Pur essendo consapevole che la crisi in atto è una cosa molto seria, ho cercato, una volta tanto, di prenderla in maniera un po’ scherzosa. E’ noto come sulle ragioni della crisi e sulle possibili vie per uscirne si confrontino molte e differenziate posizioni. Allora ho messo insieme le idee in proposito espresse da politici, economisti, studiosi di varia estrazione, immaginando le varie scuole anticrisi come delle squadre di calcio (che resta il nostro sport nazionale) ed ho così provato a mettere in campo i vari team che giocano questo particolare campionato, individuando ogni volta anche un allenatore. Alcune delle squadre sono composte di elementi solo nazionali, altre hanno invece un carattere più cosmopolita.
Le squadre sono presentate in ordine da destra a sinistra.
Naturalmente i lettori potranno apportare delle varianti a questi schemi, che riconosco essere molto migliorabili.
NEGAZIONISTI ASSOLUTI
La crisi è una invenzione del pensiero pessimista.
Per superarla non occorrono ricette economiche, ma è sufficiente reintrodurre un clima di fiducia fra consumatori e imprese. I primi riprenderanno a spendere e le seconde ad investire. Per le imprese sarà allora sufficiente smettere di fare pubblicità sulla stampa “pessimista”. Per l’Italia sarà tutto più facile, visto che gli italiani sono i più ricchi, per risparmi e patrimonio immobiliare. Se poi fosse rimasta la lira ….
Allenatore: Silvio Berlusconi
NEGAZIONISTI MINIMALISTI (ovvero POPULISTI ANTISTATALI)
La crisi esiste anche se è stata importata dagli Stati Uniti (fosse stato per l’Italia non ci sarebbe mai stata!).
Il problema dell’Italia è il lassismo nella pubblica amministrazione e fra gli insegnanti. Quello che occorre è raddrizzare la schiena ad un esercito di fannulloni: un po’ di tornelli per i dipendenti pubblici (almeno monitoriamo quando vanno al bar!) è un po’ di licenziamenti e precariato per i secondi. La filosofia dei tagli indiscriminati alla spesa pubblica, sembra direttamente adottata da un proverbio cinese: Quando torni a casa, picchia tua moglie. Tu non sai il
perchè, ma lei si. Tradotta da Tremonti in: Taglia la spesa di ogni ministero. Io ministro non so come fare, ma i dirigenti pubblici sì.
Allenatori: Giulio Tremonti, Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini
NEGAZIONISTI NEO-LIBERALI
Il mercato è perfettamente in grado di autoregolarsi per garantire l’allocazione migliore delle risorse. Ogni crisi, quindi, non può che essere il risultato di politiche anti-mercato, messe in pratiche da politici incapaci. Il vero nemico è il governo che pretende di regolamentare il mercato.
Lo Stato deve essere ridotto ai minimi termini, restituendo ai privati cittadini le imposte pretese, perchè sapranno sicuramente impiegarle meglio: come può un burocrate interpretare i desiderata dei cittadini meglio dei cittadini stessi? E se qualcuno ha più difficoltà non bisogna preoccuparsi: la marea solleverà tutte le barche!
Allenatori: Partito Repubblicano USA – Tea Party
Grande galleria di antenati politici (R. Reagan e M. Thatcher) ed accademici (M. Friedman e A. Laffer).
UTOPISTI CONSERVATORI (Comunitaristi con varianti neo-malthusiane)
La crisi è la manifestazione (finale?) di un sistema di sviluppo incompatibile con le risorse naturale del nostro pianeta.
E’ inutile pensare ad uscire dalla crisi rilanciando lo sviluppo. Occorre orientarsi alla decrescita e definire un sistema valoriale diverso che al posto di beni di consumo metta beni relazionali.
Le parole d’ordine sono: decrescita, economia di comunità (quasi un ritorno all’economia curtense), consumi a km. zero ecc.
Allenatore: Serge Latouche
RAZIONALIZZATORI CONGIUNTURALI MINIMALISTI
Non forniscono una interpretazione del perchè si sia arrivati a questo punto, quanto piuttosto vedere come uscirne. Il sistema non ha colpe di fondo (ovviamente qualche sconsiderato e lestofante c’è stato), ma è sano per cui siamo di fronte ad un aspetto congiunturale. Le situazioni sono più gravi nei paesi che hanno adottato politiche più allegre, come quelli mediterranei, che hanno consumato più di quanto non abbiano prodotto.
L’unica cura è l’austerità (e non pretendano troppi aiuti da chi, invece, è stato più virtuoso).
Allenatore: Angela Merkel
RAZIONALIZZATORI CONGIUNTURALI DI CENTRO
Condividono la tattica precedente sui vecchi schemi di gioco, ma ritengono che sia necessario un intervento pubblico per un nuovo campo di calcio. Occorre rivedere la spesa pubblica, spostandola da settori “improduttivi” a settori “produttivi”, in grado di creare stimoli immediati, come il rilancio delle piccole opere pubbliche.
