutto viene pensato, proposto dall’alto, con uno schema top-down. Nessun accenno alle reti, ai rapporti con il mondo del volontariato e del terzo settore, alle relazioni. E’ questo il prezzo che dovremmo pagare alla “banca leggera” dopo la “fase di primo sviluppo che si sta chiudendo”?Per Bologna, buon lavoro a tutti. Cordialmente, Paolo Giurco.

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