Potrei scrivere solo 3 righe 3 e dire (forse) tutto, ed essere (probabilmente) anche più chiaro. 3 righe 3 come queste:
In fondo proviamo a pensarci, perchè qualche giorno fa hanno riempito le pagine di tutti i quotidiani con l’ultima ricerca della Cgia di Mestre che evidenzia la crescita del debito pro capite per famiglia italiana. Ben 20.000 euro, +36% dal 2008. Ma nessuno ci ha detto, e ci dice, dove vanno – a chi sono andati – questa montagna di soldi?
A me pare in dato altrettanto importante. A voi, no? Poi mi son detto perchè non utilizzare lo spazio per 5 domande al posto che una sola? Così di righe ne ho scritte 30. Queste:
I dati dell’indebitamento delle famiglie sono preoccupanti. Soprattutto l’aumento degli ultimi 3 anni, oltre il 35% in più, superando così 20.000 euro “pro-capite”. Una cifra enorme. E’ ancora più allarmante di quello che già sembra perché questa crescita, sta avvenendo appunto da tre anni e la crisi adesso è diffusa e, peggio ancora, non se ne vede la fine. Sorgono quindi delle domande a cui qualcuno, credo, è bene che dia delle risposte.
La prima la più pragmatica. Questi debiti (503 miliardi) così elevati come riuscirà a pagarli chi li ha contratti essendo peggiorate le condizioni sociali ed economiche? Un dato che nella ricerca non viene esplicitato, a rafforzare la domanda, infatti, è l’aumento dei prestiti per il consolidamento dei debiti, cioè indebitarsi per saldare vecchi debiti. Nel primo trimestre del 2012, le richieste sono cresciute di un +242% e, se ci aggiungiamo il +197% per quelli liquidità (per pagare spese e bollette varie), siamo destinati al baratro. Essendo queste due ultime voci il 20% dell’ammontare totale dei debiti.
La seconda domanda, meno pragmatica ma importante per focalizzare più correttamente dove sta il pericolo e il danno è chiedersi appunto a chi sono andati questi soldi. Perché non sono stati messi sotto il materasso. Qualcuno si è fatto un’idea? A me pare un dato altrettanto interessante….
La terza (o seconda bis) domanda è lapalissiana, figlia dell’evidenza. Chi chiede i soldi non ce li ha, chi glieli presta ce li ha. Essendo le famiglie prevalentemente a reddito fisso chi ci ha guadagnato, aumentando i propri introiti? Domanda non di poco conto perché sembra esserci un Robin Hood alla rovescia.
La quarta domanda è maldestramente più sociologica che economica. Le famiglie sono ricorse così massicciamente all’indebitamento perché vivono al di sopra delle loro possibilità? Cioè hanno voluto colmare la perdita del potere di acquisto pur di mantenere gli stessi standard di vita al posto di modificare immediatamente i comportamenti nel mercato?
Infine la quinta e ultima domanda, vista l’entità del debito per famiglia, la crisi economica che sembra irreversibile, le banche che hanno in pancia questi crediti in tensione, siamo ancora certi che il vero problema sia il debito pubblico e non quello privato?
Il bollettino economico finanziario di Banca d’Italia e il Rapporto sulla stabilità finanziaria del 2012, in pdf




Segnalo che l ultimo bollettino economico di Banca Italia Afferma che e lievemente diminuito il debito delle famiglie. Forse la CGIA di Mestre poteva segnalare prima questa situazione
Scusate torno sull argomento perche non ho letto ilrapporto della CGIA di Mestre, ma vedo ora che dal rapporto sulla stabilita finanziria di Banca di Italia emesso in aprile la situazione appare molto migliore che negli altri principali paesi ed inoltre l indebitamento delle famiglie si riduce negli utimi anni per via della contrazione del credito. Non mi ritrovo con quanto afferma la CGIA, potete darmi una spiegazione? Grazie (le informazioni si trovano a pagina 17 del raporto)
Riccardo è un lettore attento e va ringraziato per gli spunti propositivi.