Gli aspetti “improduttivi” vanno ricercati negli sprechi, più che nella riduzione del welfare state e nella necessità di sradicare le rendite con politiche di liberalizzazione, ma la lotta contro le lobbies è tutt’altro che facile (Adelante Marios … si puede – come direbbe A. Manzoni)
A livello nazionale viene messo in campo anche la riforma del mercato del lavoro, mentre a livello internazionale viene messa in campo la riforma della governance societaria (compreso i sistemi retributivi via stock options)
Allenatori (per l’Italia): Mario Monti e Eugenio Scalfari
RAZIONALIZZATORI AVANZATI (semistrutturali)
Lo stato deve intervenire contro i fallimenti del mercato, evidenti nel campo finanziario, dove occorre immediatamente separare l’attività commerciale delle banche da quella di investimento e introdurre la Tobin tax sulle transazioni finanziarie.
Non è tutta la struttura a funzionare male, ma solo quella finanziaria. Favorire la riconversione economica verso la Green Economy ed il risparmio energetico. Revisionare la spesa pubblica, sostenendo il welfare state.
Allenatore: Barak Obama
RAZIONALIZZATORI STRUTTURALI – (Keynesiani di sinistra)
Il mercato non è in grado di autoregolamentarsi completamente; il mercato lasciato a sé stesso conduce sempre verso una crisi.
La mancanza di regolamentazioni efficaci dei mercati (specie di quelli finanziari) sono alla base sia della Grande Depressione che della situazione attuale. Occorre reintrodurre norme di controllo come la separazione dell’attività bancaria ed allargare la responsabilità degli amministratori delle imprese finanziarie che creano disastri.
Occorre preoccuparsi prima della crescita, piuttosto che della riduzione del debito via austerità, con un ambizioso programma di spesa pubblica, meglio se indirizzata verso la green economy. Modificare il sistema fiscale aumentandone la progressività impositiva; lo stato deve favorire la redistribuzione della ricchezza sia per via fiscale sia indirizzando la spesa pubblica. (C’è ancora chi insegna il teorema di Haavelmo nei corsi di macroeconomia?).
Allenatori: George Stiglitz e Paul Krugman
RIFORMATORI DEI DIRITTI DI PROPRIETA’
Sono ai margini del dibattito. La tesi è quella di favorire la partecipazione dei lavoratori ai diritti di proprietà delle imprese, per garantire una economia più stabile e reattiva alle fasi del ciclo economico. Gli studi (non eccessivi e poco noti) sulle imprese partecipate dai lavoratori dimostrano una loro maggiore capacità di resistenza alla crisi.
Esistono almeno tre varianti:
a) Shared economy (a proposito dov’è finito il testo di legge di P. Ichino?)
b) Employed stock ownership plan (ESOP), praticamente sconosciuti in Europa:
c) Imprese cooperative (perchè nessuno ha riproposto una nuova Legge Marcora sul recupero delle imprese in crisi tramite cooperative di lavoro?)
Allenatori: Martin Weitzman (per la versione shared economy); Douglas Kruse (per la versione Esop); B. Jossa (per la versione cooperativa).
RIVOLUZIONARI DEI DIRITTI DI PROPRIETA’
Il capitalismo è arrivato al capolinea: occorre un nuovo sistema di proprietà.
Se alla fine degli anni ’60 il crollo del capitalismo sembrava alle porte, ora stiamo ancora celebrando la vittoria finale del capitalismo (la fine della storia). Al massimo si dissente perchè non esiste un sistema unico (standard) di capitalismo, ma esistono varianti regionali. Allora il capitalismo ha … i secoli contati (G. Ruffolo). Tutto sbagliato: in realtà con la caduta del capitalismo saremo piuttosto all’inizio della storia, finalmente fatta da uomini non alienati.
Allenatori: Il più convito oggi sembra I. Wallerstein, ma la squadra rischia di non venire iscritta al campionato per mancanza di un allenatore disponibile!
Ovviamente lo sponsor resta K. Marx.
Sicuramente sono immaginabili altre squadre; alcune sembrano delle varianti un poco più a destra o un poco più a sinistra rispetto a quelle sopra descritte. Per esempio, un poco più a sinistra dei Conservatori si potevano includere i Conservatori illuministi che credono nella predominanza del mercato, pur ammettendo che a volte si instaurino sistemi di incentivi distorcenti (ma quanta timidezza verso le stock options!) che portano fuori strada, per cui occorre un arbitro molto bravo (Alesina e Giavazzi). Oppure la trama (il capitalismo) è buona, ma sono gli interpreti (i capitalisti) che non lo sono, allora bisogna salvare il capitalismo dai capitalisti (Zingales).
Per i Keynesiani di sinistra ci sono più varianti XL (extra left). Molti degli interventi pubblicati su Sbilanciamoci.info mi sembrano riconducibili a queste idee di fondo. Oppure Martin Wolf, autorevole columnist del Financial Times, anche se le sue proposte sono avanzate nella logica to fix the system’s flaws (correggere i difetti del sistema) non si può non apprezzarne la radicalità, specie là dove preme sull’imposizione fiscale a fini redistributivi del reddito.
