Il piccolo dibattito che si è sviluppato intorno al mio articolo sulle agenzie di rating mi spinge ad intervenire di nuovo per mettere meglio a fuoco la mia opinione su qualche tema che è venuto fuori.
La discussione si va svolgendo, peraltro, mentre le agenzie continuano ad avere un ruolo da protagoniste nella crisi greca e, in particolare, mentre esse stanno contribuendo in tutti i modi ad intorbidare le acque della finanza, in perfetta sintonia con gli speculatori.
Va peraltro ricordato che mai come questa volta le agenzie di rating e gli stessi speculatori sono stati invitati a nozze dai comportamenti senza senso degli stessi greci, dei tedeschi, dei francesi e dello stesso fondo monetario internazionale. Si è atteso che il problema si incancrenisse per circa sei mesi prima di provare, male, a risolverlo. Ma questa sarebbe materia per un altro articolo e non mi soffermo quindi oltre sulla questione.
Nei loro commenti al mio scritto precedente, Alba C. e Annibale Osti (il candidato in bicicletta, come lui stesso si definisce) affermano in sostanza ambedue che non è il caso di creare un’altra agenzia di rating, questa volta europea, come si intravedeva nel mio articolo, ma che bisognerebbe invece sbarazzarsi di tutte quelle già esistenti; in particolare, i gestori di fondi in giro per il mondo potrebbero benissimo farsi da se gli studi sulle emissioni di titoli delle varie imprese e degli stati. Le loro affermazioni vanno nella sostanza nella stessa direzione di quelle di coloro (more…)












