C’è un “made in Italy” che nel 2006 ha realizzato un vero e proprio record, un settore della creatività nostrana che non sembra sensibile alle circostanti crisi di efficenza del tessuto industriale: il supporto finanziario all’export di armi ha registrato un aumento del 61% e l’Istituto San Paolo di Torino porta in dote a Banca Intesa 446 mln di euro di commissioni sulla compravendita delle armi. In barba a qualsivoglia campagna di pressione popolare i sabaudi guidano fieri ed impettiti una lista in cui compaiono anche Bnp Paribas (mamma della rivoluzionaria BNL che appoggia telethon con la mano sinistra e la ricerca sui sistemi di puntamento con la destra), Unicredit, Banco di Brescia e la popolarissima BPM.
La prima relazione del governo Prodi sulla L. 185/90, più puntuale del passato, viene analizzata sul sito di Altreconomia; val la pena leggerlo con attenzione.
A noi vien da commentare che seppure lo avesse previsto comunque la presenza del maggior partner di Banca Etica nella lista stona (e parecchio..) anche perchè si accompagna al rinnovato primato della banca depositaria del prossimo fondo pensione di ITAS/BPE (pensplan, ricordate?): Intesa SanPaolo; con buona pace dei tanti – e tutti sensibili – presidenti milanesi, torinesi o padovani …




Non voglio offendere nessuno.
Mi stupisco però dello stupore che, ogni anno, accompagna la presentazione della Lista delle Banche (e dei Paesi) armate.
La resa – o lo sforzo – che 364 giorni all’anno mettiamo per convincerci che la nostra azione di pressione sia efficace che sia almeno tamponatrice. E poi il 31 marzo, alla presentazione della relazione non possiamo far altro che constatare – con arrendevole stupore e resa- che con questa Legge e soprattutto questi soggetti finanziari non abbiamo speranze. Le banche fanno quello che vogliono e ci dicono, arrogantemente, quello che vogliamo sentirci dire… tanto poi.
Ci ricordiamo gli anni scorsi le parole del Presidente Profumo di Unicredit o lo scambio epistolare ormai pluriennale tra Banca Etica e Popolare Milano: “siamo impegnati a proseguire nell’uscita dalla Lista”. Proseguire (sic!) E l’ad Passera di B.Intesa dice di aver capito e sottosocrive gli obiettivi della nostra campagna di pressione e non ha remore e, ovviamente, non mette tra i punti insindacabili per la sottoscrizione dell’accordo di fusione che SanPaolo Torino non faccia parte nememno Lei della Lista. E’ da anni principe di questa Lista oggi pure “Re”.
Ma cosa chiedere a questi se la stessa Banca Etica strapazza il suo stesso Statuto sia per la partnership con BPM che con i gestori del Fondo pensione che – “roba da matti” – propone come strumento etico?
Mi chiedo, inoltre, se la maggior colpa non è degli impotenti vertici delle banche ma che molte di queste presenze, inaspetattate, nuove o importanti sia dovuta al solo fatto che tra i soci e/o compagni d’affari di Popolare Milano, Credito Valtellinese, Banca Popolare Italiana, BPN/Paribas – BNL (tramite Cr Firenze) ci sia sempre Julius Baer Investiment Management llc. (un importante società di investimento)
E allora concludendo – e scusandomi per la lunghezza (e lo sfogo) – forse bisogna rimettere al centro il nocciolo della questione che il candidato sostenibile di BEtica, scriveva tempo fa sulla rivista Carta e in un recente post di Finansol (1marzo):
“E’ il caso, vale la pena ribadirlo, di cogliere l’occasione per rilanciare la reale sfida di un uso alternativo del denaro, che non può proprio essere conciliante con questo modello di sviluppo”
Concordiamo che sta tutto veramente qui il nocciolo del “contendere”?
O ci tocca registrare con una licenza libera Creative commons la parola “Etica” quando si parla di danari e finanza per evitare che qualche “furbetto del quartierino” se ne appropri per mettere un altro bel prodotto sul suo scaffale pronto per quei risparmiatori che incominciano a “mettere nel carrello” questo nuovo immaginario alternativo oppure più felicemente e indispensabilmente dobbiamo scartare di lato come i pesci.