Una ulteriore variante è rappresentata dalla Modern Monetary Theory: paghiamo il debito stampando carta moneta, facciamo risposare il Tesoro con la Banca centrale; quanto all’inflazione … beh prima che ci sia inflazione da domanda con tutte le risorse sotto utilizzate ci vorrà un bel po’ di tempo! (Confesso molta simpatia per questa squadra!)
Fra i rivoluzionari ci sarebbero anche gli Spontaneisti (o Volonterosi disorganizzati) con antenati fra i no-global ed ora in campo fra Indigandos e Occupy Wall Street! In alcuni casi i confini fra destra e sinistra sembrano confondersi. Forse il caso più evidente è la variante cooperativa dei diritti di proprietà, che ha trovato uno sponsor convinto nel premier conservatore inglese D. Cameroun
Ho trascurato la quadra del FMI e della BCE (molto vicine a quella allenata da A. Merkel). Come elettore storico di Pci – DS – PD, mi sarebbe piaciuto vedere una quadra allenata da Bersani, spero ci sia qualcuno in grado di decifrarne la tattica (ma soprattutto ci si ricordi di iscriverla al campionato!). Se c’è qualcuno che vuole giocare con questo fantacrisi (mi rendo conto che sia un nome bruttissimo, si accettano proposte alternative) le iscrizioni sono ancora aperte (purtroppo)!
Sono in difficoltà, perchè non so in quale squadra iscrivermi, in quanto parto da queste premesse:
1) La finanziarizzazione esasperata ha fatto solo sopravvivere di qualche decennio il capitalismo, già in fase terminale a causa della mancata redistribuzione dei redditi
2) Il disastro della crisi in Europa è causato dall’euro
3) Sono contro il WTO, almeno fino a quando non ci sarà la globalizzazione dei diritti.
4) Non riesco a immaginare che cosa Latouche intenda far fare a sette miliardi di persone, con un reddito pro capite e uno stile di vita accettabile.
Caro Zanotti, se riesci, iscrivimi tu “d’ufficio” in qualche squadra.Segni caratteristici: buona volontà, voglia di cambiare e di migliorare questo mondo. Attualmente mi accontento di giocare in una squadretta di dilettanti di Banca Etica, ma siamo sempre in lotta per non retrocedere e alla mia età vorrei vivere l’esperienza di un campionato importante.
A me sembra che il capitalismo stia macinando un successo dopo l’altro, realizzando sempre più efficientemente il suo scopo principale, la creazione di sempre maggiore plusvalore. Lo fa in un modo sempre più spettacolare, abbandonando vecchie aree esauste, ricoperte di merci, prosciugate da reddito e lavoro, impermeabili a nuovi consumi, e rivolgendosi a luoghi e masse a sviluppare a tappe forzate. Nessun riguardo per la la vecchia Europa o gli esangui Stati Uniti, né per le loro paludate sovrastrutture politiche. Il problema è questo dispiegamento di potenza porta in sé contraddizioni vecchie (i potentati in decadenza che resistono, la finanza che si autonomizza, le tensioni sociali crescenti) e nuove (le risorse energetiche, le questioni ambientali, ecc.). Per questo la crisi potrebbe essere in realtà il primo atto di qualcosa di più grande, una guerra o delle guerre per il controllo della plancia di comando. Il secondo atto, per noi europei possibile, potrebbe essere il cambio dei sistemi politici, da democratici ad autoritari. Ci potrebbe essere una Germania che si attacca al carro Russo per cercare una salvezza reciproca…
Per questo chiederei di aggiungere una squadra al campionato, da chiamare Socialisme ou Barbarie, con allenatore Marx, da scippare alla squadra degli idealisti sulla fine della storia, con l’obiettivo di non limitarsi all’osservazione, ma di tentare di fare qualcosa. Chiamerei come aiutante dell’allenatore Guy Debord, per cominciare a ripulire i nostri cervelli dalle illusioni spettacolari.
Complimenti per lo schema di analisi. Molto utile come base di strutturazione di nuove letture e nuove riflessioni.
Propongo di considerare una distinzione a monte. Tra coloro che l’interpretazione l’hanno nella propria tasca, e coloro che nella propria tasca trovano qualche pezzettino utile a capire quello che accade, ma poco altro. Mi piace il post proprio perchè mi aiuta ad andare a vedere cosa c’è nella tasca degli altri.
Mi sembra invece fragile la disposizione destra-sinistra delle alternative individuate. Cos’è a destra e cos’è a sinistra ? Le storie personali sicuramente. Le indicazioni di policy. Ma ci sono pezzi di spiegazione che non posso rottamare per il solo fatto che sono sostenute da soggetti che esprimono un diverso orientamento destra/sinistra rispetto al mio.
a Milano ha vinto Pisapia…
…invece del TAV di destra i milanesi avranno il TAV di sinistra
…invece dell’Expo di destra, l’Expo di sinistra
…invece degli inceneritori di destra, quelli di sinistra
Mi arrabbio se mi si chiede di scegliere tra destra e sinistra. Si abbia l’onesta di chiedermi tra quali due inceneritori scegliere.