Ho l’impressione che un candidato debba dire cosa pensa sul tema “compromesso”. Dopo tutto è la questione di maggiore rilievo. Un consigliere, ma così come accade in tanti altri ruolo, deve gestire situazioni in cui il suo punto di vista è in maggioranza, ed altre situazioni in cui è in minoranza, e altre situazioni in cui non è da una parte e non è dall’altra.
In una prima fase del confronto si cerca di portare l’interlocutore verso la propria idea e si cerca di capire in quale modo ci si può avicinare all’idea dell’interlocutore. Ma questo accade nel primo tempo. Nel secondo tempo si prende atto della diversità di opinione e ci si comporta secondo il proprio punto di vista sul tema “compromesso”. Alcuni proprio non li accettano. Altri li accettano senza particolari problemi. Il mio atteggiamento è nettamente influenzato dal punto di vista favorevole al compromesso descritto da Avishai Margalit e nel volume di Amos Oz.
Di solito il compromesso mi sembra una ottima strada, che porta utilmente verso una meta. Lo dico esplicitamente, perchè altre persone sono influenzate da altre sensibilità ed avversano molto di più i compromessi. Ma quello che ho detto sopra è insufficiente [...] continua sul blog aperto dal prof. Giulio Tagliavini per la candidatura la Consiglio di Amministrazione di Banca popolare Etica (NdR)




non reisco ad accedere al link; è corretto?
ecco, adesso va
marco
Grazie Marco