(per questo non dovrebbe limitarsi ad intervenire con puntualità nei commenti ma anche con interventi più ampi e articolati; è un invito esplicito)
In merito ai suoi 2 interventi al post ha molte più ragioni di quanto con sommessa modestia dissemina in forma di indizi. (Sa più di quanto dice)
Gli strumenti conoscitivi che segnala (il Bollettino statistico e il Rapporto di stabilità della Banca d’Italia) sono, infatti, gli arnesi primari per costruire un più solido quadro puntuale.
Detto questo a me pare che non ci siano sostanziali e reali differenze tra il lavoro della Cgia di Mestre e quello della Banca d’Italia anche perché è indubbio che la Cgia utilizza anche i dati di BI.
Nel merito: è verissimo che la posizione debitoria delle famiglie italiane è migliore che quella degli altri Paesi. Come giustamente riporta Riccardo segnalando la pag.17 del Rapporto di stabilità fig.2.1 (b). E’ pur vero che è un dato ormai costante negli anni. Un dato caratterizzante degli italiani. Formiche contro le cicale Usa e GB che spendono a debito da sempre. Utile è leggere a pag.28 del Bollettino economico nr 68 i dati attraverso anche la fig 21. Gli italiani hanno una media del 68% del reddito disponibile contro una media euro di 100
E’ altrettanto vero però che la situazione, proprio per questa caratteristica, allarma più o meno diffusamente gli analisti. Non siamo abituati a fare debiti. E a gestirli.
Oltre che, insieme alla Spagna, siamo in una situazione economica in fortissima depressione.
Forse Riccardo, ma non credo, leggendo il seguito del Rapporto dove si evidenzia un calo dell’indebitamento delle famiglie meno abbienti e minor presenza di mutui delle stesse come dato positivo.
Io lo vedo più grave di quanto sommessamente lasci intendere – o ho inteso – BI.
Il minor debito di questo quartile di famiglie è soprattutto dovuto alla fifa delle banche nel prestare i soldi, nelle minori garanzie da offrire per ottenerlo, e ancor prima nel non chiederlo ufficialmente alle banche. Nelle statistiche non è presente il dato dei rifiuti preventivi e delle domande non fatte per risposte già certamente negative.
L’aumento del consolidamento dei debiti, che apparentemente contraddice questa lettura significa invece un acuirsi della crisi.
Il non avere poi mutui non dovrebbe far dimenticare che non significa avere per forza una casa di proprietà libera da pesi ma più verosimilmente un debito (fuori dai canali finanziari) destinato all’affitto. Spesso vicino all’entità di una rata mutuo.
La sospensione delle rate dei mutui in essere grazie all’accordo Abi -Governo, che lo stesso Rapporto evidenzia sono un buon sollievo al debito famigliare ma non una cancellazione.
E’ altrettanto interessante leggere il Bollettino economico nr.68 dell’aprile 2012, pag 27 per farsi un chiaro quadro della difficoltà delle famiglie.
La capacità di spesa delle famiglie è scesa di ben il 5% dal 2008 e altrettanto gravemente la tendenza al risparmio, che nel 2011 è scesa quasi dell’1% (0,7) arrivando così al 12%.
Infine, fermo restando il contributo informativo e stimolante di Riccardo lo scopo del Post era – e resta- soprattutto quello di trovare, ognuno come gli va, alcune plausibili o concrete risposte alle 5, o anche meno, domande.
1) l’aumento dei debiti soprattutto da consolidamento sono un pericolo?
2) a chi sono andati questi soldi chiesti in prestito dalle famiglie
3 o 2bis) Chi ci ha guadagnato?
4) Le famiglie vivono al di sopra delle proprie possibilità?
