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19 Jul redazione

Derivati. Il rischio si sposta sulle famiglie

La buona notizia è che – tra settembre e 1.jpgdicembre 2007 – si è ridotto del 6% l’ammontare delle perdite potenziali sui contratti in strumenti derivati in Italia.

Quella cattiva è che questa riduzione è a tutto vantaggio delle società finanziarie (è la retromarcia del sistema), che la riducono del 18%, delle imprese (-5%) e – per fortuna – della pubblica amministrazione (-3%), mentre chi oggi rischia grosso sono le famiglie (+25%). Se la variazione è grande, il valore assoluto dell’esposizione resta piccolo (in termini relativi): se oggi si chiudessero tutte le posizioni in derivati, le famiglie italiane perderebbero circa 204 milioni di euro, “poca” cosa rispetto ai 31 miliardi del sistema italiano complessivo.

Ancora una volta i mercati finanziari mostrano tutte le loro rigidità e asimmetrie informative a scapito dei più deboli. Infatti, mentre imprese ed enti pubblici stanno via via riorganizzando la gestione del proprio portafoglio per ridurre il peso potenziale dei derivati, le famiglie – tra inconsapevolezza e scarso potere contrattuale - restano le più fragili e inermi.

I dati riportati sono tratti da Plus-IlSole24Ore del 19 luglio 2008.

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