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14 May redazione

Nove su dieci, un bel libro di Mario Pianta

“Nove su dieci – Perché stiamo (quasi) tutti peggio di 10 anni fa” di Mario Pianta (lo trovate qui, pubblicato da Laterza per 12 euro) non è solo uno dei numerosi bei libri sulle cause della crisi e sulle possibili azioni per uscire da essa che sono stati scritti negli ultimi anni: è, a mio giudizio, qualcosa di più perché ha, o almeno può avere, in questo momento una utilità particolare.

Leggendolo ho notato che esso è una sintesi estremamente efficace delle analisi sulle cause e l’evoluzione della crisi economica e finanziaria in cui si dibattono l’Italia e l’Europa finora condotte da tutti coloro che hanno cercato di superare il “pensiero unico” neoliberista e delle proposte di politica economica e di politica tout court fino ad oggi elaborate per superare la stessa crisi.

L’ottima riuscita di questa duplice sintesi finisce, sempre a mio parere, perfino per superare l’argomento esplicito del libro
, vale a dire l’esame dei processi economici e  sociali che hanno avuto, grosso modo negli ultimi dieci anni della “età berlusconiana”, come perdenti i nove decimi della popolazione italiana e come vincente il restante decimo (a spese dei primi in un “gioco a somma zero” perché fatto in un paese che non cresceva).

Ebbene con questo libro l’autore, forse andando persino oltre gli obbiettivi che si era posto prima di scriverlo, è riuscito a produrre la sintesi di un ampio lavoro collettivo a cui anche noi di finansol.it abbiamo dato un contributo, assieme a tanti altri gruppi, primo fra tutti quello di Sbilanciamoci! (a cui l’autore appartiene), ma anche di tanti blog che si occupano di analisi economica, sociale e finanziaria, delle redazioni economiche dei giornali più attenti a questi problemi, alla ricerca accademica e non, nazionale ed internazionale.

In tal modo questo libro riesce o, forse meglio, dà un grosso contributo a “costruire un quadro comune”
(espressione che trovo nella parte finale del libro) sulle cause della crisi italiana ed europea ed ai modi per uscirne. E questo è fondamentale per iniziare la costruzione di programmi politici (in senso lato, non solo dei partiti, ma anche di essi) necessari sia per uscire dalla crisi, sia dal modello sociale ed economico che ad essa ci ha condotto. Ma il libro è utile anche per il lettore comune, a prescindere da qualsiasi forma di suo impegno sociale o politico. La sua utilità sta nel fatto che, anche per la maniera molto chiara in cui è scritto, esso permette a coloro che finora non hanno seguito o hanno seguito molto poco la cronaca e le analisi dei problemi economici italiani ed europei degli ultimi anni di farsene una idea molto precisa e completa ed a coloro che hanno seguito questi problemi in modo disorganico, lasciandosi confondere dal bombardamento di messaggi dei media, di sistematizzare le loro conoscenze acquisite qua e là e spesso contradittorie.

In altre parole, permette di farsi un “quadro coerente” ed un “quadro comune” della crisi, del perché ci stiamo dentro e del come potremmo uscirne. E questo, per un libro, non è poco. Certo, è possibile che ci possano punti di disaccordo con l’autore, ma credo che come me, anche qualsiasi altro lettore si troverà d’accordo con lui almeno nove volte su dieci.

Per la decima, pazienza: si può sempre discutere.

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