5) E’ il debito pubblico o (anche) quello privato il vero problema?
paolo
Ringrazio per la risposta io seguo molto volentieri finansol nei ritagli di tempo lasciati dal lavoro e dalla vita quotidiana, e’ un passatempo e una passione, come anche seguire dati ed articoli di economia e finanza e seguire la finanza solidale.
Dubito di essere in grado di portare contributi piu ampi di quelli finora compiuti, mi riprometto di pensarci.
Personalmente concordo con quanto affermato nella risposta, in particolare ritengo che Banca di Italia operi una grave sottovalutazione nell’ultimo bollettino economico, indicando come positivo il minor indebitamento delle famiglie a più basso reddito.
Per rispondere alle domande poste occorrerebbe molto di piu di un commento, in merito ai punti 1, 4 e 5 ritengo comunque che il consolidamento dei debiti sia un segnale negativo delle difficolta sempre maggiori che vivono le nostre famiglie e che in effetti il problema maggiore stia nel peggioramento del debito privato rispetto a quello pubblico, sia dal punto di vista della coesione sociale che di uno sviluppo corretto, solidale, della nostra economia..
Credo che il problema stia tutto nel denominatore dell’ indice, ovvero nel reddito disponibile, che continua a ridursi anche prima della crisi iniziata nel 2008, per le famiglie a più basso reddito.
Segnali di questo tipo (il problema di “non arrivare a fine mese”) arrivavano fin dai primi anni 2000 (e credo che questo fattore sia stato determinante a far vincere Prodi nel 2006).
Personalmente trovo strano inoltre che solo ora venga segnalato un tale incremento del debito delle famiglie, e addirittura mi stupisce che Banca di Italia segnali una leggera riduzione dello stesso all’inizio del 2012, con tutto quello che è successo da un anno a questa parte.
Per i punti 2 e 3 ho solo una risposta direi di..pancia ( o proveniente dal cuore se preferite).
Mentre in precedenza esisteva il flusso evasione fiscale- aumento del debito-chi evade sottoscrive i titoli di stato e incassa gli interessi ora si aggiunge una variante: la famiglia indebitata paga la banca-la banca ( e l’evasore fiscale) sottoscrive i titoli di stato- la banca (e l’evasore fiscale) incassa gli interessi.
oggi tutta la stampa e i massmedia riportano con evidenza un indagine delle ass.ni dei consumatori sul peggioramento della crisi a partire dai mutui casa e la crescita dei tassi d’interesse. Trovo molto interessante inoltre l’art. qui sopra e i commenti precedenti che l’arricchiscono.
Credo che il debito NASCA privato e, nel tempo, DIVENTI pubblico. Con un’aggravante sostanziale dovuta, da dieci anni, all’introduzione dell’euro.Se una famiglia non riesce più a soddisfare i propri bisogni, s’indebita. Ne beneficia il sistema bancario, ovviamente, che a sua volta s’indebita attraverso l’emissione di obbligazioni per incrementare la liquidità , in un circuito che inizialmente è “privato”.Poi la banca salta, e negli ultraliberisti USA, viene salvata dallo Stato che si indebita.In Italia non siamo ancora arrivati a questo, è stato “sufficiente” qualche iniezione di liquidità della BCE a tassi ridicoli. Ma indebitarsi, per una famiglia, significa anche non avere risparmi (lapalissiano) da destinare non solo a investimenti(casa, negozio, ristrutturazioni…, in un circuito virtuoso) ma anche all’acquisto di titoli pubblici. Lo stato non viene più finanziato dai propri cittadini e deve indebitarsi con l’estero, a tassi sempre più elevati.Fette importanti di interessi pagati dallo Stato vanno a invstitori/speculatori esteri in una sorta di “esportazione legittima” di capitali.La camicia di forza dell’euro fa il resto. C’è da preoccuparsi? Monti e Passra hanno detto ai ciellini che nel 2013 inizierà la ripresa. Il problema è che non sono Ciellino.