Rilanciare – come dice appunto anche Alessandro Messina – la sfida di un uso alternativo del danaro con azioni di coinvolgimento diretto, di prossimità, di tangibile esempio che il danaro non è lo sterco del demonio che deve (e può) essere benedetto dalla sola parola etica (o: non armata) ma è etico – con o senza parola – proprio dall’uso alternativo che se ne fa di esso per disegnare/attrezzare nuovi sguardi e mettere a punto nuove mappe cognitive, nuove economie.
Che eticamente non possono finanziare 300 mediograndi aziende/banche (armate o non armate) quotate in borsa o promotrici di Fondi pensione.
Parlo di Mag, di Fondi Sociali di prossimità modello Le Piagge, di sostegno diretto alle cooperative, di Banchi comunali di Mutuo soccorso, di monete locali – e di tutto quello che sapremo inventare e sperimentare.
Sono sempre più convinto che facendo questo nessuno riuscirà più a scipparci nulla. (ne denari ne speranze)
E allora si che vedremmo lo stupore che serve, quello di queste banche (armate o non armate) che non si spiegheranno come possiamo fare a meno di loro, come possiamo stare – volontariamente – fuori dal sistema.
Da questo sistema che è armi, ma anche speculazione sui cambi, sui tassi, capovolgimento della ridistribuzione del capitale/reddito dal povero al ricco (pensiamo al credito al consumo) che è sfruttamento del lavoro
che è religione del massimo profitto a tutti i costi, che è opacità e distruzione dello stato sociale che è, in due parole:
finanza e non economia.
Scusate, veramente, la lunghezza e lo sfogo.
Buona pasqua
Paolo Trezzi
Khorakhanè
ugomoi@tin.it
—– Original Message —–
From: Domenico Schietti
To: carabinieri@carabinieri.it ; urp.mi@poliziadistato.it
Sent: Wednesday, December 19, 2007 7:52 PM
Subject: OGGETTO: DENUNCIA BPM BANCA ETICA FONDI CARCATERRA
CARISSIMI
Volevo comunicarvi che con le foglie e gli scarti di lavorazione agricole si può fare bioetanolo, tronchetti da ardere, cellulosa, arredamenti e materiali edili low cost, ma BPM Banca Etica investe solo in aziende dei nemici dell’umanità.
Banca Etca BPM dovrebbe investire per statuto in piccole aziende etiche italiane, ed invece investe solo in grandi aziende dei nemici dell’umanità straniere.
E’ una truffa, migliaia e migliaia di investitori danno i soldi a Banca Etica credendo di finanziare piccoli progetti etici di piccole aziende italiane come la biomassa, la free energy, le riserve di pesca.
Ecco un tipico fondo comune di Banca Etica BPM, uno dei cosidetti Fondi Carcaterra: neanche un’azienda italiana, neanche una piccola azienda, neanche un’azienda etica
Valori Responsabili Bilanciato BPM Banca Etica
TITOLI DI STATO
Titolo Peso Rating Duration
Francia
FRANCE O.A.T 4% 09 2,34% AAA 1,519
FRANCE O.A.T.5% 2011 1,24% AAA 3,613
Germania
B.SCHATZ 3,75% 12/12/2008 7,09% AAA 1,153
BUND 3,75% 04/01/15 9,17% AAA 6,291
BUND 4,5% 04/01/2013 4,82% AAA 4,648
BUND 4,75% 07/2034 1,19% AAA 15,63
BUND 5% 04/07/2012 3,62% AAA 4,304
BUND 5,25% 04/01/11 8,02% AAA 2,969
BUND 5,50% 04/01/2031 1,34% AAA 13,722
Paesi Bassi
NETHERLANDS GOVT 3,75% 09 1,15% AAA 1,742
Totale Titoli Stato 39,97% – -
AZIONI
Titolo Peso Paese
STOREBRAND ASA 1,13% Norvegia
SVENSKA CELLULOSA AB 0,54% Svezia
CISCO SYSTEMS INC 1,80% U.S.A.
DELL INC 1,61% U.S.A.
ELI LILLY & CO. 2,77% U.S.A.
GAP INC 2,42% U.S.A.
IDEARC 1,20% U.S.A.
INTEL CORP 1,87% U.S.A.
INTERNATIONAL PAPER 1,07% U.S.A.
KRAFT FOODS INC. 2,24% U.S.A.
UNITED PARCEL SERV “B” 1,95% U.S.A.
VOESTALPINE 0,94% Austria
COLRUYT NV 1,02% Belgio
NOKIA 0,95% Finlandia
BIC 0,73% Francia
FRANCE TELECOM SA 1,62% Francia
LAFARGE 0,98% Francia
PEUGEOT CITROEN SA 1,25% Francia
SANOFI-AVENTIS 0,68% Francia
VALEO 0,91% Francia
VEOLIA ENVIRONMENT 1,53% Francia
BMW 1,56% Germania
DEUTSCHE TELEKOM 1,51% Germania
LINDE AG 2,01% Germania
RHOEN-KLINIKUM 0,83% Germania
INDESIT COMPANY 0,16% Italia
SABAF SPA 0,19% Italia
KPN NV 0,94% Paesi Bassi
STMICROELECTRONICS NV 0,48% Paesi Bassi
TNT NV 0,75% Paesi Bassi
ENERGIAS DE PORTUGAL 0,61% Portogallo
RED ELECT.ESPANA 1,38% Spagna
SWISSCOM 1,23% Svizzera
ASTRAZENECA PLC 0,89% Gran Bretagna
BG GROUP PLC 3,57% Gran Bretagna
CAPITA GROUP PLC 0,91% Gran Bretagna
CENTRICA PLC 0,85% Gran Bretagna
DIAGEO 1,06% Gran Bretagna
FIRSTGROUP PLC 0,86% Gran Bretagna
JOHNSON MATTHEY 0,58% Gran Bretagna
PEARSON PLC 0,56% Gran Bretagna
REED ELSEVIER PLC 1,42% Gran Bretagna
VODAFONE GROUP PLC 1,89% Gran Bretagna
YELL GROUP 0,99% Gran Bretagna
ASAHI GLASS 0,49% Giappone
ASTELLAS PHARMA 0,97% Giappone
CANON INC. 0,94% Giappone
DENSO CORPORATION 0,63% Giappone
MITSUBISHI ESTATE CO. 0,93% Giappone
NTT DOCOMO INC 0,53% Giappone
SONY CORP 0,78% Giappone
TOYOTA MOTOR CORP. 0,81% Giappone
Totale Azioni 60,52% -
Totale Titoli Stato 39,97% -
Totale Azioni 60,52% -
Totale Liquidità -0,49% -
Totale 100,00% -
COMPOSIZIONE GEOGRAFICA DEI TITOLI AZIONARI
Area geografica Peso
America 16,92%
Area Euro 21,03%
Europa non-Euro 16,49%
Asia e Pacifico 6,08%
Totale 60,52%
COMPOSIZIONE SETTORALE DEI TITOLI AZIONARI
Settore Peso
Consumer discretionary 21,29%
Consumer staples 7,14%
Energy 5,91%
Financials 3,39%
Health Care 10,14%
Industrials 9,39%
Information Technology 12,63%
Materials 10,12%
Telecommunication Services 12,75%
Utilities 7,23%
Totale 100,00%
Patrimonio del Fondo: 86.813.888,61 €
Duration media del portafoglio: 4,38 anni
Dati aggiornati al 30 Settembre 2007
BASTA CON LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE
Bisogna finanziare piccole aziende etiche nel settore della biomassa secca e della legna ecologica!
Si tratta di un complotto globale per eliminare con metodi bastardi oltre 3 miliardi di persone!
PER LA MILIONESIMA VOLTA VI COMUNICO ANCHE CHE HO INVENTATO UN METODO PER FARE ACQUA POTABILE CON LA SERPENTINA LOW COST AL PREZZO DI 0,002 AL LITRO ANCHE IN MEZZO AL DESERTO DEL SAHARA
Non posso frequentare da anni i miei amici, devo vivere in povertà assoluta in semiclandestinità, mi hanno usurpato decine di mie idee vendendo centinaia di milioni di prodotti derivati dalle mie idee.
Il mondo è dominato da alcune gang che fanno il bello e il cattivo tempo su scala globale.
Vi ricordo anche che ormai da anni ho confutato la legge di Boyle – Mariotte dimostrando che tutto quello che viene insegnato nelle scuole e nelle università scientifiche è falso e quindi che la setta degli ingegneri scientisti manipola la verità per ottenere decine di miliardi di euro di finanziamenti pubblici.
Vi prego di intervenire, di iniziare le perquisizioni nelle università, nelle sedi dei media, delle banche, e di diffondere la notizia che non esiste nessun problema energetico, ma che si tratta di un complotto globale.
Domenico Schietti